fbpx
Connect with us

Netflix SerieTv

‘Ripley’ : il cattivo della storia

Andrew Scott è un Tom Ripley che si muove come un killer seriale. Meccanizza la sua fame di inganno come ripete la forma omicida. Così la serializzazione delle gesta del cattivo prende man mano il posto della trasposizione letteraria

Pubblicato

il

Ripley

Su Netflix la serie Ripley tratta dal celebre romanzo di Patricia Highsmith Il talento di mister Ripley. Scritta e diretta dal premio Oscar Steven Zaillian (Schindler’s List), nei ruoli principali troviamo Andrew Scott e Dakota Fanning.

IL TRAILER – Ripley

Le maschere del killer – Ripley

Il peso e il merito del neorealismo che usa Ripley, in atmosfere e movimenti di macchina, abbellisce e incuriosisce la forma del nuovo Tom che nella nuova trasposizione di Netflix ha tutto per essere un’ottima ricostruzione dei celebri romanzi della Highsmith. La serie cerca di unire lo scambio di identità e il tema della classe borghese decostruita, centro del Ripley letterario e di quello cinematografico con la sete di protezione del protagonista che ben presto tende a trasformarsi nella serializzazione del killer. Andrew Scott, il nuovo Ripley, e la serie attingono dal neorealismo italiano le atmosfere, la documentazione delle periferie quasi da dopo guerra oltre ad un linguaggio cinematografico che nella prima parte predilige la lunghezza e molte profondità di campo per descrivere l’ambiente prima della storia. Ripley rispecchia totalmente l’origine del romanzo arrivando quasi ad esserne una fedele trasposizione. Il Ripley di Scott ci viene presentato come un truffaldino falso esattore delle tasse che in America degli anni sessanta fa più il cattivo tempo che essere un truffatore di prima categoria.

In Ripley tutto è maschera

E prima che il padre di Dickie lo convinca a recuperare il figlio nella profonda Campania, la sua vita viene sintetizzata nel piccolo e trasandato appartamento in cui vive. Rincorso da un detective privato, il ritrovamento del vecchio amico che non ha mai conosciuto diviene una grossa e ghiotta opportunità in linea con la propria indole truffaldina. In Ripley tutto assume la forma della maschera e Atrani diviene l’inizio in cui la metamorfosi dell’inganno dell’alter ego di Scott trova il suo nuovo sé. Se nei libri della Highsmith il rapporto di fiducia con il ricco Dickie  si costituisce solo come rottura e climax di nuova vita, nella serie Netflix questo è l’inizio della serializzazione dell’inganno. La maschera di sostituzione dell’identità diventa un peso e assieme ricerca di libertà, tramutando la serie in un thriller su un killer a metà tra road movie e poliziesco.

L’inganno serializzato – Ripley (spoiler alert)

Dopo aver ucciso Dickie e aver gettato il suo corpo nel mare salernitano, Ripley ha l’occasione di ricominciare. Di buttarsi tutto alle spalle. Fugge da Atrani per immergersi nello sfarzo di Roma tra hotel di lusso e grandi attici nel cuore della capitale. La sua mission è proteggere la sua identità ma anche quella di Dickie. Nuova vita protetta attraverso la morte realmente avvenuta che non deve essere svelata. E Tom in un certo modo tiene vivo il suo ricordo, sostituendosi a lui e interpretando la sua agiatezza senza obbiettivi e talento per l’arte in una piena di ingegnosità imprenditoriale.

la serie si trasforma nelle perplessità dell’esistenza passata del vero Greenleaf, dimenticandosi presto delle fattezze neorealiste per abbracciare diversi generi. Andrew Scott è l’impostore che deve averla vinta e che nel suo cammino incontra personaggi che sono ostacoli tra lui e il destino. Il poliziotto che si mette sulle sue tracce, e l’ex ragazza di Dickie, Marge, rappresentano la ripetizione dell’avvenimento che in Ripley muta e si direziona negli istinti del suo protagonista.

Tra Ripley e Joe

La serie Netflix è una trasposizione fedele degli avvenimenti che Scott si porta dietro per proteggere la sua identità. Eppure non si può non riflettere sulle dinamiche che governano il comportamento del Ripley. È un serial killer sulla scia di Dexter e il cattivo della storia sulla scia di Joe di You. La forma della sua azione è piena di improvvisazione e i suoi cadaveri arricchiscono la costruzione delle sue relazioni.

Tutto è in bilico in Ripley e tutto è in procinto dell’imminente rivelazione. Nonostante ciò il suo mondo non si rivolta mai contro di lui. È sempre Ripley che nell’arte della fuga trova la soluzione passando da una maschera all’altra. Scott è un’illusionista del dramma, l’antieroe che si muove tra i due universi. Della fedeltà letteraria, e della meccanizzazione del killer in formazione. Che approfitta del declino per stravolgere ed imporre la storia a suo uso e consumo.

La non colpa attraverso l’identità – Ripley

L’identità in Ripley è mutevole, multiforme, piena di eventi e ripetizioni che si aggrovigliano sulla sua messa in scena. Il protagonista consuma talmente tanto l’esistenza di Dickie da annientarla e fonderla in Ripley stesso. C’è un passaggio straordinario che merita di essere accennato e brevemente analizzato. Nell’ultimo evento spaziale, Tom è a Venezia con tanto di castello ottocentesco e servitù al seguito. La caccia dell’investigatore italiano è ormai in via di risoluzione. Ma l’ultimo confronto tra i due è merito del genio della mimica della maschera e dell’illusione delle luci. Come un d.o.p consumato Ripley valuta ogni disposizione della stanza, ogni posizione delle due poltrone dove non deve battere eccessiva luce così da non far risultare l’inganno.

Il suo volto in controluce fa si che la messa in scena dell’illusione ottica riesca nella sua ingegnosità definitiva. Riappropriandosi della sua vera identità, quella del vero Ripley, per ricominciare il viaggio, la trasfigurazione della maschera di Scott/Tom arriva alla sua definitiva evoluzione e consacrazione. Come Pirandello Ripley spezzetta il suo io attraverso l’identità rubata, frammentandola e rimodellandola sulla sua recita. L’umanità è il suo palcoscenico, e il protagonista si muove in definizione dello spettacolo dell’esistenza recuperando la sua reale individualità e gettando la precedente maschera una volta consumata.

Ripley trova la sua fedeltà nell’antieroe di Patricia Highsmith depersonalizzando l’esistenza umana, serializzando l’accadimento degli eventi tragici e dando una nuova vitalità all’impostore. Falso e nel contempo vero.

Il Talento di Mr RipleyMatt Da mon e Jude Law in uno straordinario thriller su Netflix

Scrivere in una rivista di cinema. Il tuo momento é adesso!
Candidati per provare a entrare nel nostro Global Team scrivendo a direzione@taxidrivers.it Oggetto: Candidatura Taxi drivers

  • Anno: 2024
  • Durata: 50'
  • Distribuzione: Netflix
  • Genere: noir/thriller
  • Nazionalita: Usa/ITA
  • Regia: Steven Zaillian
  • Data di uscita: 04-April-2024