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IN SALA

‘Smoke sauna – Sisterhood’, un intimo dialogo liberatorio

In arrivo al cinema dal 4 Febbraio il documentario della regista estone Anna Hints

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Smoke Sauna

Vincitore del premio per il miglior documentario straniero al Sundance e del premio EFA (European Film Award) per il miglior documentario europeo, Smoke sauna – Sisterhood è l’opera prima di Anna Hints, regista estone.

Il film mette in scena la tradizione della smoke sauna (savvusanna kombō), tipica della regione Vana-Võromaa, nell’Estonia del sud. La pratica, considerata Patrimonio Tangibile Unesco, comprende, oltre al benessere fisico, la ricerca di una guarigione interiore, possibile grazie a un processo di condivisione.

Distribuito da Wanted Cinema, è in arrivo nelle sale il 4 febbraio 2024.

Smoke sauna: La trama

Un gruppo di donne si ritrova in una piccola abitazione sperduta nella natura. Qui, all’interno e all’esterno della casa, vivono l’esperienza della smoke sauna. Tra i fumi caldi, le protagoniste condividono esperienze di diverso tipo, gioiose e traumatiche. L’intima atmosfera di ascolto permetterà loro di andare oltre la vergogna e di acquisire una nuova consapevolezza liberandosi dal peso dei propri segreti.

Smoke sauna: Un’esperienza di condivisione

Smoke sauna – Sisterhood costituisce un’esperienza cinematografica unica.

La sua atmosfera meditativa e spirituale riesce a coinvolgere lo spettatore, che si sente parte del gruppo e ascolta le confessioni delle donne come se effettivamente fosse in loro presenza. A questo contribuisce, in primo luogo, il clima di fiducia e di aiuto reciproco che si sviluppa all’interno della piccola sauna, indicato anche dal fatto che le mansioni utili per il tradizionale svolgimento dell’attività sono svolte in collaborazione.  

L’autrice fa sì che le storie vengano raccontate con naturalezza, lasciando esprimere ogni personaggio con il proprio ritmo. L’idea della creazione di un legame di sorellanza all’interno del piccolo gruppo è resa anche, e soprattutto, dalla prevalenza di piani d’ascolto, che mostrano la volontà di ascoltare senza giudizio e offrendo il pieno supporto.

Le discussioni che avvengono nella sauna sono di carattere decisamente personale, a tratti  simili a confessioni; affrontano tematiche molteplici, come la forma fisica, la malattia, la sessualità, l’aborto e la violenza sessuale. La naturalezza con cui le protagoniste si aprono tra loro (e nei confronti dello spettatore), genera, da una parte, un certo disturbo dovuto alla coscienza che i fatti narrati sono reali, dall’altra la sensazione di assistere a un processo di guarigione, complicato ma necessario per avviarsi verso l’interiorizzazione e il superamento dei traumi.

Non esiste storia troppo imbarazzante, non esiste fardello troppo pesante da portare con te quando decidi di condividerli con la tua sorellanza…

Smoke sauna

La surreale messa in scena di Smoke sauna – Sisterhood

La messa in scena del documentario di Anna Hints è tutt’altro che convenzionale.

Il ritmo è scandito da un alternarsi di parti ambientate nell’oscurità della calda sauna e parti ambientate all’esterno, nella natura, spesso al freddo.  Le prime coincidono con il momento dei racconti, le altre, più chiare e con inquadrature più larghe, rappresentano momenti più leggeri, simbolo della presa di coscienza generata dall’ascolto e dalla comunicazione. Le parti ambientate nella sauna, di gran lunga maggiori, restituiscono la sensazione di uno spazio metafisico, quasi astratto. Al suo interno i corpi delle protagoniste, messi in scena in maniera quasi plastica, fuoriescono, in mezzo ai fumi, da uno sfondo nero. Ciò fa intuire la poca importanza della spazio circostante che, reso unicamente attraverso la relazione tra le donne, diventa concreto solo nell’atto del dialogo.

Importante è la scelta di rappresentare le protagoniste attraverso una quasi costante nudità. Questa va ad amplificare la sensazione di naturalezza delle situazioni narrate e, soprattutto, rende più intimo l’approccio dello spettatore nei loro confronti. Il gruppo di donne è quindi libero di esprimersi. Le loro conversazioni possono lasciare da parte ogni tipo di sovrastruttura che ne impedirebbe la sincerità.

Il senso di unità è invece messo in evidenza dalla prevalenza di inquadrature molto strette, in particolare dettagli. Questi, simili a ritratti di singole parti del corpo, confondono lo spettatore sulla spazialità dell’ambientazione e sull’identità del soggetto. Spesso, nella stessa inquadratura, sono presenti anche dettagli provenienti da corpi differenti. Questi vanno a sviluppare un mosaico nel quale la singolarità inizia a perdersi e la collettività assume un’importanza superiore. Tutto ciò, oltre a mettere in scena una situazione condivisa, contribuisce ad elevare le situazioni narrate dal particolare all’universale.

Smoke sauna

Conclusione

Il magico rituale praticato dalle protagoniste di Smoke sauna – Sisterhood è molto di più di un richiamo alle tradizioni estone. Rappresenta infatti un vero e proprio viaggio spirituale. L’ambiente metafisico della scura sauna, dal quale fuoriescono i corpi del gruppo di donne, è teatro di un processo di presa di coscienza, racconto ed interiorizzazione, possibile solo grazie alla condivisione di gruppo. 

L’opera riesce a catturare lo spettatore, coinvolgendolo nel processo di guarigione delle sue protagoniste, non solo come spettatore, ma anche, e soprattutto, come partecipante. I surreali fumi della sauna generano una dimensione all’interno della quale ascoltare e farsi ascoltare diventano l’unica cosa che conta.

L’opera prima di Anna Hints è consigliata a tutti coloro che vogliono provare un’esperienza senza filtri, forte ma decisamente intima e liberatoria.

Smoke sauna poster

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Smoke sauna - Sisterhood

  • Anno: 2024
  • Durata: '89
  • Distribuzione: Wanted Cinema
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Estonia
  • Regia: Anna Hints
  • Data di uscita: 04-February-2024