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Biennale del Cinema di Venezia

Festival di Venezia 2021: i classici fuori mostra

Si terrà a Venezia dal 4 al 20 agosto, dal mercoledì alla domenica, la seconda edizione della rassegna cinematografica Classici fuori Mostra, organizzata dalla Biennale di Venezia

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Cronaca di un amore

Anche quest’anno al Festival di Venezia 2021 arriva la rassegna dei classici fuori mostra. Saranno presentati tredici classici recentemente restaurati dalle principali cineteche di tutto il mondo, in versione originale con sottotitoli in italiano.

Tutto avrà inizio mercoledì 4 agosto con Sedotta e abbandonata (1964) di Pietro Germi, con Stefania Sandrelli, memorabile commedia premiata a Cannes, sulla scia del successo di Divorzio all’italiana (1961). Il primo di questi ripropone una Sicilia dominata da un grottesco senso dell’onore. Restauro a cura della Cineteca di Bologna, in collaborazione con Cristaldifilm e il sostegno del MIC.

Alcune dichiarazioni su Venezia 2021 e i classici

Ecco quanto dichiarato dal Direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica Alberto Barbera:

«La piena e convinta partecipazione degli spettatori veneziani alla prima edizione di Classici fuori Mostra tenutasi lo scorso agosto 2020 nell’arena all’aperto dei Giardini della Biennale, ci è apparsa come la conferma dell’esistenza di un pubblico interessato alle proposte cinematografiche che la Mostra è in grado di offrire, anche al di fuori del periodo canonico del suo svolgimento. Ecco, quindi, che siamo pronti a inaugurare la seconda edizione identica alla prima. Con solo una differenza: le proiezioni non si terranno più ai Giardini, dove è in corso la Biennale Architettura, ma al Teatro Piccolo Arsenale opportunamente convertito in sala cinematografica».

venezia 2021 classici

La seconda edizione a Venezia 2021 dei Classici fuori mostra

La seconda edizione di Classici fuori Mostra prevede capolavori di maestri del cinema quali Michelangelo Antonioni, John Berry, Souleymane Cissé, Zoltán Fábri, Pietro Germi, Tomás Gutiérrez Alea, Shôhei Imamura, Hiroshi Inagaki, Fritz Lang, Sidney Lumet, Jean-Pierre Melville, Nikita Mikhalkov, Martin Scorsese. Si tratta di un’occasione preziosa per arricchire le conoscenze della storia del cinema, dialogando con i maestri del passato. L’intento è quello di avvicinare il pubblico a film che hanno segnato la storia del cinema in maniera diversa ma ugualmente significativa.

Venezia Classici è la sezione che dal 2012 presenta alla Mostra in anteprima mondiale una selezione dei migliori restauri di film classici realizzati nel corso dell’ultimo anno. Venezia Classici è curata da Alberto Barbera con la collaborazione di Federico Gironi.

Il programma nel dettaglio

Dal 4 all’8 agosto

Sedotta e abbandonata (1964) di Pietro Germi – Mercoledì 4 agosto

«Io trovo che il mio non è nemmeno un film molto siciliano, il film trae spunto dalla realtà siciliana, ci affonda dentro con tutte le radici per mirare a un significato assolutamente simbolico. È la rappresentazione di un mondo alienato, in chiave grottesca, quindi esasperata, quindi gonfia, con un lievito velenoso» (Pietro Germi)

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Muhomatsu No Issho (L’uomo del risciò) (1943) di Hiroshi Inagaki – Giovedì 5 agosto

«Più che per certe ricercatezze formali (collegamento tra sequenze e scorrere del tempo segnati dal filo conduttore visivo della ruota del risciò in movimento), il film vale soprattutto per la sua spontaneità, la sua freschezza, la sua bonarietà» (Jacques Lourcelles).

Le cercle rouge (I senza nome) (1970) di Jean-Pierre Melville – Venerdì 6 agosto

«Penultimo film di Jean-Pierre Melville è apparentemente un noir avvincente sulla meticolosa preparazione e attuazione di una rapina notturna in una grande gioielleria di Place Vendôme»

Goodfellas (Quei bravi ragazzi) (1990) di Martin Scorsese – Sabato 7 agosto

«Quelli che Scorsese ha in mente, più che i classici Piccolo Cesare o Scarface, sono i piccoli gangster- movie ‘neorealisti’ degli anni Quaranta. Scorsese monta i tempi di Quei bravi ragazzi con la precisione di un orologio e la libertà che amava nei cineasti nouvelle vague, nei primi due minuti di Jules et Jim». (Alberto Farassino)

Qui per la recensione di Quei bravi ragazzi

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Cronaca di un amore (1950) di Michelangelo Antonioni – Domenica 8 agosto

«Cronaca di un amore è la cronaca intima di un amore in due tempi, un sondaggio nell’animo di due personaggi» (Michelangelo Antonioni)

Qui per la recensione di Cronaca di un amore

Dall’11 al 15 agosto

Den Muso (La ragazza) (1975) di Souleymane Cissé – Mercoledì 11 agosto

«Den Muso è il primo lungometraggio di un grande cineasta. L’eterna storia della giovane violentata, messa incinta e abbandonata è d’una tristezza straziante, e il film svela meccanismi sociali – e religiosi – così inestricabili che il peggio è sempre assicurato» (Frédéric Bonnaud )

Utószezon (tarda stagione) (1966) di Zoltán Fábri – Giovedì 12 agosto

«Già presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia del 1967. Qui vinse quattro premi minori e fu protagonista di accese polemiche. Utószezon è un film dove uno dei nomi più importanti del cinema ungherese e della sua new wave degli anni Sessanta, Zoltán Fábri, prosegue la sua disamina morale della storia recente del suo paese e degli anni del nazismo in particolare» (Federico Gironi)

You only live once (sono innocente) (1937) di Fritz Lang – Venerdì 13 agosto

«Diretto da Fritz Lang in piena autonomia artistica, You Only Live Once presenta Henry Fonda e Sylvia Sidney nel ruolo di una coppia in fuga intrappolata dalle forze sociali e dal destino»

Serpico (1973) di Sidney Lumet – Sabato 14 agosto

«Serpico prende il vecchio film poliziesco e lo porta con i lampeggianti accesi e le sirene spiegate nell’era del Watergate. Il film più duro e provocatorio di Lumet da svariati anni è la storia del poliziotto newyorkese FrankSerpico, che nel 1970 denunciò il marcio e la corruzione dilaganti nel dipartimento di polizia cittadino. Serpico non è un nuovo tipo di eroe. La figura di colui che tenta di opporsi al sistema affascina sin dai tempi in cui i primi drammaturghi greci misero in discussione il senno e la saggezza di alcuni dei loro dei. Serpico, tuttavia, è un nuovo tipo di film poliziesco, e il suo protagonista magnificamente interpretato da AlPacino in quel suo perlustrare le strade della città è un nuovo tipo di eroe» (Vincent Canby)

Qui per la recensione di Serpico

Neokonchennaya Pyesa Dlya Mekhanicheskogo Pianino (Partitura incompiuta per pianola meccanica) (1976) di Nikita Mikhalkov – Domenica 15 agosto

«Michalkov ha costruito il suo film sulla base di temi cecoviani raccolti attorno al Platonov, una commedia che lo scrittore ha composto quando aveva diciassette anni. L’inizio, anche se ben padroneggiato, annoia un po’, ma ben presto si libera, il teatro si cancella» (Barthélemy Amengual)

Dal 18 al 20 agosto

La Última cena (1976) di Tomás Gutiérrez Alea – Mercoledì 18 agosto

«La Última cena, ironica allegoria sull’ipocrisia religiosa della società coloniale del Diciottesimo secolo, è un’opera magistrale dalla prima all’ultima immagine» (Luciano Castillo)

Claudine (1974) di John Berry – Giovedì 19 agosto

«Claudine è un film insolito per vari motivi. Racconta com’è essere neri e poveri, vivere di sussidi, tentare di sbarcare il lunario economicamente ed emotivamente senza essere costretti dal sistema a imbrogliare. La cosa più insolita di Claudine è che sembra prendere sul serio la vita familiare, cosa che oggi fanno pochissimi film. Claudine non è molto diverso da una tipica sitcom televisiva, almeno dal punto di vista stilistico» (Vincent Canby)

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Fukushû Suru Wa Ware Ni Ari (La vendetta è mia) (1979) di Shôhei Imamura – Venerdì 20 agosto

«Fukushu suru wa ware ni ari si basava su un mito contemporaneo, urbano: il mito del genio del crimine che viola impunemente tutte le leggi sociali e si fa strada nel paese rubando, seducendo, ingannando e uccidendo  finché, per porre il necessario limite a questa pericolosa fantasia, non viene catturato» (Dave Kehr)

Leggi anche: Festival di Venezia 2021: anticipazioni e Ipotesi sui film presenti alla Biennale

‘Madres paralelas’ é il film di apertura del 78 Festival di Venezia

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