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Niente Cannes per Spike Lee, che dal 12 Giugno sarà su Netflix con il nuovo film, Da 5 Bloods

Dopo l'annullamento del Festival di Cannes, Spike Lee rilancia con un nuovo film, in onda su Netflix dal 12 Giugno, in cui torna a dipingere la complessa storia della comunità afroamericana

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S’intravede Cannes, ma poi si resta a New York. Spike Lee sarebbe dovuto essere il Presidente della Giuria della 73 esima edizione del Festival di Cannes che, purtroppo, come tante altre manifestazioni cinematografiche, è stato cancellato per l’emergenza Coronavirus.

Spike Lee dunque resta a casa, barricato nella sua  New York, dove riesce comunque a regalarci una sorpresa. Su Vanity Fair, infatti, compaiono alcuni scatti del suo ultimo film, Da 5 Bloods, dove si vedono i protagonisti Chadwick Boseman, Delroy Lindo, Isiah Whitlock jr, Norm Lewis, Clarke Peters, nel viaggio di ritorno in Vietnam, fatto per rendere omaggio al comandante caduto. Il film debutterà su Netflix il 12 Giugno, visto che verosimilmente il via libera al ritorno nelle sale sarà possibile nel mese di Luglio.

Costanza o sperimentazione?

In tutta la filmografia di Spike Lee è possibile rintracciare un filo conduttore, che porta da un film all’altro, un nucleo centrale che è la firma indiscussa di questo regista, una narrazione continua dell’influenza afroamericana nella costruzione degli Stati Uniti. Un tema che esce anche dagli schemi cinematografici, per proiettarsi in quelli della politica. Spike Lee non ha mai nascosto, ad esempio, la sua antipatia per il presidente Trump, come appare in quest’ultima intervista:

«Ecco perché Agent Orange dice: se non vi piace l’America ve ne potete andare, che si fotta! Abbiamo costruito questo c… di paese! Siamo sempre stati a favore della nostra patria! E questo grande, magnifico paese non ha ancora mantenuto le promesse fatte alla gente di colore».

C’è della sociologia in Spike Lee, soprattutto per come tratta i personaggi, non rendendoli mai stereotipati, ma costruendo delle psicologie complesse e contraddittorie. In Da 5 bloods tale complessità non viene meno, basti pensare che uno dei protagonisti è un sostenitore di Trump; è lo stesso regista a spiegare questa scelta:

«Non tutte le persone di colore sono uguali, non hanno lo stesso aspetto e le stesse idee. Qui abbiamo un gruppo e volevo che ci fossero delle differenze fra questi afroamericani».

Il regista non cade mai nella trappola di rappresentare una comunità, quella afroamericana nello specifico, in maniera univoca e consolatoria, ma ne di mostra sempre le intrinseche differenze. Basti pensare al suo ultimo film BlaKkKlansaman, dove il protagonista è proprio un poliziotto di colore che sfida un doppio razzismo, quello dei bianchi, ma anche quello della sua comunità d’appartenenza, che lo vede come un traditore e venduto al sistema. Il 12 Giugno, quindi, su Netflix ci aspetta un nuovo film che tenta di dipingere la complessa storia della comunità afroamericana, questa volta a confronto con il dramma della guerra in Vietnam.

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