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INTERVIEWS

‘La signora Harris va a Parigi’ Intervista ad Anthony Fabian

In occasione dell'uscita in sala dell'incantevole La signora Harris va a Parigi, scopriamo cosa ha raccontato il regista Anthony Fabian, durante l'intervista, incentrata sulla realizzazione del film e sui suoi modelli di riferimento.

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In un’elegante suite dell’Hotel de la Ville a Roma, abbiamo avuto il piacere di fare un’intervista ad Anthony Fabian, regista, sceneggiatore e produttore de La signora Harris va a Parigi. Il film è distribuito in sala, da Universal Pictures Italia, dal 17 novembre 2022.

Sorridente, emozionato, disponibile, Fabian parla fluentemente l’italiano (oltre all’inglese, lo spagnolo e il francese), avendo vissuto un po’ ovunque, da Parigi a Los Angeles, passando per Inghilterra e Messico. La sua energia è tangibile e si avverte non appena varca la soglia della stanza.

Dopo la stretta di mano, viene incuriosito dai nomi dei giornalisti presenti, e ne chiede le origini. Ha girato il mondo, basta un attimo per rendersene conto: ha lo spirito e lo sguardo di chi ama scoprire nuovi popoli, abitudini, tradizioni. E ama le storie, i racconti.

‘La signora Harris va a Parigi’ Un sogno firmato Christian Dior

Anthony Fabian | L’intervista al regista de La signora Harris va a Parigi

Allacciandosi a una battuta del film – “Quando lo indosso, niente ha più importanza” – Fabian svela cosa gli fa questo effetto:

«Avere la possibilità di raccontare storie al cinema e, soprattutto, di trovare dei distributori internazionali che permettano a tutti di vederle, mi fa dimenticare del resto».

Attratto dal personaggio di Mrs. Harris, il cineasta non nasconde la sua passione per lo scrittore che le ha dato vita, e che risponde al nome di Paul Gallico. Caso (o destino) ha voluto che il suo manager e quello di Gallico coincidessero, permettendogli di fare la conoscenza con Ada Harris e le sue vicende.

Parigi, Londra e Roma

Il trasferimento a Parigi, all’età di soli sette anni e grazie al padre, lo ha invece spinto a pensare di «poter raccontare la storia in maniera più autentica. Solo a Parigi si può creare una simile atmosfera. Ma per me era importantissimo creare due città diverse, un contrasto chiaro tra Londra e Parigi.

Di quest’ultima volevo però rendere meno ovvia la bellezza, più vera, per cui mi sono ispirato agli scioperi dei netturbini in Sicilia. Parigi è diventata molto importante, è centrale in Europa e diversa per le sue industrie. Quando Londra è “caduta”, a causa della Brexit, tante città ne hanno giovato».

Roma è sempre una città magica, bellissima, al di là dei problemi.

La filosofia di vita di Anthony Fabian

«Io sono ottimista come persona – ci tiene a precisare Fabian – Ci sono sempre periodi difficili nella vita, per questo è importante ricordare quello buoni, dove brilla il sole. Niente rimane uguale, statico. Per creare un futuro migliore, devi credere che sia possibile. Magari anche domani.

Credo anche nell’importanza del karma, che mi ha ispirato molto. Se sei gentile, la vita andrà meglio. Per questo sono stato attratto da Mrs. Harris, che mi sembra rispecchi tale filosofia di vita.

Per Mrs. Harris l’avventura comincia con un abito, ma non è la moda ciò che conta, quanto inseguire un sogno.

Può essere andare in un paese sconosciuto o riarredare una stanza. L’importante è trovare un sogno e seguirlo, questo è il messaggio. Per la protagonista la sicurezza di portare un oggetto bellissimo ha un grande effetto interiore».

Fast fashion e prossimi progetti

Mentre l’intervista volge al termine, le ultime battute vengono riservate a come è cambiata la società moderna, in contrasto con quella mostrata nella pellicola, ambientata negli anni Cinquanta. Soprattutto in merito alla moda, grande leit motiv de La signora Harris va a Parigi.

«Il Social Media ha aumentato l’importanza della moda, ed entrambi cambiano in maniera rapidissima. È una corrispondenza perfetta, perciò si aiutano a vicenda. Anche la pratica del fast fashion, per cui i negozi copiano gli stili delle sfilate, rende più accessibile la moda. Che è quello che accade nel film e rimanda a un movimento degli anni Cinquanta e Sessanta, quando dall’haute couture si è via via abbandonata l’esclusività dei prodotti».

Tra i prossimi progetti di Fabian, sono attesi una commedia ispirata allo stile di Richard Curtis e un biopic sulla relazione tra Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev. Il primo parlerà di famiglia e dell’importanza dei rapporti tra genitori e figli, mentre il secondo sarà la storia di un amore non convenzionale.

*Salve sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.

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