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‘L’ispettore Coliandro’ è già all’ottava stagione: la recensione

Continua a piacere L’Ispettore Coliandro (Gianpaolo Morelli) sempre con la scrittura di Lucarelli e la regia dei Manetti Bros

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L'Ispettore Coliandro

Sono passati tre anni dall’ultima stagione de L’Ispettore Coliandro e torna ora, sempre interpretato da Gianpaolo Morelli, più in forma che mai. La sceneggiatura è di Carlo Lucarelli (che nel primo episodio della prima stagione compare in un simpatico cameo) e Giampiero Rigosi. L’inconfondibile regia è dei fratelli Manetti, ma questa volta due episodi sono diretti da Milena Cocuzza.

L’Ispettore Coliandro è una co-produzione Rai Fiction-Garbo Produzioni, prodotta da Maite Carpio e Maurizio Tini.

I primi quattro episodi, trasmessi su Rai 2 dal 22 settembre, sono già disponibili su RaiPlay.

L’ispettore Coliandro: la trama

Coliandro è un ispettore in servizio alla questura di Bologna che si ritrova sempre invischiato, suo malgrado, in vicende più grandi di lui. Ma non si tira mai indietro, anche se la sua sbadataggine e la sua incapacità investigativa finiscono inevitabilmente per cacciarlo nei guai (Dal sito di RaiPlay).

L'ispettore Coliandro

Primo episodio de “L’Ispettore Coliandro” (2006): Gianpaolo Morelli con Nicole Grimaudo

L’Ispettore Coliandro: i generi

Wikipedia definisce i generi de L’Ispettore Coliandro: aione, commedia, noir, poliziesco. Un episodio di quest’ultima stagione scimmiotta anche l’horror, con scene girate tra le tombe al cimitero, di notte. Ed è proprio così: un prodotto ancora nuovo, nonostante i suoi quindici anni, che non si preoccupa di essere ingabbiato in una categoria, come il suo personaggio, insofferente a etichette e a ogni tipo di rigidità.

Coliandro non ha il carisma di Montalbano, Lojacono o Rocco Schiavone. Il loro spessore, le loro luci e le loro ombre. Anzi, nel suo vivere sopra le righe, lo sguardo va oltre, emulando i poliziotti americani degli anni Settanta, accompagnato dai testi musicali di allora; mentre la sua andatura, soprattutto nei vecchi episodi, più accentuata di ora (forse invecchiando la sua spacconaggine si attenua), vuole essere un mix tra Al Pacino e De Niro.

L’ispettore Coliandro e il suo modello

Il mito però rimane sempre lui, Clint Eastwood ne L’ispettore Callaghan, il cui ritratto al muro di casa è l’interlocutore ideale per i suoi sfoghi, le richieste, le rivalse.

Del resto, basta inventarselo, il fascino, e convincersene. In una coazione a ripetere che lo vede, novello Don Chisciotte, con una Dulcinea che cambia a ogni puntata (ma ogni volta la donna della sua vita!), e con un trasporto che rimane sempre lo stesso. Convinto della sua irresistibilità, Coliandro è al centro di storie poliziesche, noir, commedie e possiamo aggiungere tragedie. Ah, già, e tra i generi possibili non dimentichiamo il comico che attraversa tutte le sue rocambolesche avventure.

L'Ispettore Coliandro

Gianpaolo Morelli: ne “L’Ispettore Coliandro”

L’ispettore Coliandro: Il personaggio

Coliandro è svagato, goffo, strampalato. Dice di lui Gianpaolo Morelli: «Prova a mettere ordine nella sua vita, ma più ci prova più la vita si ingarbuglia». Non si rende conto dei suoi vizi, e dei suoi pregiudizi. Poi, all’improvviso, inciampa nella soluzione dei casi (per le quali nessuno lo gratifica!). E poi, all’improvviso, il cinismo di cui si vanta lascia intravedere una crepa, quella della sua natura naive, di un’anima candida, compassionevole, empatica.

Per questo Coliandro piace tanto. Per come sa nascondersi dietro una facciata di menefreghismo, lui che sotto sotto è un buono, mai  abbastanza valorizzato, addirittura svalorizzato dai  colleghi e dai superiori. Incompreso, sempre, nelle sue buone intenzioni.

Nel primo episodio di questa ottava stagione, il commissario capo De Zan (Alessandro Rossi) gli dice chiaramente che sarebbe meglio ogni tanto liberarsi del personaggio, non recitare sempre la stessa identica parte. Ma cosa sarebbe Coliandro senza la sua maschera da sbruffone, e soprattutto chi sarebbe?

L’ispettore Coliandro: un antieroe per eccellenza

Non è un eroe del quotidiano, Coliandro! Bensì un antieroe che si barcamena tra il desiderio di riscatto e gli insuccessi quotidiani. Tra il senso del dovere ereditato dal padre (anche lui poliziotto, morto in servizio) e l’anarchia del carattere. Tra i fuochi di paglia degli innamoramenti e il rifugio nella  solitudine: la pizza surgelata presa al volo dal pakistano, consumata ogni sera nella cucina piena di desolazione. È un sempliciotto, tanto che i suoi pensieri vengono registrati in diretta e conditi di parolacce. Che vita di merda, che città di merda, che mestiere di merda!

È nell’amplificazione però che si possono vedere le piccole normalità; le sue contraddizioni sono un po’ quelle di tutti, ma la loro esagerazione ci permette di identificarci inconsapevolmente, proprio mentre ci sembra di prenderne le distanze.

Ogni episodio si chiude, per la sua testardaggine e non per il suo intuito, con un successo investigativo, che non gli viene riconosciuto, e dopo averle prese di santa ragione. Perché tutto è ammantato dall’eccesso fumettistico, tipico dei fratelli Manetti.

L'Ispettore Coliandro

Manetti Bros: registi de “L’ispettore Coliandro” fin dal primo episodio

Il sangue scorre a fiumi, le ferite si ricuciono in fretta, i cattivi (dalla camorra alla mafia siciliana e persino russa e giapponese) sono efferati quanto stupidi. Una criminalità caratterizzata in modo spassoso, utilizzando la sapienza narrativa di Lucarelli e quella derisoria dei Manetti Bros.

Coliandro è sempre pronto per un nuovi viaggi alla ricerca della legalità, che tradisce lui stesso, perché le leggi e chi le rappresenta sono inaffidabili. E così via, di puntata in puntata, si conferma come personaggio statico (che si nasconde sotto gli occhiali da sintomatico mistero e le buffe maniere da duro scopiazzate da Clint), senza nessuna evoluzione, come lo vogliono i suoi telespettatori.

Gli ultrà di Coliandro

Carlo Lucarelli si esprime così parlando delle aspettative del pubblico: «Non è mica semplice essere un autore di Coliandro. Quando la gente ti incontra e ti riconosce come tale, per esempio, ogni volta ti chiede se ci sarà un’altra stagione, se ci stiamo lavorando, se stiamo scrivendo, e non è che lo chiede e basta, lo intima, lo ordina, con quel punto interrogativo, alla fine, che non è una domanda, è una minaccia. State scrivendo, vero? Anzi, punto dopo scrivendo e poi Vero, maiuscolo e imperativo. Allo stesso tempo, quello che ti chiedono di scrivere non è una cosa qualunque, tanto per fare. I fan, o meglio, gli ultrà di Coliandro lo seguono da tanti anni, ne conoscono bene i meccanismi del carattere e delle storie, i colpi di scena, gli epiloghi, le contraddizioni, anche le battute e vogliono, pretendono, intimano e minacciano di essere stupiti, tutte le volte».

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L'ispettore Coliandro

  • Anno: 2021
  • Durata: quattro episodi di circa 100 minuti ciascuno
  • Genere: poliziesco
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Manetti Bros e Milena Cocuzza
  • Data di uscita: 22-September-2021