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‘Vanished’: la scomparsa perfetta non esiste

Kaley Cuoco guida un thriller europeo dove la scomparsa diventa detonatore di segreti, identità fragili e verità che forse non vogliono essere trovate.

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Vanished, la miniserie thriller disponibile su Mediaset Infinity, arriva con ambizioni da intrigo internazionale ma rischia di rimanere incastrata tra i cliché del genere senza mai liberarsene. La serie, concepita come miniserie di 4 episodi, diretta da Barnaby Thompson, pesca visivamente dalle atmosfere del dramma europeo e narrativamente dal grande storytelling investigativo, ma il risultato è un equilibrio instabile che rischia di compromettere l’integrità dell’opera.

Una scomparsa come innesco narrativo

La trama parte da un presupposto semplice ma ancora potente: una fuga romantica si trasforma in un incubo. Alice Monroe (interpretata da Kaley Cuoco) e il suo compagno Tom Parker stanno viaggiando in Francia quando lui scompare misteriosamente da un treno diretto ad Arles. La storia, da thriller a porte chiuse alla Agatha Christie, si allarga rapidamente in un mosaico di segreti, sospetti e scoperte che costringono Alice a scavare nel passato di Tom oltre che in se stessa, mentre la verità si fa sempre più sfuggente.

L’Europa come protagonista

Dal punto di vista visivo Vanished costruisce un mondo che vive della luce del Sud della Francia e dei paesaggi urbani e rurali che accompagnano la protagonista. L’ambientazione è uno dei fili più convincenti della serie: l’Europa non è solo sfondo, ma luogo di tensione e contraddizione, dove la bellezza coabita con il pericolo.

Kaley Cuoco guida con decisione ma anche con vulnerabilità brusca, una protagonista che non diventa miracolosamente eroina d’azione ma resta umana, fallibile ma malgrado tutto; determinata, un elemento apprezzabile in un genere spesso popolato da figure che sembrano aver letto la sceneggiatura un attimo prima del Ciak.

Accanto a lei, Sam Claflin nei panni di Tom Parker e Matthias Schweighöfer come Alex Durand aggiungono spessore al cast, mentre la presenza di Karin Viard come Hélène, una giornalista disillusa ma intraprendente, conferisce al racconto un elemento di ambiguità morale che spesso sfugge nei procedurali più convenzionali.

Kaley Cuoco e Sam Claflin

Leggi anche: ‘Vanished’: Kaley Cuoco sarà protagonista della nuova serie thriller

Una scrittura a due velocità

Scrittura e andamento narrativo sono i punti più controversi di Vanished. La struttura a miniserie in quattro parti è pensata per condensare tensione e mistero, ma in alcuni passaggi la sceneggiatura inciampa su tropi topoi già visti: indizi che “sembrano” colpi di scena, scoperte sbrigative, o protagonisti che prendono decisioni implausibili pur di far avanzare la trama.

Proprio per questo i critici internazionali, hanno accolto la serie con giudizi misti o nella media, sottolineando che Vanished spesso somiglia a un aggregato di idee già esplorate in altre produzioni senza aggiungere una voce distintiva.

Una delle ambizioni del progetto, e una delle sue potenzialità maggiori, è proprio l’intreccio tra passato e presente. La scomparsa di Tom passa dall’essere il tipico MacGuffin, a diventare la porta d’accesso a un passato che Alice credeva conosciuto ma che si rivela frammentato, oscuro, costruito di omissioni e false impressioni.

Questo modo che Vanished ha di intrecciare relazione personale e indagine esteriore è il principale elemento che tiene viva l’attenzione: non tanto la soluzione dell’enigma, che può apparire prevedibile a chi è avvezzo ai mystery, quanto la tensione emotiva che nasce dall’incertezza.

Una miniserie che oscilla fra limiti e potenzialità

Vanished è una serie che punta in alto: vuole essere thriller psicologico, racconto di relazioni che si incrinano, e al contempo esplorazione di paure primarie come l’abbandono, la fiducia e l’identità dell’altro. In alcune sequenze riesce a centrare momenti di tensione autentica e a sfruttare bene i paesaggi francesi in funzione narrativa.

Il suo limite sta nella mancanza di un vero tratto distintivo. La scrittura tende a riciclare archetipi consolidati, e il ritmo, pur solido, non innova particolarmente il genere: il mistero rimane “già visto” e la risoluzione, quando arriva, non scuote veramente lo spettatore.

Tuttavia, per gli amanti del thriller da binge-watch, Vanished offre qualche ora di suspense solida, interpretazioni convincenti e un’atmosfera da road-mystery europeo, il che la rende una scelta godibile se ben calibrata nelle aspettative.

Vanished su Mediaset Infinity è un thriller televisivo che si regge su ambientazioni suggestive, performance misurate e un mistero personale ben costruito, ma che fatica a distinguersi nettamente all’interno di un panorama seriale saturo di storie simili. Se cercate ritmo e atmosfera più che innovazione narrativa, può valere la visione; se desiderate un thriller che rivoluzioni il genere, qui il rischio è di rimanere un po’ in superficie.

Vanished: la scomparsa perfetta non esiste

  • Anno: 2026
  • Durata: 44 - 48 min a episodio
  • Distribuzione: Mediaset Infinity
  • Genere: Thriller, Mistery, Dramma
  • Nazionalita: Produzione internazionale (USA / Europa)
  • Regia: Barnaby Thompson
  • Data di uscita: 08-February-2026