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Festival Cinema Africano, Asia e America Latina

Lav Diaz e la creazione di un cinema politico e militante

Presidente della Giuria Internazionale del 33° FESCAAAL, Lav DIaz è protagonista della sezione Soggettiva, con tre film in cui si intrecciano esistenze private e politiche

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Quest’anno il Festival del cinema Africano, d’Asia e America Latina vede la partecipazione di un ospite d’eccezione. La trentatreesima edizione del Festival che si svolge dal 3 al 12 maggio a Milano in collaborazione con Fondazione Prada è diretta dal regista e sceneggiatore filippino Lav Diaz. Diaz è presidente della Giuria Internazionale del Festival.

Fondazione Prada lo ha scelto come protagonista di “Soggettiva“, la sezione che ogni mese viene dedicata ad un grande nome della cinematografia. Lav Diaz terrà una masterclass moderata da Paolo Bertolini e verranno proiettati tre dei suoi film più significativi: Norte, the End of History (2013), From What is Before (2014) e The Woman Who Left (2016). I primi due saranno sottotitolati in inglese mentre il terzo avrà sottotitoli in italiano.

Inoltre, si terrà la proiezione del film Taxibol, diretto da Tommaso Santambrogio e selezionato nel Concorso Extr’A, con Lav Diaz  protagonista.

Tutte le proiezioni si terranno a partire dal 5 maggio presso il Cinema Godard Fondazione Prada, Largo Isarco 2, Milano.

Lav Diaz – Una grande voce del cinema filippino

Con alle spalle una carriera da critico cinematografico, Lav Diaz ha iniziato a presentarsi come regista e sceneggiatore in età relativamente inoltrata. L’esordio alla regia avviene con The Criminal of Barrio Concepcion, in cui già si presentano alcuni tratti che caratterizzano la sua filmografia. Il film è di piena ispirazione dostoevskijana: il personaggio principale, Geronimo, compie un crimine indicibile che lo tormenterà per tutta la vita e dal quale riuscirà a riscattarsi solo con un atto estremo. L’ambientazione è fondamentale per fornire una chiave di lettura che resta valida per molte opere di Diaz: il male è creato dal contesto arido e impoverito della condizione sociale del protagonista. Dal punto di vista narrativo, il film si sviluppa con una sovrapposizione di flashback che, strato dopo strato, danno vita alla storia di un essere umano in cerca di salvezza.

Corpi e spazi, sono questi gli elementi essenziali del cinema di Diaz. In ogni film ci vengono presentati personaggi che cercano la propria identità filippina, strappata e gettata in un abisso di violenza, corruzione e dittatura. Tutto è stato risucchiato dalla distruzione, ma ciò non esclude la speranza nella lotta per la vita. La narrazione spesso è estremamente dilatata, con film che arrivano anche alle dieci ore di montaggio finale. La tendenza di Diaz a girare film eccezionalmente lunghi sta man mano scomparendo per lyevoluzione del processo artistico del regista, come ha dichiarato in diverse occasioni.

Un ultimo aspetto fondamentale del cinema di Lav Diaz è l’impronta essenzialmente politica di tutti i film. Spesso viene raccontato il trauma dei governi di Marcos e Duterte, che nella visione di Diaz hanno fatto sprofondare le Filippine nel baratro del fascismo e della violenza estrema. Per comprendere la cinematografia di Diaz, dunque, non possiamo astenerci da una visione profondamente storicizzata dell’anima umana, che esiste nelle sue accezioni personali di sofferenza, ma che soprattutto reagisce alla violenza imposta dall’esterno.

Norte, the End of History, 2013

Norte, the End of History è una delle opere che meglio rappresenta la fascinazione di Lav Diaz nei confronti della letteratura russa dell’Ottocento. Il film prende spunto da Delitto e Castigo di Fedor Dostoevskij; ne cambia ambientazione e periodo storico e a partire dallo scheletro del romanzo realizza una lucida lettura del contesto della provincia di Ilocos Norte, la punta estrema delle Filippine. La regione ha dato i natali a Ferdinand Marcos, feroce dittatore delle Filippine dal 1965 al 1986. Il figlio Ferdinand Marcos Jr. è l’attuale presidente delle paese, oltre ad essere stato per anni governatore della provincia di Ilocos Norte prima di giungere alla presidenza.

Il film è stato effettivamente letto come una metafora della parabola che portò Marcos senior e il fascismo al potere nelle Filippine.

Il personaggio principale, Joachin, è perseguitato da un’usuraia ed è ossessionato dall’idea di ottenere giustizia a tutti i costi, per sé e per gli altri sommersi dai debiti. Ucciderà l’usuraia per la sua sete di vendetta ma la colpa ricadrà su Fabian, un altro personaggio che vivrà un immenso sconvolgimento psicologico durante la permanenza in carcere per scontare la pena del crimine che non ha commesso. Joachin, dall’altra parte, verrà divorato sempre di più dalla colpa e il suo senso di giustizia lo trasformerà in quello che aveva sempre giurato di combattere.

From What is Before, 2014

Un anno dopo Norte, Diaz conquista il Pardo d’oro al Festival di Locarno con From What is Before. In un villaggio delle Filippine iniziano a verificarsi strani avvenimenti: strani lamenti provenienti dalle foreste, case date alle fiamme, mucche trovate squartate. Tutto gira intorno all’imposizione della legge marziale da parte di Ferdinand Marcos mentre le truppe iniziano a controllare intere aree del paese.

From What is Before continua il discorso iniziato da Norte sulla dittatura e sulla resilienza del popolo filippino. Il regime è descritto in bianco e nero e pone una divisione netta tra il prima e il dopo, tra il naturale e l’antropico. Il mondo del prima è una realtà libera, naturale, legata al rito e alla terra. Il dopo è violenza e imposizione umana. I personaggi di Diaz si muovono nell’inquadratura, agiscono e reagiscono alla loro nuova condizione mentre la natura resta statica e presente in ogni istante, anche se è sempre più sullo sfondo. La vita e l’esperienza umana continuano in un flusso inarrestabile, come corpi portati via dalla corrente di un fiume. Ma le voci dei sopravvissuti sono sempre più flebili e la violenza che li circonda è sempre più reale.

The Woman Who Left (La donna che se ne è andata), 2016

The Woman Who Left è un’opera straordinaria che ha scritto la storia del cinema mondiale, diventando il primo film filippino insignito del Leone d’Oro alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, nel 2016.

Horacia, la protagonista, viene rilasciata nel 1997 dopo aver scontato trent’anni di reclusione per un crimine che non ha commesso. Riuscirà ad essere rilasciata solo dopo la confessione di un altro detenuto. Tornata alla vita di tutti i giorni, si ritrova in un mondo in cui le resta solo la figlia, mentre il marito è morto e il figlio è scomparso. Le uniche cose che sembrano più vive che mai sono violenza e corruzione. Horacia scopre infatti che l’uomo che l’ha incastrata anni prima è il suo ex amante. Uomo ricchissimo, ormai vive nel terrore di essere rapito al fine di ottenere i soldi del riscatto e vive barricato in casa. Horacia inizierà a tramare la vendetta in un mondo sempre più crudele e oppressivo.

The Woman Who Left è un film che mostra perfettamente quanto il personale sia politico. Diaz si ispira nuovamente alla letteratura russa e riprende il racconto di Tolstoj Dio vede la verità. Ancora una volta ci troviamo in una realtà in cui spesso non c’è la violenza non è aperta e dichiarata, ma un’essenza che pervade tutto. Questa volta è il personaggio stesso di Horacia a rappresentare il riscatto, con le sue mani che curano e che plasmano il proprio destino.

FESCAAL – Il programma completo dedicato a Lav Diaz

Domenica 5 maggio, h.16 – Cinema Godard di Fondazione Prada
Norte, the End of History, Lav Diaz, Filippine, 2013, 250’
V. originale con sottotitoli in inglese

Domenica 9 maggio, h.15 – Cinema Godard di Fondazione Prada
From What is Before, Lav Diaz, Filippine, 2014, 339’
V. originale con sottotitoli in inglese

Sabato 11 maggio, h.16 – Cinema Godard di Fondazione Prada

MASTERCLASS CON LAV DIAZ
Modera Paolo Bertolin, membro del comitato di selezione della Mostra del Cinema di Venezia.
L’evento è gratuito su prenotazione.

Sabato 11 maggio, h.18.30 – Cinema Godard di Fondazione Prada
Taxibol, Tommaso Santambrogio, Italia, 2023, 50′
V. originale con sottotitoli in italiano

Maggiori informazioni sul sito del 33° Festival del cinema Africano, d’Asia e America Latina

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