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In Sala

‘Flora’ : l’incredibile storia della staffetta italiana

La vicenda di Flora Monti, una delle staffette della Resistenza italiana

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Presentato con successo al Bif&st – Bari International Film Festival. Flora il documentario di Martina De Polo, è in sala distribuito da Lo Scrittoio.

Il documentario

Il documentario è raccontato in prima persona da Flora Monti, una tra le più giovani staffette partigiane della Resistenza Italiana che, a soli dodici anni, decide di schierarsi contro il nazifascismo e consegnare segretamente messaggi alle varie cellule della Resistenza sparse nella zona dell’Appennino tosco-emiliano. Nel 1944 gli Americani la salvano insieme alla sua famiglia e ha così inizio un viaggio che li porterà in quello che allora era il più grande campo profughi d’Italia: Cinecittà.

La regista ha deciso di trasporre cinematograficamente la storia di Flora mescolando realtà e finzione attraverso l’impiego di diversi registri stilistici: intervista in studio, contestualizzazione storica con ricostruzioni in studio e in esterna, utilizzo degli attori e il videomapping.

Flora

Flora: la recensione del documentario di Martina De Polo

Avvicinandoci al 25 Aprile il documentario di Martina De Polo è un altro tassello necessario per la nostra memoria storica.
Martina De Polo apre lo sguardo sulle staffette nel periodo della Resistenza. Flora Monti accettò senza indugi. La Monti di oggi, lucidissima come allora, spiega  che per lei fu quasi impossibile non accettare. Sebbene la paura fosse in ogni azione e in ogni messaggio, quella ragazzina non poteva non farsi forza per il bene di tutti. Determinata nel suo compito, aveva ben chiaro cosa fosse il fascismo. Il nonno infatti le aveva confidato le torture e gli abusi subiti da uno squadrone fascista nel corso degli anni.
La brutalità della guerra e della dittatura vista nel suo paese e in Emilia, rendevano ogni giorno più difficile. Davanti alla fame, alla disperazione, la famiglia Monti cercava di trovare le forze per andare avanti e non cedere al terrore del momento. Forse proprio per questo, la madre di Flora capì subito la scelta della figlia. E mentre la paura ad ogni consegna cresceva, Flora da bambina diventava presto ragazzina e dopo donna. In un mondo in cui essere “piccoli” non era concesso, a dodici anni, spiega la Monti, capitava di dimenticarsi che i giorni passavano.

flora

Strutturato come un diario storico, filmico e personale, Flora della De Polo è un ottimo documentario che ci aiuta a ricostruire uno dei quadri storici più cupi del nostro Paese. I messaggi delle staffette, protagoniste spesso dimenticate della Resistenza italiana, concessero a chi voleva essere libero di portare, insieme alle lettere, un barlume di speranza per un futuro che sembrava non arrivare mai.
Questo è ben chiaro nella Monti che spiega come paura e speranza si unissero in un sentimento indecifrabile ma comune a tante altre donne. Flora Monti è infatti testimonianza vivente di un’emancipazione femminile ancora oggi poco riconosciuta.

“La resistenza è stato il primo vero movimento di emancipazione della donna in Italia”

Il documentario ci porta nel mondo di Flora Monti e, usando una regia semplice, intervallata da piccole sequenze in cui il cinema e il teatro si fondono, sa comunicare più di un messaggio.
Il femminile e il suo contributo alla Resistenza. La crudeltà della dittatura. E l’arrivo nel campo profughi di Cinecittà.
Nella notte in cui a Bologna arrivarono gli Americani, Flora e la sua famiglia vengono prelevati dalla loro abitazione in un drammatico viaggio verso Roma. Sotto la pioggia incessante, a piedi, di notte, uomini, donne e bambini camminano senza sosta verso dei binari che li condurranno a Roma. Qui, in un’irriconoscibile Cinecittà, era stato allestito uno dei campi profughi più grandi d’Italia. Ad ogni famiglia era concessa una zolla dove passare la notte; alcuni per terra, altri, come nel caso della famiglia Monti, su palanchi e fieno. L’orrore di giornate infinite, trascorse in un limbo ai limiti della comprensione umana, appaiono ancora nello sguardo pieno di terrore di Flora. In quel luogo dove si erano costruiti tanti sogni, tutto sembra sempre uguale, ciclico. La lotta per non morire di fame, la ricerca di giorni diversi, l’unica fonte a cui aggrapparsi per vivere.

“Vedo che la gente non si interessa più .. invece è già un brutto momento. Se il popolo non sta attento e non si muove, e la gioventù non si muove……tornano” – Flora Monti

Il documentario si conclude con queste parole. La De Polo e la Monti affidano alla camera il messaggio, fondamentale, visti i tempi che stiamo vivendo. Perchè l’antifascismo non può essere una scelta ma una condizione imprescindibile. Abbiamo provato sulla nostra pelle le sue condizioni.

Grazie a Flora Monti, oggi, possiamo essere ancora migliori, davanti al coraggio di una bambina che divenne adulta, anche per noi.

 

Curiosità

Il videomappinf del documentario è  realizzato grazie al supporto di Bloomik, collettivo di artisti della post-produzione che ha agito partendo da immagini di repertorio fornite dall’UNICEF per realizzare delle proiezioni che si fondessero al meglio con gli elementi architettonici delle ambientazioni (come Piazza della Signoria a Firenze o Cinecittà a Roma).
Le scene con gli attori sono realizzate con la Fraternal Compagnia, associazione che da anni porta la commedia dell’arte in giro per il mondo. I suoi membri vengono mostrati all’interno di un limbo nero e con indosso le maschere tipiche di questa forma di spettacolo, creando un sentimento straniante e onirico rispetto alla scena.
Il documentario si avvale della canzone Staffette in bicicletta di Vinicio Capossela (feat. Mara Redeghieri), donata dall’artista, cantautore, poeta, scrittore e intrattenitore, vincitore per ben sei volte della Targa Tenco. Il testo celebra il ruolo fondamentale delle donne nella Liberazione e il valore di ogni più piccolo gesto nella lotta al male.

Per la Festa della Liberazione una clip speciale di Scherza con i fanti di Gianfranco Pannone per tutti gli spettatori

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Flora

  • Anno: 2024
  • Distribuzione: Lo Scrittoio
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Martina De Polo
  • Data di uscita: 21-April-2024