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MIA | Mercato Internazionale Audiovisivo

Cinema Revolution e il Report del MIC: estate da record in sala e in Italia si fanno più film

Presentati i risultati definitivi della Campagna Cinema Revolution e il report con i numeri del cinema e audiovisivo del MIC 2022

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Cinema Revolution Report MIC

Presentati i risultati definitivi della Campagna Cinema Revolution e il report con i numeri del cinema e audiovisivo del MIC 2022.

La campagna Cinema Revolution e il report MIC

Gli italiani hanno voglia di andare al cinema, ma solo a determinate condizioni. I gusti e le esigenze del pubblico sono nettamente cambiati rispetto al periodo pre-pandemico. Produzione, distribuzione ed esercizio dovranno farci i conti. In Italia si produce tanto, aumentano i costi dei film ma in sala il pubblico diserta soprattutto il prodotto nazionale.

E allora che fare?

La ricetta sembra semplice ma non di immediata applicazione: rimettere al centro lo spettatore e le richieste del mercato; senza dimenticare l’annosa questione del tax credit, correggendo gli schemi di incentivi statali che, allo stato attuale, “trattano tutti allo stesso modo”.

È ciò che è emerso dai due incontri che si sono susseguiti nelle sala 1 del Cinema Barberini, nella prima giornata del MIA- Mercato Internazionale Audiovisivo. Illustrati i risultati della campagna “Cinema Revolution”, promossa dal Ministero della Cultura e il Report del MIC “Tutti i numeri del cinema e dell’audiovisivo italiano – Anno 2022”. Grafici e percentuali che vanno necessariamente letti assieme, così che il quadro sia più chiaro sullo stato di salute dell’intera filiera. A presiedere i due panel: Lucia Borgonzoni, Sottosegretario alla Cultura e Nicola Borrelli, Direttore generale Cinema e audiovisivo.

I dati

Il primo dato confortante emerso è che usciamo da un’estate record per le sale e le arene italiane. Ben 19.1 milioni di presenze (+4,7% sul 2019) e 128,7 milioni di euro di incassi (+8,7% sul 2019). “Cinema Revolution” si è mossa su tre direttrici: le due edizioni di Cinema in Festa, il rilascio di biglietti a 3,5 euro per i film italiani ed europei e l’attività di promozione per il grande pubblico. Certo, la campagna non ha potuto puntare su titoli italiani forti ma sicuramente sul rilascio di titoli americani usciti in contemporanea negli USA, coinvolgendo il pubblico degli under 35 e quello femminile.

I migliori incassi li ha registrati: Barbie (31,9 milioni di euro), Oppenheimer (25,4 milioni), Elemental (6,8 milioni), Indiana Jones e il quadrante del destino (6,3 milioni), The Nun 2 (5,5 milioni), Mission Impossibile – Dead Reckoning Parte Uno (5,3 milioni), Shark 2 (5,2 milioni), Assassinio a Venezia (3,3 milioni), The Flash (2,6 milioni) e Spider-Man: Across the Spider-Verse (2,6 milioni).

Alcune dichiarazioni

Il Presidente di Cinetel, Simone Gialdini ha evidenziato come il trend sia in crescita rispetto al periodo pre-pandemico: presenze in aumento del 26,3% e incassi a +32,6% rispetto al 2017-2019.

Il primo quadrimestre di quest’anno ha pareggiato il secondo che comprende l’estate.

ha aggiunto Gialdini.

La stagione per tradizione cinematograficamente più debole registrando il 50,3% nel primo e il 49,7% nel secondo.

Insomma, “Il 2023 è l’anno più solido per il cinema degli ultimi sette anni” così come ha confermato nella sua relazione, sull’ottimo andamento delle sale italiane, Stan McCoy Presidente e Managing Director di EMEA per Motion Pictures.

Abbiamo dimostrato che in Italia la gente va al cinema e vuole andarci, ora dobbiamo cavalcare l’onda.

ha commentato soddisfatta il Sottosegretario Borgonzoni. Una riflessione che è continuata, con meno enfasi e più realismo, nel secondo incontro dedicato ai risultati della ricerca a cura dell’Ufficio Studi della DGCA del MiC. Uno studio che fotografa l’andamento del sistema cinematografico e audiovisivo italiano nell’anno 2022. Quattro le sezioni al centro dell’analisi: Produzione Cinema, Produzione Audiovisivo, Tax credit Internazionale, Tax credit Videogiochi. A illustrare i numeri Nicola Borrelli e Bruno Zambardino,  Affari UE e coordinamento istituzionale Italy for Movies – DGCA-MiC.

Altri dati sulla Campagna Cinema Revolution e sul rapporto MIC

Il 2022 è segnato da un netto aumento della produzione di film e di opere audiovisive: ben 355 (+13,4% sul 2021); i film 100% italiani sono 253 (147 di finzione e 106 documentari), cui si aggiungono 63 coproduzioni per un totale di 316 film italiani ammissibili, in crescita del 10,5% sul 2021.

Lo strumento del tax credit è in posizione sempre più dominante rispetto agli altri investimenti pubblici. Una misura che piace anche all’estero: è cresciuta la richiesta da parte delle produzioni internazionali sia cinematografiche che audiovisive. Nel 2022, i crediti di imposta per la sola produzione valgono 175,35 milioni di euro (+29,8% sul 2021).

Film e opere risultano nel complesso più costosi: supera i 581 milioni di euro (+17,5% sul 2021). Aumentano le donne che scelgono di produrre film e documentari. In aumento, anche i videogiochi per cui sono pervenute istanze di credito d’imposta. Ed è qui che l’entusiasmo si spegne perché il sistema degli incentivi pubblici è ancora una macchina tutta da perfezionare.

È innegabile l’importanza del contributo pubblico per il settore della produzione. Ora, è necessario tenere alta l’attenzione affinché questi fondi spingano nella direzione di una sempre maggiore qualità delle opere finanziate e della loro massima diffusione.

non ha dubbi Borgonzoni e sulle criticità da superare si sofferma anche il direttore Borrelli:

Ci sono ancora importanti margini di miglioramento. In questi mesi abbiamo aperto un dialogo costruttivo con gli operatori dell’intero sistema cinema italiano: al centro del confronto, la rimodulazione dell’impianto degli investimenti pubblici, con particolare attenzione al tax credit.

“La modifica del tax credit non diminuirà i fondi – rassicura il comparto la Borgonzoni – ma bisogna ridisegnare uno strumento che è già vecchio e che deve essere adeguato. Ma non possiamo neanche trovarci centinaia di titoli presentati ogni anno, di film o prodotti che non vedrà mai nessuno, perché non sono studiati e non sono pensati per il pubblico”.

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