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Mubi Film

Perché è imperdibile ‘Cow’ il doc in arrivo su MUBI

Per la regia di Andrea Arnold, un racconto lucido e implacabile sul ciclo della vita e il suo sfruttamento. 'Cow' illustra la nascita e crescita di un vitello: semplicemente la vita messa in scena e tutto il dolore causato dall'uomo.

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Nuovo documentario in arrivo su MUBICow.

Il film Cow in uscita su MUBI

In arrivo in esclusiva su MUBI l’11 febbraio, Cow, il pluripremiato documentario al 74° Film Festival di Cannes, dove ha ottenuto il totale plauso della criticaQuinto lungometraggio di Andrea Arnold,  il film narra come l’uomo si sia scisso sempre di più da se stesso. Fa stare col fiato sospeso, oltre a generare sensazioni forti e tenere al tempo stesso, pur essendo molto commovente. Per chi ha perso il rapporto ancestrale con la natura, questo è il modo più semplice per ritrovarlo e riacquisire un barlume di umanità. Vedere Cow, ascoltarne i rumori e immaginarne i profumi, anche avvertendo il dolore di questi immensi animali disposti al sacrificio per l’uomo, è illuminante. Il ritratto di Arnold va ben oltre la mera vita in fattoria.

La trama di Cow su MUBI

La triste realtà quotidiana di Luma e quella delle sue colleghe vacche diviene l’illuminato script di questa opera intensa. Filmate da vicino con una camera sempre addosso, che ne riprende ogni sfumatura emotiva (gli occhi dolci, i respiri profondi, persino i tristi muggiti), addosso come l’attività del balordo essere umano che le sfrutta, esse fanno capire e riflettere su quale grande servizio ci donino.

Si esplora il punto di vista di una mucca in particolare: Luma che, dai suoi grandi occhi dolci e inermi, vede chiaramente quanto il mondo sia sfruttatore, quando partorisce il suo vitellino, l’ennesimo di chissà quanti altri programmati nella sua vita. L’uomo le agevola la fatica della fuoriuscita e, giusto il tempo di vederlo, il piccolo le viene tolto per essere allevato lontano da lei, allattato artificialmente, mentre continua a venir munta automaticamente e nutrita solo per produrre. Il vitellino viene marchiato, vaccinato, gli si estirpano le corna sul nascere, lo si vende dandogli una timida illusione di ritrovarsi in un ambiente naturale favorevole. Intanto la mucca si prepara a una nuova gravidanza, fino al giorno in cui si decide di vederla come carne da macello.

La tenebra di queste stalle cupe, buie, sporche si calma un po’ al pascolo, nel momento di gioia condiviso dalla mandria che si distende correndo e brucando erba di fronte a un placido tramonto. E finalmente trovando un po’ di sollievo e gioia. Questa dovrebbe a rigore essere la loro vita.

A chi è dedicato e i perché della potenza di Cow

Come aveva fatto il russo Victor Kossakovsky, in un meraviglioso ritratto in bianco e nero della scrofa Gunda, a cui toccava la stessa triste e reale storia, così la stessa pochezza dell’essere umano emerge in Cow, a colori. Il suo egoismo. La sua auto-celebrazione e la distruzione di un ecosistema per il proprio tornaconto.

Arnold sembra suggerire che non basta all’essere umano tentare di rilassare e mettere delle musichette di sottofondo per mungere vacche continuamente gravide. Non ci si deve auto assolvere dal bruciare le corna di piccoli vitellini, né dal distaccarli dall’amore materno per crescerli a distanza. Ci si dovrebbe pentire di fare stare questi poveri animali ammucchiati, senza potersi muovere, nel goffo e brutale tentativo di arricchirsi con allevamenti inumani e intensivi. Né si dovrebbe smettere di sfruttare il loro latte e le loro mammelle, perennemente in mungitura.

Questi sono i codardi pensieri che il documentario suscita verso il genere umano e che in pochi hanno il coraggio di esternare, ma che, incessantemente, si ripetono all’interno dei propri lobi parietali, spesso, senza sentirsi minimante in colpa. E in questi giacciono i grandi risultati del lavoro di Arnold: far prendere consapevolezza.

Se amate gli animali. Se avete ancora empatia in un mondo di disastri. Se sapete cosa vuol dire essere padri e madri. Se non siete carnivori, ma anche se lo siete. Ecco allora questo sorprendente film fa al caso vostro. E vi smuoverà dentro.

Quello che la gente non sa: la mucca non fa sempre latte!

Forse non tutti sanno una cosa aberrante. La vacca viene allevata per trarne il latte, il liquido secreto dalla ghiandola mammaria per l’alimentazione dei cuccioli, super sfruttato nell’alimentazione umana, sia come bevanda sia come materia prima per ricavare formaggio, panna, burro. Nell’immaginario popolare, però, le mucche producono latte continuamente. In realtà esse, come tutti i mammiferi, producono latte solo dopo aver partorito un vitellino.

La loro gravidanza (circa 9 mesi) come la nostra, e il parto, innescano il meccanismo ormonale della lattazione. La suzione del figlio, o in sostituzione la mungitura, lo fanno proseguire. Il vitellino viene tolto alla madre molto presto e nutrito con latte artificiale, oltre a essere tenuto in modo innaturale e sadico lontano dalla madre, la cui produzione destinata al consumo umano può arrivare persino a 40 litri al giorno.

Nelle razze da carne, così come in quelle che vivono in condizioni selvatiche, la produzione di latte serve solo per il piccolo: si tratta di non più di una decina di litri al giorno. Negli allevamenti moderni le mucche vengono di nuovo e incessantemente fecondate fino alla loro morte, tre mesi dopo il parto, e continuano a produrre latte anche da gravide.

Due parole sulla regista: Andrea Arnold

Regista e sceneggiatrice britannica, oltre che attrice televisiva all’inizio degli anni Ottanta, esordisce nei cortometraggi, passando al lungometraggio nel 2006 con Red Road. Nel 2009 dirige Fish Tank con Michael Fassbender, film che ottiene il Premio della Giuria al Festival di Cannes. Del 2011 è l’adattamento del romanzo di Emily Brontë Wuthering Heights, mentre nel 2016 American Honey con Shia LaBeouf viene presentato a Cannes vincendo ancora una volta il Premio della Giuria. Nel 2012 e nel 2013 è membro della giuria rispettivamente a Cannes (presidente, Nanni Moretti) e Venezia (presidente, Bernardo Bertolucci).

Andrea Arnold, cineasta sensibile e attenta, in Cow filma in modo puro e impietoso, ma si mette dalla parte di chi si sacrifica: ovvero dei bovini, rendendo gli animali quasi due veri attori impegnati a rendere se stessi all’interno di un luogo di produzione e sfruttamento intensivo degli allevamenti.

Lo statement Andrea Arnold e la produzione

“Questo film è un tentativo di prendere in considerazione le mucche. Di avvicinarci a loro. Per vedere sia la loro bellezza che la complessità della loro vita. Quando guardo Luma, la nostra mucca, vedo il mondo intero in lei”. 

Così la pluripremiata regista inglese presenta il suo nuovo lavoro. Andrea Arnold ha ottenuto diversi premi al Festival di Cannes, con le sue precedenti opere (Red Road, Fish Tank e American Honey), e Cow apprezzatissimo nella 74° edizione del festival francese. Già con Wasp (2003) con cui ha vinto l’Oscar, aveva esplorato il mondo animale.

Cow è prodotto da Kat Mansoor per Halcyon Pictures. I produttori esecutivi sono Rose Garnett per BBC Film e Sandra Whipman e Maxyne Franklin per Doc Society.

Una clip di Cow in arrivo su MUBI

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Cow

  • Anno: 2021
  • Durata: 94
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Inghilterra
  • Regia: Andrea Arnold
  • Data di uscita: 11-February-2021