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FILM DA VEDERE

Il sole negli occhi, il film di esordio di Antonio Pietrangeli

Opera di esordio di Antonio Pietrangeli, Il sole negli occhi è un film che contamina tematiche neorealiste con elementi del cinema melodrammatico. Insieme al regista, alla sceneggiatura contribuirono un giovanissimo Ugo Pirro e la già blasonata Suso Cecchi D’Amico: un Neorealismo più sorridente, accomodante e manierato

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Stasera in tv su Rai Storia alle 21,10 Il sole negli occhi, un film del 1953, diretto da Antonio Pietrangeli, al suo esordio come regista. Il primo film diretto da Pietrangeli non ebbe un buon risultato sotto il profilo commerciale. Risulta aver infatti introitato circa 136 milioni di lire dell’epoca, una somma modesta se paragonata a quelle dei campioni d’incasso di quell’anno. In contrasto con i gusti del pubblico, Il sole negli occhi riscosse invece molti e prevalenti consensi da parte dei critici. Tra gli elogi alla prima regia di Pietrangeli anche quello di Alberto Moravia, al tempo critico cinematografico de L’Europeo, che considera il film «un neorealismo più sorridente, più accomodante, più manierato» entro cui annoverare anche il film di Pietrangeli, scrisse che « che, pur entro i limiti di una specie di vita esemplare, il regista ha lavorato con una sicurezza ed una conseguenza rare per un esordiente (in un) film che non si alza mai al di sopra di un livello aneddotico e neppure si abbassa mai in una caduta di toni discordanti, tutto unito, eguale, raccontato con effetti che vanno da una misurata commozione ad una non meno misurata ironia». Scritto e sceneggiato da Antonio Pietrangeli, Lucio Battistrada, Ugo Pirro e Suso Cecchi D’Amico, Il sole negli occhi è interpretato da Irene Galter, Gabriele Ferzetti, Paolo Stoppa, Pina Bottin, Turi Pandolfini, Francesco Mulè.

Sinossi
Celestina, figlia di contadini, dal momento in cui è rimasta orfana si trasferisce a Roma per fare la domestica a ore. Giovanissima, ignorante e, soprattutto ingenua, si trova sperduta nella grande città e il suo disagio aumenta quando i suoi due fratelli cui ha chiesto aiuto, decidono di partire per l’Australia. Ma Celestina non si dà per vinta, si fidanza con l’idraulico Fernando e con l’aiuto del parroco trova lavoro presso due pensionati che le promettono di lasciarle un campo. In questo modo Celestina suscita le ire dei parenti dei due vecchietti e deve di nuovo trasferirsi.

Esempio terminale della stagione neorealista volta ormai alla conclusione fisiologica e all’esaurimento espressivo, Il sole negli occhi è un film di passaggio che contamina tematiche neorealiste (il ritratto della Roma in via di ricostruzione, una comunità di povera gente legata da rapporti di solidarietà, l’aspirazione alla tranquillità economica e familiare) con elementi tipici dei fotoromanzi cinematografici e del cinema melodrammatico di quegli anni (la servetta ingenua, i tradimenti amorosi, il bellone stronzo), con un’importante focalizzazione sul personaggio principale, assolutamente inconsueto nel suo percorso di evoluzione umana, professionale, sentimentale.

Embrione del testamentario capolavoro Io la conoscevo bene, la prima tappa del coerente percorso di Antonio Pietrangeli potrebbe essere anche il primo film post-femminista, ante femminismo, della nostra cinematografia maschilista, se non misogina, nonostante una decina di grandi ritratti femminili. Assieme a Pietrangeli, l’hanno scritto il quasi esordiente Ugo Pirro e la già blasonata Suso Cecchi D’Amico. Se Gabriele Ferzetti, che non ha né il fisico né la faccia dello stagnaro, fa il suo con diligente mestiere, Irene Galter è stata una meteora del cinema povero ma bello che qui funziona abbastanza bene, e sono degne di nota le partecipazioni di Pina Bottin e Aristide Baghetti.

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  • Anno: 1953
  • Durata: 98'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Antonio Pietrangeli