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CINECINA

La trilogia de Il signore degli anelli di Peter Jackson torna nelle sale cinesi

L’opera somma di Peter Jackson rinasce in 4K e Dolby Atmos e arriva alle potenti sale cinematografiche cinesi, dopo una vicenda distributiva colorata, a dimostrare l'efficacia della seconda distribuzione

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Torna alla distribuzione nelle sale cinesi la versione rimasterizzata in 4K e Dolby Atmos dell’opera omnia di Peter Jackson, tratta dai romanzi di J. R. R. Tolkien, Il Signore degli Anelli. La conferma della distribuzione de La compagnia dell’anello era arrivata a pochissimi giorni dalla data programmata, il 16 di aprile. Il lasciapassare era stato garantito alla distribuzione in un last minute impossibile da gestire, tanto che l’intero sistema è andato nel caos.

Fans furibondi si sono scagliati contro questa situazione grottesca; i gestori di cinema cercavano di rassicurare coloro che avevano pre-acquistato il biglietto, che ci sarebbe stato un rimborso. Tanto si è fatto e si è detto, che l’uscita in sala del film è stata mantenuta; sì, ma la capillarità non garantita. In altre parole, alcune sale fortunate hanno proiettato Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello di Peter Jackson, altre no.

Il signore degli anelli, Avatar e gli altri

Il sistema distributivo digitale dei cinema cinesi, infatti, non si appoggia su un trasferimento satellitare. Richiede invece che venga fisicamente spedito un hard disk ai gestori di sala. Questo si traduce nella possibilità che nelle grosse città e in quelle di seconda fascia, il film sia consegnato più celermente. Nei posti più dispersi della Cina remota, ci si è dovuti rassegnare a mantenere Godzilla vs Kong ancora sugli schermi.

Il resto degli episodi della saga dell’anello viene riproposta a scadenze regolari nel mese di aprile: il 23 per Le due torri, mentre per Il ritorno del re ancora non è stata pubblicata una data precisa.

Questa ri-distribuzione di vecchie glorie del cinema è una strategia già efficacemente testata in Cina, a più riprese, a partire dall’estate scorsa, quando cioè i cinema avevano ricominciato l’attività. Sono 74 i film che ad oggi hanno ricevuto una seconda uscita, di cui 57 sono produzioni locali e 17 film stranieri. Tra questi titoli, di recente si è visto: Harry Potter e la pietra filosofale, Interstellar, Inception.

Avatar di James Cameron è stato riproposto in versione 4K il mese scorso, portando a casa al botteghino asiatico una cosa come 47 milioni di euro, battendo il suo stesso record di incassi e piazzandosi a complessivi 2.8 miliardi di dollari.

Il COVID-19 e le nuove strategie

Qual è esattamente il motore che porta questi spettatori a recarsi al cinema per rivedere vecchi film, quando potrebbero risparmiare il biglietto per altre preziose prime visioni o trovare proiezioni online  più a buon mercato?

La ragione è che al seguito della necessaria chiusura dei teatri, dopo l’ondata pandemica del 2019, l’intera produzione cinematografica ha subìto uno stop di circa sei mesi. La distribuzione, in un mercato in lenta ripresa, era ancora considerata troppo rischiosa. Pertanto, la diffusione in sala di film già clamorosamente di successo, è sembrata la scelta meno rischiosa. Inoltre, anche se era comunque richiesta la tanto temuta approvazione del sigillo rosso, si è dimostrata, a questo stadio, più una formalità tecnica che altro.

In certi casi, come per Christopher Nolan, il rilancio dei suoi ultimi due successi è stata soprattutto una manovra promozionale (e di ripasso dell’universo Nolan) congeniale a Tenet. Così, rivedere Avatar sul grande schermo riscalda gli animi in previsione del sequel Avatar 2 in uscita il prossimo anno.

Restauro e rilancio in 4K: un affare?

Tuttavia, anche un restauro in 4K di queste pellicole richiede un cospicuo investimento, tanto che ci si potrebbe girare un nuovo prodotto.

Ecco che quindi l’iniziativa in corso, emanata senz’altro da una esigenza improvvisa di mercato, nasconde in realtà anche la volontà di educare il pubblico alla frequentazione dei cinema. In Cina, ci sono una straordinaria varietà e disponibilità di distribuzione online VOD e social. E questa viaggia minuto dopo minuto su piattaforme virtuali a vertiginose velocità di 5G.

In questo panorama, riportare il pubblico in sala, alla lentezza della sala, sembra davvero essere controcorrente e commercialmente meno sicuro.

La verità è che la qualità che garantiscono i cinema cinesi, è stupefacente. È poco probabile che una multisala non offra almeno uno schermo IMAX ai suoi spettatori. La Cina e la sua avanguardia digitale sono il paradiso dei James Cameron e dei Peter Jackson: questi film sono a loro volta prodotti eccezionali che, nella fascinazione tecnica, tendono a rieducare le platee a un’ esperienza collettiva,  narrativa e  sensoriale che si era un po’ persa.

Insomma, bentornata settimana arte.

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