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Ms. Marvel: la recensione della nuova serie Marvel. Su Disney Plus

Kamala Khan viene dal Pakistan e vive a Jersey City: sogna di essere come Captain Marvel ma deve fare i conti con una mamma severissima...

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Ms. Marvel è una miniserie tv ideata da Bisha K. Ali e basata sull’omonimo personaggio creato da Willow Wilson e Adrian Alphona su una serie Marvel Comics.

É distribuita su Disney Plus dall’8 giugno 2022.

Ms. Marvel La conferenza stampa della nuova serie Disney+

La Trama

Kamala è una sedicenne pakistana-musulmana che vive nel New Jersey. Il suo mito sono gli Avengers ma soprattutto Captain Marvel, che sogna di incontrare perdendosi nei sogni per abbandonare la sua monotona vita quotidiana.

Ms. Marvel. La Recensione

Spesso si dice, e non a torto, che gli adattamenti a fumetti devono necessariamente, visto il cambio di grammatica del medium attraverso cui vanno ad esprimersi, adattarsi stando però ben attenti a non snaturarsi.

ms marvek

Ms. Marvel in questo senso, un cortocircuito paradigmatico: Kamala Khan è un personaggio relativamente nuovo all’interno del Marvel Universe, essendo stata creata, nel successo generale, da Willow Wilson e Adrian Alphona: e nella scia degli innumerevoli esempi di naturale inclusività culturale che la casa editrice adotta almeno dagli anni ’60 (dalle pagine dei suoi fumetti, prima del 1970, sono nati personaggi come Black Panther e Luke Cage, e sempre nelle stesse pagine si parlava di tossicodipendenza e minoranze abusate – tutto sempre perfettamente amalgamato nella storia principale), Kamala/ Ms. Marvel è stata la prima supereroina musulmana e pakistana.

Le sue avventure sono state, fin dall’inizio, un effervescente impasto di angosce teen intrise nelle difficoltà di incontro/scontro tra culture, etnie e religioni differenti, con dialoghi brillanti e personaggi piacevolmente, a volte dolorosamente tridimensionali.

Ms. Marvel

Per tutti questi motivi -e probabilmente anche per le critiche mosse all’ultimo, in ordine di tempo, show dei Marvel Studios, Moon Knight– Ms. Marvel era attesa al varco: alcuni fan, per dire, erano in subbuglio proprio a causa di quegli adattamenti di cui sopra, perché le origini dei poteri della ragazza erano cambiati rispetto alla serie a fumetti, e perché c’era il timore che una storia così stratificata nei messaggi e nei contenuti come quella di Kamala potesse essere travisata.

Paure e timori dissolti dopo la visione del primo episodio: Kamala Khan è una new entry perfetta in questo momento storico, narrativo e politico dell’MCU, perché è un’aggiunta perfettamente naturale al macro-tessuto che mese per mese si va costruendo con sempre più ponti tra grande e piccolo schermo. Oltretutto, le (dis)avventure di Kamala sono un geniale adattamento, per quanto brillantemente camuffato, della formula che diede il successo a uno degli eroi in costume più famosi della cultura popolare: anche Peter Parker, come Kamala, era un adolescente con difficoltà ad integrarsi, e anche Kamala, come Peter, vive la sua età ai margini pagando il prezzo di non essere uguale agli altri. Così come Ms. Marvel , esattamente come Spider-Man, lotta giorno per giorno non soltanto con i villain di turno, ma anche con sé stessa e il desiderio, da respingere, di usare i poteri per farla pagare a chi l’ha sempre sbeffeggiata, controllandosi e controllando l’uso che deve farne.

Ms. Marvel

È un trucco vecchio come il cucco, ma funziona sempre ed è sempre bene pensarci con attenzione: Kamala piace perché è un personaggio che è fan dei supereroi, e diventa come lo spettatore. Scatta l’identificazione, ma nella serie e nel personaggio c’è un ulteriore step: perché a differenza di Peter Parker, ad esempio, che viene preso sotto l’ala protettiva di Iron Man e comunque diventa un idolo delle folle, la creazione di Wilson adotta l’inquadratura di chi vede i propri miti come irraggiungibili e come loro proprio non riesce a diventare. È così che l’inquadratura diventa sbilenca, niente sembra al posto giusto e proprio come nella vita vera ogni cosa è rovesciata, e prende le sembianze della cameretta di un vero adolescente, con tutti i problemi, i dolori, le risate e le gioie che ci sono rinchiuse dentro.

Dal punto di vista creativo, il primo episodio di Ms. Marvel mostra una creatività fuori dal comune: perché probabilmente non inventa nulla, ma è capace -proprio come i migliori prodotti dell’MCU, dai Guardiani Della Galassia a WandaVision– di trovare soluzioni già note e unirle insieme in un risultato che sa essere fresco e incredibilmente potente. Anche perché, e forse soprattutto, fa un uso diegetico dell’immagine e della componente visuale, che diventa parte integrante del racconto nel momento in cui materializza pensieri, atteggiamenti, velleità, e tutto ciò che è la quotidianità della sua protagonista.

Insomma, nella serie creata da Bisha K. Ali per Disney Plus c’è tutta la poetica della Marvel e dell’MCU fuse insieme: perché è uno show che riassume i motivi per cui gli eroi Marvel sono così amati e sono anzi il vero epos moderni, perché sono un chiarissimo coming-of-age, perché illuminano aspetti e linguaggi della nostra attualità, perché mettono il dito nella piaga e riescono a parlarne con un sorriso, che anche se amaro è sempre un sorriso. Eroi umani, moderni, pop, inconsapevoli. Ma proprio per questo, meravigliosi.

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Ms. Marvel

  • Anno: 2022
  • Durata: 1 stagione, 6 episodi
  • Distribuzione: Disney Plus
  • Genere: cinecomics
  • Nazionalita: stati uniti
  • Data di uscita: 08-June-2022