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Wandavision: la serie che piace a tutti, ecco la recensione di tutti gli episodi (e segreti svelati!!)

Nella profonda provincia americana degli anni Sessanta, due sposini nascondono un segreto che forse non conoscono neanche loro...

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WANDAVISION è vicina alla fine: lo show è la nuovissima serie Marvel Disney -disponibile sul canale streaming- che apre ufficialmente la Fase 4 dei Marvel Studios.

Wanda (Elisabeth Olsen) e Visione (Paul Bettany) sono due sposini appena arrivati nel tranqullo sobborgo di Westview, in pieni anni ’60.

Ecco il trailer della 8^ puntata

I vicini vogliono conoscerli, il capo di lui vorrebbe promuoverlo, le amiche di lei inserirla nelle associazioni: ma chi sono realmente? Da dove vengono? E soprattutto, perchè dalla radio arrivano strane voci che chiamano Wanda e le chiedono “chi ti sta facendo questo”?

WANDAVISION

Hype.

Con buona pace dei linguisti, è un termine inglese che ormai è entrato a far parte del linguaggio comune anche in Italia: significa letteralmente “montatura” o “gonfiamento” ed è utilizzato per indicare la strategia di marketing atta a creare una forte aspettativa del pubblico, intorno a un determinato evento o prodotto. Probabilmente, i posteri legheranno però l’hype a Kevin Feige, produttore e attuale presidente dei Marvel Studios, da ottobre 2019 anche Chief Creative Officier della Marvel Comics, Marvel Television e Marvel Animation.

QUASI ALLA FINE…

Ormai, i giochi sono fatti, e tutti i segreti di Wandavision (quasi) svelati.

Tenuta sotto scacco da Agatha Harkness (AGatha harkNESS….. AGNESS!!), Wanda rievoca il suo triste passato.

Dalla sua infanzia in Sokovia, dove le sticom americane (i cui dvd erano venduti, probabilmente al mercato nero, dal papà) erano l’unico momento di gioia per la famiglia riunita durante l’inferno della guerra, guerra che le ha ucciso i genitori davanti gli occhi con le bombe della Stark Industries (come nello spot del primo episodio!); alla sua adolescenza nelle prigioni insieme al fratello Pietro, dove è stata esposta per la prima volta al potere della Gemma della Mente che l’ha irradiata… facendole avere una visione della Scarlet Witch (futura -lei- o passata -una sua antenata-?, non è dato saperlo).

Fino ad arrivare alla sua età adulta nella torre degli Avengers, dove insieme a Visione appena conosciuto rievoca il dolore insopportabile per la perdita del fratello durante Age Of Ultron. 

In seguito, sempre Agatha rievoca il momento in cui Wanda, ritornata dopo il “blip”, è andata nella sede dello S.W.O.R.D. per riprendere il corpo di Visione, ucciso da Thanos in Engdame: là incontra il direttore Eyward, che scopriamo essere fine manipolatore. Infatti non era vero, come lui aveva raccontato negli episodi precedenti, che la Maximoff aveva rubato i resti di Visione: aveva sì infranto la vetrata del laboratorio dove erano tenuti, ma solo per tentare invano di riportarlo in vita.

Successivamente. Wanda si reca a Westview dove lo stesso Visione aveva acquistato un terreno per edificare una casa dove avrebbero dovuto invecchiare insieme: e lì, distrutta dal dolore, usando il suo potere da strega (rosso) e quello residuo della Gemma della Mente (giallo), trasforma tutto il paese in uno scenario da sit-com anni Quaranta, e ricrea il corpo di Visione (mentre i resti del vero sono ancora nella base dello S.W.O.R.D……!!!).

Agatha svela di essere stata attratta lì dall’immenso potere di Wanda, che per la prima volta (nel MCU, ma è così da sempre nei fumetti) viene chiamato “magia del caos”: lei è infatti una strega malvagia, che nel lontano 1660, a Salem, venne bandita dalle sue consorelle streghe buone che però morirono nel tentativo di fermarla.

Lei stessa uccise anche la Strega Madre, che dalla tiara energetica che tiene in testa sembra essere una Scarlet Withc ante-litteram (ava di Wanda??).

Intanto, nella base S.W.O.R.D., Eyward utilizza il drone aereo entrato nell’Hex per riportare i vita il corpo della Visione originale!! Che però questa volta è totalmente bianco, sicuramente dimentico di tutta la sua “vita” precedente, identico quasi sicuramente al prototipo creato da Ultron………

 

Alla luce degli otto episodi visti, si può affermare che WANDAVISION è e rimarrà un punto fermo della serialità televisiva, una nuova frontiera abbattuta dai Marvel Studios, una nuova vittoria dei cinecomics, ma su tutto il prodotto -ad oggi- più stratificato e convincente di tutta la produzione Marvel.

Perchè in fondo WANDAVISION non è altro che una lunga, dolorosa, lacerante, profonda seduta di psicoanalisi per l’elaborazione del lutto.

Il personaggio di Wanda Maximoff, fino a poco tempo fa lasciato in secondo piano nei film, ha finalmente espresso tutte le potenzialità che aveva quello cartaceo: perchè la bella sokoviana è un concentrato di dolore e frustrazione legato ad un potere immenso, per una mente fin troppo labile da riuscire a contenere tutto.

Cos’è il dolore, se non amore perseverante?“, dice Visione in una delle sequenze più commoventi e profonde della serie. Così come nelle pagine dei fumetti, anche qui in tv il rapporto tra uomo e macchina è servito per approfondire il senso dell’esistenza, e la conseguente ricerca dell’essenza di ciò che ci fa essere umani: l’amore.

Allo stesso modo, colpisce nel profondo il racconto sull’infanzia di Wanda: una sensibilità rara e una delicatezza inconsueta sono le migliori armi dei Marvel Studios nel legare fra di loro gli enigmi delle prime puntate alla loro soluzione, (im)prevedibile fino ad un certo punto, ma dolorosamente lacerante quando viene portata allo scoperto.

Attenzione poi alla famosa e celebre scena post-credit: perchè si, dall’episodio 7 tornano le famose e ricercate sequenze dopo i titoli di coda, e nell’ottavo quello che si vede è un vero colpo al cuore per i fan Marvel più accaniti, un colpo di scena per tutti, e un raffinato collegamento alle storie, chiarendo una volta per tutte che se all’inizio si pensava l’ispirazione venisse da HOUSE OF M, alla fine è stabilito che la run da cui hanno attinto le idee è invece VISION QUEST.

 

UN SUCCESSO MARVEL ANNUNCIATO

E se il genio è “fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione” (cit., AMICI MIEI), non può esserci dubbio che c’è del genio nella direzione che i Marvel Studios hanno preso sotto l’egida di Feige, evenienza ormai inequivocabile dopo la visione -e si perdoni il calembour lessicale…- di WANDAVISION, la prima serie tv appunto dei Marvel Studios nonché progetto inaugurale della Fase 4.

Anche perché il caro Kevin è riuscito ad ottimizzare anche l’emergenza Covid, facendo si che l’allungamento forzato dell’attesa per le nuove cose dei suoi studios, dopo gli sfracelli di pubblico e critica con BLACK PANTHER, ENDGAME e FAR FROM HOME, creasse un’ansia spasmodica per gli annunciati serial da rilasciare sulla piattaforma Disney Plus.

Serial che, per la prima volta o quantomeno per la prima volta in maniera così programmatica, fanno parte dello stesso sistema narrativo dei film su grande schermo, sono parte della stessa macrostoria che Feige e Co. stanno raccontando dal 2008, anno in cui nei cinema arrivò IRON MAN di John Favreau a cambiare tutto.

GENERI DI FUMETTI, FUMETTI DI GENERE

È un fatto che ENDGAME dei fratelli Russo è stato un evento fondamentale perché ha riportato il cinema, meglio ancora la visione dei film nel buio della sala, ad essere un rito collettivo, un’emozione condivisa, un’esperienza totalizzante che non si lascia fagocitare dalla stupida passività aggressiva dei social ma la usa e la sottomette: così come è incontrovertibile che i film della Marvel hanno saputo prendere i generi cinematografici, codificati all’alba del cinematografo e riscritti dal cinema postmoderno, e attualizzarli, riportarli ad un pubblico più smaliziato e quasi annoiato dal sovvertimento dei classici: perché GUARDIANS OF THE GALAXY con la sci-fi, ANT-MAN con l’heist-movie, BLACK PANTHER con la blackexploitation, -e via discorrendo- non hanno ripreso il dogma del genere distruggendolo, ma grazie alla ribollente materia viva della mitologia marvelliana quei dogmi li hanno semplicemente aggiornati, sostituendo personaggi e situazioni con quelle dell’unico vero epos moderno che è la Commedia (super)Umana della Marvel Comics.

WANDAVISION

WANDAVISION continua in questo solco programmatico e teorico: ma mostra un cuore pulsante che lo rende un’opera affascinante anche per i meriti prettamente artistici.

TRA MOGLIE E MARITO…

La serie (di cui il 15 gennaio sono stati rilasciati solo i primi due episodi, i prossimi saranno disponibili su Disney Plus a cadenza settimanale ogni venerdì) è basata su Wanda Maximoff e Visione, due tra i character più affascinanti e riusciti della casa editrice di Captain America. Wanda Maximoff è una strega, ha una storia biologica e di traversie a dir poco travagliata -nei fumetti-, perché la sua origine è stata riscritta tre volte in base alle necessità narrative e commerciali dell’azienda: oltretutto, è stata al centro di uno degli eventi focali della storia moderna Marvel, House Of M, e ancora oggi esercita il suo fascino in un intricato labirinto di ingenuità e pericolosa schizofrenia.

WANDAVISION

Visione è invece un sintezoide: termine coniato dal suo creatore Roy Thomas nel volume Avengers # 57 dell’ottobre del 1968, che descrive un essere costruito artificialmente con pezzi di memoria ed emozioni umane ma un corpo biomeccanico. La storia d’amore tra i due ha ispirato alcune tra le avventure più dolorose e belle di tutta la Marvel (basta citare la sequenza di episodi scritta e disegnata dal geniale John Byrne su West Coast Avengers #43/52, Vision Quest, oggi fa parte dei manuali su come scrivere una storia a fumetti): era inevitabile quindi che tenessero banco anche su grande schermo.

Tenuti quindi in disparte dai creativi lungo l’epopea cinematografica degli Avengers, fino alla morte di lui per mano del folle Thanos, Vision e Wanda sono quindi arrivati ad essere protagonisti assoluti di una serie che ricalca il modello delle sit-com statunitensi degli anni ’60, prima su tutte STREGA PER AMORE e VITA DA STREGA.

Un bianco e nero vintage e una costruzione drammaturgica sopraffina: i primi due episodi sono costruiti rispettivamente su una cena di un capo a casa del suo dipendente aziendale e uno spettacolino di provincia per beneficenza. Eppure, mantengono altissima la tensione per il pubblico, lasciando il fiato sospeso fino alla fine con lo stile ormai consolidato della Marvel, ovvero una narrazione limpida e dritta in superficie che nasconde tanti piccoli easter-egg ma che scorre sottocutanea con impeto, puntellando ìl racconto qua e là con elementi disturbanti. Quello che esce fuori è una serie inquieta e inquietante, affascinante e vischiosa, brillante in superficie ma con un cuore oscuro, enigmatico.

WANDAVISION è proprio così: una megacitazione ad un’epoca che racchiude un dolore (quello di Wanda, probabilmente), e ancora più a fondo una mente disturbata che non riesce ad accettare la realtà.

PROFONDA AMERICA

Nell’apparente tranquillità della provincia, segnali perturbanti avvertono Wanda -e lo spettatore- che qualcosa di sinistro sta per accadere: anzi, è già accaduto, e nessuno sembra sapere nulla, né capire di vivere una menzogna.

Gli inserti pubblicitari d’epoca sono altre strizzatine al lettore Marvel-zombie, dal tostapane (“tostapane” era l’insulto preferito di Pietro, il fratello di Wanda, che rivolgeva proprio all’amante della sorella per indicare la sua natura inumana) all’orologio griffato Hydra, dal simbolo dell’organizzazione S.W.O.R.D. -una specie di S.H.I.E.L.D., ma su scala planetaria- a richiami più o meno espliciti all’oscurità in arrivo (l’uomo con la tuta A.I.M. che esce dal tombino è un colpo basso).

SORPRESE PER FAN

Ma gli Easter egg non finiscono qui: allora, in ordine sparso, abbiamo

– la data dell’anniversario fittizio di Wanda e Viz è il 23 agosto. 238 è il numero della serie degli Avengers dove Visione viene riparato e diventa un “uomo” nuovo, scoprendo di avere nuove facoltà e soprattutto una sconosciuta minaccia all’orizzonte. E 23 sono i film che compongo la Saga Dell’infinito by MCU;

– il suono del toastmate nel finto spot d’epoca è uguale al suono della bomba di cui hanno paura Wanda e Pietro perché gli ricorda l’esplosione del palazzo che ha ucciso i loro genitori;

– nella sigla animata della seconda puntata (quasi uguale a quella di BEWITCHED, in Italia STREGA PER AMORE) si intravede la sagoma del Sinistro Mietitore. Nei fumetti, il Sinistro Mietitore è il fratello di Simon Williams, Eric, é Simon È l’uomo sui cui tracciato cerebrali è stato tarato Visione;

– sempre nella seconda sigla, nel supermercato dove Wanda fa la spesa di intravede il latte BOVA MILK. Nei fumetti, Boca è la mucca antropomorfa creata dall’alto Evoluzionario che ha cresciuto i gemelli Maximoff.

Il livello di accuratezza dedicato quindi alla serie è estremamente profondo, dagli Easter egg alla costruzione narrativa fino agli effetti speciali: nel primo episodio, prima Visione dematerializza la sua mano per afferrare un boccone nella gola del suo capo che stava soffocando, e poco dopo Wanda materializza dal nulla due anelli di matrimonio per lei e lui. Ma se la prima scena fa apparire tutto reale, utilizzando ovviamente una sfostocata computer grafica, la seconda viene realizzata con un taglio di pellicola, per far avvicinare di più l’effetto del serial a quello delle sitcom di cui fa il verso, negli anni ’60.

WANDAVISION è Marvel allo stato puro, e gli episodi uno e due non deludono le aspettative: così come anche la decisione di rilasciare una puntata a settimana conferma le ottime scelte degli Studios, lasciando ben sperare per questa nuova Fase 4, che si preannuncia ancora più ricca e ancora più solida delle già buone fasi precedenti.

ZONA SPOILER!!!

Alla luce degli episodi quattro e cinque, si può comunque affermare la precisione e l’estrema lucidità con cui i Marvel Studios ormai abbiano un senso dello spettacolo grandioso.

Un uso del materiale narrativo sottile e intelligente, un equilibrio perfetto nel prendere quel che serve dalla pagina stampata, un senso del ritmo strepitoso.
Oltre che (ma questo chi sa appena un po’ di tecnica cinematografica e drammaturgia lo ha ben capito) una padronanza del mezzo audiovisivo spaventosa, che scivola nel metacinema in maniera lenta ma inesorabile.

L’impasto tra fumetto (è chiaro che la fonte di ispirazione primaria siano gli episodi delle saghe VISION QUEST e DARKER THAN SCARLET) è affilatissimo: dagli schermi, dalle immagini sparse qua e là, emergono chiarissimi i riferimenti iconografici alle tavole stampate. E i rimandi interni sono entusiasmanti senza però levare emozione a chi non ha mai letto un fumetto.

Oltretutto, l’uso spregiudicato dello stile delle sit-com (iniziato con gli anni 40, 50 e 60, e ora arrivati agli anni ’70) è minuzioso e geniale, unito ad una precisa collocazione temporale interna al MCU (WANDAVISION avviene tra il ritorno degli eroi “blippati” da Thanos e la fine di ENDGAME).

Ma è straordinario vedere come, con il colpo di scena alla fine del quinto episodio, WANDAVISION utilizza il metacinema in maniera brillante: i protagonisti del serial scoprono insieme agli spettatori quello che sta accadendo, addirittura Kat Dennings esclama, vedendo il redivivo fratello gemello di Wanda Maximoff, “ha cambiato attore!!“, riferendosi sia allo scenario narrativo interno, sia a quello produttivo esterno (Evan Peters, l’attore che impersona Pietro Maximoff, fratello gemello di Wanda, è colui che lo aveva già interpretato nei film Marvel della FOX dedicati agli X-Men -scopri qui la storia-), senza scalfire minimamente la credibilità di nessuna delle due ipotesi.

Insomma, WANDAVISION è un vero e proprio gioiello audiovisivo che si pone fin da adesso come punto di svolta dell’intera serialità televisiva e non solo.

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WANDAVISION

  • Anno: 2021
  • Durata: 1 stagione, 9 episodi
  • Distribuzione: Disney Plus
  • Genere: Cinecomics
  • Regia: Stati Uniti