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Ischia Film Festival

‘Itu Ninu’ – Lo spettro del cambiamento climatico

Il nuovo lungometraggio di Itandehui Jansen è stato presentato all'Ischia Film Festival.

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Itu Ninu

Presentato all’Ischia Film Festival, Itu Ninu, un film di fantascienza messicano, incentrato su una storia d’amore impossibile, in una città al limite del distopico e sul tema del cambiamento climatico. Itu Nunu è il secondo lungometraggio di Itandehui Jansen, regista messicana nata ad Oaxaca, già nota per Tiempo de Lluvia, del 2018.

Girato tra Leith (un quartiere di Edimburgo) e la spiaggia di Dumbar, due luoghi minacciati da una possibile futura inondazione a causa del riscaldamento globale, Itu Ninu compete all’interno della selezione Location Negata.

Ulteriori notizie sull’Ischia Film Festival qui.

Sinossi

Ambientato nel 2084, il film segue le vicende di Ángel, emigrato da un piccolo paese del Messico, a causa del cambiamento climatico. L’uomo lavora coltivando piante per preservarne i semi, e vive all’interno di una fredda città futuristica intelligente. Qui risulta costantemente sotto controllo, a causa di un braccialetto elettronico che è costretto a tenere al polso.

Quasi per caso l’uomo incontrerà Sofia, una donna delle sue stesse origini, emigrata per le stesse ragioni, con la quale riesce a comunicare in quanto condividono la stessa lingua, il Mixtec. I due sviluppano presto un forte legame e decidono di incontrarsi sempre più spesso. A causa della forte sorveglianza all’interno della città, però, sceglieranno di non comunicare a voce, ma di scambiarsi una serie di lettere.

Il loro speciale rapporto porterà un briciolo di speranza nelle loro vite e li farà fantasticare sulla possibilità di fuggire dall’opprimente città.

Itu Ninu

Migrazione e cambiamento climatico

La tematica principale di Itu Ninu è sicuramente quella ambientale, la location è protagonista in due modi. Da una parte, la fredda città futuristica è simbolica dell’annullamento della coesistenza tra uomo e natura, dall’altra, il desiderio di ritornare nella propria terra, indica una certa nostalgia del proprio luogo di appartenenza e, in particolare, dello stretto legame formatosi con quell’ambiente.

In questo senso, il cambiamento climatico è da considerarsi centrale all’interno del film di Itandehui Jansen. Lo spettro di quest’ultimo aleggia costantemente sui due protagonisti in quanto costituisce la causa della loro migrazione e, quindi, non solo dell’allontanamento dalla propria terra, ma anche dallo stile di vita a cui erano abituati, a cui ora guardano indietro con nostalgia.

Attraverso la messa in scena di una città futuristica completamente asettica, che sembra non avere più niente da raccontare, l’autrice riesce a narrare in maniera efficace la perdita non solo della biodiversità, ma anche di tutte quelle espressioni culturali derivate dal vivere quest’ultima in prima persona. A favorire tutto ciò è, prima di tutto, la fotografia, fredda e geometrica, che diventa più accogliente solo durante la messa in scena dei ricordi e delle speranze dei due protagonisti. Assume un approccio simile anche lo stile registico, classico ed esseniziale il quale, tuttavia, non risulta sempre del tutto convincente.

Itu Ninu

Il rapporto umano

Ciò che muove il procedere narrativo di Itu Ninu è lo sviluppo del legame tra i due protagonisti. Questo inizialmente nasce quasi per caso e si fonda sulla condivisione della stessa lingua e delle stesse origini. Pian piano, tuttavia, la dinamica tra i due si farà più complessa, basandosi sulla condivisione di ideali e speranze simili per il futuro.

L’eccessivo controllo previsto dalla città è messo a contrasto della purezza del legame tra Ángel e Sofia i quali, per contrastare il rischio di una comunicazione verbale, decidono di scambiarsi una serie di lettere. La scelta di basare il loro rapporto sul silenzio si dimostra sicuramente efficace, in quanto permette di alludere, nelle sequenze in cui i due sono insieme, alla forza ed alla profondità di ciò che condividono, che riescono ad esprimere in maniera non verbale.

All’interno di un ambiente che sembra fare di tutto per privare della propria individualità, i protagonisti riescono quindi a recuperare la propria umanità proprio grazie all’incontro ed alla condivisione di una speranza in comune.

Il film di Itandehui Jansen, seppur a tratti poco ispirato e, in alcuni suoi elementi, derivativo, risulta tuttavia estremamente efficace nel suo modo di raccontare l’inconscio rapporto tra l’uomo e l’ambiente naturale. Il film non è da considerarsi quindi basato sulla narrazione di una realtà distopica ma, al contrario, sulla forza del ricordo e delle speranze che portano l’individuo ad allontanarsi da essa, a favore della ricerca di un rapporto con la natura puro e quasi primordiale.

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Itu Ninu

  • Anno: 2023
  • Durata: 72'
  • Genere: Fantascienza, Romantico
  • Nazionalita: Messico
  • Regia: Itandehui Jansen