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Festival Cinema Africano, Asia e America Latina

FESCAAAL 2024: intervista alla direttrice artistica Alessandra Speciale

Una carriera a supporto del cinema dei tre continenti, Alessandra Speciale racconta la storia del Festival dei cinema Africano, Asia e America Latina e presenta la sua 33esima edizione

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33 fescaaal open night

È iniziata la 33esima edizione di FESCAAAL, Festival del cinema Africano, Asia e America Latina a Milano, presso le sale della Cineteca Milano Arlecchino e del Cinema Godard di Fondazione Prada. Dal 3 al 12 maggio 2024 con una fitta programmazione di opere autoriali dei tre continenti attentamente selezionate, la città meneghina si tingerà degli splendidi colori, suoni e immagini di queste affascinanti cinematografie. Ne abbiamo parlato con Alessandra Speciale co-direttrice artistica del FESCAAAL insieme ad Annamaria Gallone, sin dalla sua prima edizione nel 1991.

Alessandra Speciale, una carriera attiva per un cinema ‘del mondo’

L’amore di Alessandra Speciale verso il cinema africano nasce da lontano: dal 1991 al 1999 è stata caporedattrice di Ecrans d’Afrique, la prima rivista su cinema e televisione in Africa e ha pubblicato diversi libri sulla cinematografia del continente e sulla diaspora della sua popolazione. Ha all’attivo documentari di creazione realizzati per Rai 3 e vanta un ruolo attivo nella promozione del cinema dei tre continenti, è corrispondente da Africa e Paesi Arabi della Mostra del Cinema Venezia ed è tra i fondatori del Milano Film Network, che racchiude in sé i sette principali festival cinematografici della città.

Dal 1991 è co-direttore artistico con Annamaria Gallone del Festival del Cinema Africano di Milano, che dal 2004 prende il nome di Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina. Ecco cosa ci ha detto riguardo la storia del FESCAAAL e questa sua 33esima scoppiettante edizione.

Alessandra Speciale con Annamaria Gallone

Alessandra Speciale con Annamaria Gallone alla cerimonia di premiazione del 32esimo FESCAAAL. Foto di Simone Sapia – fescaaal.org

Nascita ed evoluzione del festival, una sfida continua

Alessandra Speciale racconta come è nato il festival e del tumultuoso periodo storico in cui si sviluppò.

Ancora in università, ho iniziato a collaborare con l’associazione COE, Centro Orientamento Educativo, un ONG che da 65 anni si occupa di promuovere progetti e opere di volontariato, educazione e scambio culturale con i paesi in via di sviluppo e che già allora aveva iniziato a distribuire film proveniente da Africa e Asia. E così, insieme, è nata l’idea di creare un festiva di cinema, inizialmente solo africano, a Milano.

Era il 1991, un periodo particolare, lanciammo il festival quasi in concomitanza con la Prima Guerra del Golfo e con l’esplosione del fenomeno dei migranti; l’atmosfera era tesa, arrivavano registi dai paesi arabi e la risposta del pubblico fu eccezionale. Il festival nasce da un ONG e per questo l’idea era quella di parlare di Africa in un modo diverso, portare qui la loro cultura attraverso i loro film, dal loro punto di vista, non filtrato. In quegli anni Internet era ancora in uno stato embrionale, il cinema era l’unico modo per mostrare l’Africa dal loro punto di vista e penso che ancora oggi sia così; il valore della visione di un autore sarà sempre qualcosa in più rispetto ad un video di pochi secondi girato con il cellulare e buttato sui social.

A proposito di questo, è cambiata la visione del festival negli anni?

Oggi la mission resta la stessa, ma più in grande: dal 2004 il FESCAAAL è aperto ai tre continenti con il medesimo scopo, raccontarne la cultura dal loro punto di vista e con la loro sensibilità autoriale sui loro temi. Il festival non ha mai voluto essere un evento sui diritti umani o comunque con un obiettivo solo sociale. Ovviamente l’impegno sociale e, se vogliamo, anche militante resta, ma vuole soprattutto essere un evento culturale e continua ad esserlo, tant’è vero che la nostra linea editoriale è quella di selezionare film d’autore, con le dovute eccezioni come la sezione ‘e tutti ridono…’, dedicata alle commedie. C’è quindi un’apertura pop, ma questo non è un festival pop.

Ci tengo a sottolinearlo perché da questi paesi arriva molto cinema pop ma noi restiamo fedeli all’idea di avere un festival di film d’autore, il che non significa fare scelte estreme, manteniamo sempre un occhio di riguardo verso il più ampio pubblico. Però non disdegniamo proposte più challenging come l’omaggio a Lav Diaz di quest’anno.

Il resoconto dell’Opening Night della 33esima edizione del FESCAAAL

L’apertura ad Asia e America Latina: una continua ricerca di qualcosa di speciale e tanta curiosità.

L’apertura ai tre continenti nasce da diverse esigenze, innanzitutto da una nostra personale curiosità, andare a scandagliare altre cinematografie poco viste e raccontarle, poi per favorire ancor di più scambi e collaborazioni, mettere quindi in contatto i registi di questi continenti ed evitare ciò di cui gli africani si lamentavano in quegli anni, ovvero il sentimento di essere ghettizzati all’interno di un focus ‘solo Africa’.

Il nostro obiettivo non è mai stato quello di creare l’ennesimo festival internazionale. Per quanto il comune di Milano ci abbia sempre aiutato molto, non ne avremmo avuto le forze economiche. Ma, al di la di questo, abbiamo sempre avuto l’intenzione di rimanere all’interno di quelle cinematografie molto poco conosciute e distribuite. Ora grazie alle piattaforme la situazione è un po’ cambiata, ma ci sono ancora tantissimi film, assolutamente fruibili dal grande pubblico, che vengono ignorati. Quest’anno su 42 film in programma, abbiamo 20 prime italiane e 2 prime mondiali, a riprova del fatto che, per quanto questi titoli abbiano tutte le carte in regola per una distribuzione su scala nazionale, questa non avviene.

Questo non è certo un destino riservato solamente ai film di Africa, Asia e America Latina. Anzi, forse il cinema europeo sta vivendo un periodo anche peggiore da questo punto di vista.

Fremont Babak Jalali 2023 FESCAAAL

Fremont (Babak Jalali, 2023) – film d’apertura della 33esima edizione di FESCAAAL

Creare connessioni: un focus sul giovane cinema italiano

Alessandra Speciale ci parla della sezione EXTR’A e dell’importanza di uno scambio culturale continuo nel cinema di oggi.

La sezione EXTR’A nasce 12 anni fa, Il titolo è un po’ ironico, l’apostrofo prima della A serve a sottolineare come si tratti di un qualcosa fuori da Africa, Asia e America Latina. EXTR’A si concentra sul cinema italiano e sul creare delle connessioni con la visione dei tre continenti. Una cosa che abbiamo sempre fatto, anche invitando ospiti e giuria della nostra industria, creando un dialogo che pensiamo sia fondamentale. Quindi è stato naturale immaginare di aprire una sezione dedicata ai registi italiani che si interessavano alle tematiche dei tre continenti o che ne condividessero i temi, che parlassero quindi dell’Italia multiculturale, del cambiamento del nostro tessuto sociale tra seconde generazioni e aspetti positivi o negativi dell’immigrazione.

All’inizio non è stato facile creare questa sezione e collocarla all’interno del festival, perché è molto ampia, abbiamo sempre scelto di comprendere tanti generi diversi, dalla fiction al documentario, fino all’animazione. Eppure ci sembrava difficile riuscire a trovare abbastanza prodotti di qualità. Questa cosa oggi è cambiata, nonostante le evidenti difficoltà finanziarie che i registi incontrano, ogni anno ci vengono proposti oltre 50 film ed è una sfida selezionarne tra i 10 e i 15. Per i nostri criteri tendiamo ad eliminare i film corporate, ricercando anche qui un cinema autoriale, ad esempio puntiamo su documentari di creazione, non reportage.

L’attenzione ai giovani autori, dalle iniziative del Milano Film Network al MYworld Young Film Festival.

È interessante vedere come anche in Italia ci sia cinema di qualità legato a queste tematiche. Ci piace esplorare e dare visibilità a questo sottobosco poco conosciuto e soprattutto composto di giovani autori; è anche un modo per entrare in contatto con ciò che si muove tra le nuove generazioni e ci fa piacere quando alcuni di questi film vengono portati in sala, come Casablanca di Adriano Valerio, che è stato alle Giornate degli Autori del festival di Venezia e oggi è al FESCAAAL.

FESCAAAL fa parte del Milano Film Network e in quanto tale per noi è importante creare queste connessioni e partecipare alla crescita del giovane cinema italiano. In particolare, con l’aiuto di Filmmaker e del presidente Luca Mosso portiamo avanti In Progress, sullo sviluppo dei film e l’Atelier per quanto riguarda la post-produzione, due eventi Industry in cui, non a caso, ritornano spesso questi stessi giovani autori. Ciò ci permette di creare una community solida e talentuosa.

Disco Afrika FESCAAAL

Disco Afrika: une histoire malgache (Luck Razanajaona, 2024) – In concorso nella sezione ‘Finestre Sul Mondo’ al 33esimo FESCAAAL

Il MiWY nasce 5 anni fa grazie ad un bando del ministero, Cinema per la Scuola, che ci ha permesso di avere un finanziamento supplementare per trasformare quella che da sempre è stata una nostra vocazione, quella di parlare con le scuole, in un vero e proprio festival. Ad oggi la situazione dei finanziamenti è molto più drammatica, nonostante gli sforzi. L’aiuto economico che i festival ottengono non è assolutamente adeguato, noi teniamo duro e continuiamo con la nostra mission.

La forza del cinema come mezzo di educazione artistica

Anche visti i cambiamenti in corso e le difficoltà economiche, credi ancora nella potenza del cinema come mezzo sociale e culturale?

Il cinema sicuramente ha avuto, ha e avrà sempre questo tipo di potere, non per niente sono sempre di più i registi che sentono l’esigenza di portare i loro film e condividere la loro visione sul mondo. Il problema di oggi è portare la gente al cinema, che è diverso. Il covid, da questo punto di vista, ha certamente dato una spinta verso il fondo, tant’è vero che, per quanto possiamo contare su una partecipazione sempre numerosa e di affezionati, non abbiamo più il pubblico di una volta. Anche per questo abbiamo deciso di non avere più due programmazioni in contemporanea e di portare parte dei film su Mymovies. Durante l’edizione del 2021, interamente online, il 75% del nostro pubblico era fuori dalla Lombardia e questo ci ha fatto ragionare, stiamo facendo un lavoro per Milano o per la nazione?

Non si tratta certo di un’operazione economica, ma di immagine, l’appello che vogliamo fare è sempre quello di guardare i film in sala. Un festival si fa per portare il cinema al cinema, d’altro canto non possiamo ignorare il fatto che il pubblico sia cambiato e preferisce guardare i film dal divano di casa. C’è inoltre un problema di ricambio generazionale: il pubblico invecchia e la cinefilia nelle nuove generazioni è sempre più una nicchia. Anche uno studente di cinema, oggi, è vittima del marketing e non va a ricercare opere maggiormente autoriali.

FESCAAAL, come tanti altri festival, cerca di combattere la scarsa promozione di cui sono vittime questi film, perché se l’appassionato entra, o rientra in contatto con questi titoli, inevitabilmente se ne riappassiona e ne cercherà altri.

L’edizione 2024, cosa ci aspetta

Alessandra Speciale presenta quindi l’edizione di quest’anno del FESCAAAL, le speranze, i grandi ospiti e cosa aspettarci

Questa edizione sarà concentrata, la non contemporaneità delle proiezioni può permettere a tutti di seguire il festival per intero, mi auguro lo faranno numerosi e in sala, dato che quest’anno si sta registrando un massiccio ritorno del pubblico al cinema. Mi aspetto poi di avere degli incontri interessanti con i nostri ospiti da tutto il mondo. Sottolineo la presenza di Lav Diaz, che è presidente della giuria e a cui, come detto, abbiamo dedicato un omaggio. È certamente una scelta coraggiosa, quella di portare i suoi film al festival; del resto non è certo riconosciuto come un ‘autore adatto al grande pubblico’, ma io difendo molto la fruibilità e l’impatto emotivo che i suoi film, per quanto lunghi, possono avere. Non sono così “slow” come si vuole far credere, hanno anzi una narrativa che tiene molto bene.

Un altro membro importante della giuria è Ali Asgari. Al suo primo viaggio internazionale dopo che l’Iran gli ha restituito il passaporto, presenteremo il suo ultimo cortometraggio, My Name Is Aseman. A questo proposito spero vengano seguite con entusiasmo le Ore del Tè al festival Center nel Bar Girevole: incontri più informali in cui sarà possibile confrontarsi da vicino con i registi protagonisti del festival.

Lav Diaz, presidente della giuria al 33esimo FESCAAAL

Infine, mi auguro che si possa vivere al massimo quello che è un altro grande obiettivo del festival, ovvero lo scambio culturale, l’incontro tra gli autori e il pubblico. A questo proposito credo molto nell’evento di Africa Talks, che da sette anni sfruttiamo per parlare con artisti visuali esterni al mondo del cinema. Quest’anno ci sarà, tra gli altri, O’Plérou Grebet, un graphic designer ivoriano che ha creato una serie di emoticon sul mondo africano. L’evento sarà alle 18:30 di martedì 7 maggio alla Cineteca Milano Arlecchino.

Taxidrivers alla 33esima edizione del FESCAAAL

La 33esima edizione del FESCAAAL si è aperta la sera di venerdì 3 maggio con la proiezione di Fremont, film del 2023 del regista iraniano Babak Jalali, già presentato al Sundance Film Festival e alla Festa del Cinema di Roma, prossimamente nelle sale italiane grazie alla distribuzione di Wanted Cinema.

Il Festival Del Cinema D’Africa, Asia e America Latina 2024 ha luogo dal 3 al 12 maggio a Milano e dal 5 al 12 maggio anche online su MYmovies.it.

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