Dal palcoscenico alla sala cinematografica. Peppe Iodice firma il suo primo film da protagonista e co-sceneggiatore con Mi batte il corazon, diretto da Francesco Prisco e distribuito da Run Film a partire dal 19 marzo 2026.
Il progetto nasce dall’esperienza teatrale di Ho visto Maradona e ne conserva l’impianto paradossale, ma lo espande in chiave cinematografica, trasformando una suggestione surreale in una commedia che gioca con morte, identità e seconde possibilità.
Un funerale, una bara, una resurrezione civile
Il protagonista è Peppe Iovine, giornalista di una piccola emittente locale. Vita modesta, ambizioni contenute, nessuna rivoluzione in vista. Poi l’infarto. Morte certificata. Funerale organizzato.
E qui la svolta: Peppe si risveglia nella bara.
Da quel momento la storia prende una piega grottesca. Per lo Stato è deceduto. Per la moglie è un enigma. Per il quartiere resta “quello che ha visto Maradona”. Lui sostiene di averlo incontrato davvero nell’aldilà. Decide allora di cambiare vita. Dire sempre la verità. Senza filtri.
Scelta nobile. Conseguenze imprevedibili.
Tra burocrazia surreale e confessioni destabilizzanti, il film costruisce una parabola ironica su cosa significhi davvero ripartire quando il sistema ti ha già archiviato.

Peppe Iodice in Mi batte il corazon
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Il cast e la squadra tecnica
Accanto a Peppe Iodice, ad arricchire il cast troviamo: Ivana Lotito, Francesco Procopio, Yari Gugliucci, Ivan Castiglione, Gianni Ferreri, Maria Bolignano, Francesco Mastandrea, Nicola Bello, Gianni Parisi, Alan De Luca, con la partecipazione di Antonio Milo e Gigi Savoia, con l’amichevole partecipazione di Mimmo Manfredi.
Per la prima volta sullo schermo anche Sofia e Gloria Iodice le 2 figlie di Peppe.
Ambientato tra Napoli e provincia, il film è prodotto da Alessandro e Andrea Cannavale per Run Film, in collaborazione con Gino Sorbillo, 88 Miglia, Pinzimonio Hub e Kosmos Srl. Coinvolti anche Teatro Troisi e Napoli Canale 21. Direzione della fotografia di Emilio Costa, montaggio di Davide Franco, musiche originali di Adriano Pennino, costumi di Martina Picciola, scenografie di Pasquale Topo.
Dalla scena teatrale al cinema
L’impianto narrativo conserva la radice teatrale ma si apre a una dimensione più ampia. Il tema centrale non è la resurrezione in sé, ma la verità come detonatore sociale. Peppe sceglie di non avere più paura. Ma la verità, quando viene detta senza protezioni, può isolare.
Il paradosso diventa così dispositivo narrativo: morire per capire come vivere.
Appuntamento in sala dal 19 marzo 2026. E questa volta, il cuore batte davvero.