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Cannes

Festival di Cannes: tutti i film italiani che si sono aggiudicati Palma d’Oro

In concomitanza con l'apertura della 77esima edizione del Festival di Cannes, facciamo una panoramica dei film italiani che nel corso della storia di questa manifestazione hanno vinto l’ambita Palma d’Oro

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palma d'oro film italiani

Sta per iniziare il Festival di Cannes 2024, l’edizione numero 77, e, in attesa di conoscere i titoli, in uno spirito patriottico e italiano vogliamo provare a ripercorrere la storia della kermesse attraverso i film italiani che, nel corso degli anni, hanno vinto l’ambita Palma d’Oro.

Film italiani che hanno vinto la Palma d’Oro

Innanzitutto bisogna premettere che dal 1946 a oggi l’Italia ha vinto ben 12 volte, vantando addirittura il primato di unica nazione a dover dividere il premio tra due titoli, tanto erano meritevoli. E si parla del 1972…

La prima Palma d’Oro vinta da un italiano fu quella del 1946 per Roma Città Aperta di Roberto Rossellini, che riportava sul grande schermo le disfatte compiute dal nazismo, subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. L’ultima, invece, dagli anni ’70 a oggi è quella de La stanza del figlio di Nanni Moretti nel 2001. Sono quindi 23 anni che l’Italia non alza in alto l’ambito premio della kermesse.

Quest’anno il compito, tutt’altro che semplice, di riportare il premio in Italia è nelle mani di Paolo Sorrentino che si presenta al festival con Parthenope.

I primi vincitori

Nella speranza di rialzare il premio, ecco una carrellata dei film italiani vincitori della Palma d’Oro nel corso degli anni. Il primo, come detto, è stato Roma Città aperta nel 1946.

Roma città aperta (1946)

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Capolavoro di Roberto Rossellini, il film è il capostipite del filone neorealista e non poteva che essere il prescelto per dare il via alla storia italiana a Cannes. Co-protagonista, insieme a un magnifico Aldo Fabrizi, un’indimenticabile Anna Magnani nei panni di una vedova la cui corsa disperata nel tentativo di salvare dall’arresto il compagno che l’indomani dovrà sposare è ancora oggi una delle sequenze più belle e più drammatiche della storia del cinema. Pellicola che denuncia il dramma dell’occupazione tedesca in Italia e che permette a Rossellini di vincere il Gran Prix del festival (all’epoca il premio non era ancora stato rinominato Palma d’oro).

Miracolo a Milano (1951)

Fiaba neorealista scritta e diretta da Vittorio De Sica, il film narra la vita nelle baraccopoli milanesi di periferia del giovane orfano Totò, trovato da una mendicante sotto a un cavolo, ma che ispirerà, tra le varie cose, le biciclette volanti di E.T. l’extraterrestre diretto da Steven Spielberg.

Due soldi di speranza (1952)

Il film di Renato Castellani è il primo italiano a dover spartire il premio con un altro. Vincitore del Grand Prix, il film dovette contendersi la Palma d’Oro con Otello di Orson Welles. Una storia d’amore e scanzonata disperazione: è il Neorealismo rosa.

  • Il film è su RaiPlay Prime Video

Tra i film italiani con la Palma d’Oro anche La dolce vita

La dolce vita (1960)

Ambientato nella Roma di fine anni ’50, piena di attori americani e avventurieri vari, il film di Federico Fellini, oltre a vincere la Palma d’oro, venne anche candidato a ben quattro premi Oscar. Portandosene a casa uno per i migliori costumi. Uno dei film più celebri del regista e del cinema italiano in generale con l’iconica scena nella Fontana di Trevi e quel Marcello, come here di Anita Ekberg che chiama un Marcello Mastroianni indimenticabile nei panni di un giornalista di cronaca mondana.

  • Il film è su Plex

I premi non finiscono qui

Gli anni ’60 continuano a consegnare la Palma d’Oro ai film italiani. Non solo La dolce vita, ma anche altri titoli.

Il Gattopardo (1963)

Tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il film di Luchino Visconti racconta le trasformazioni avvenute nella vita e nella società in Sicilia durante il Risorgimento. Il kolossal d’autore all’italiana con una struttura che sembra quasi richiamare l’opera lirica, Il Gattopardo vanta un cast indimenticabile: Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon.

  • Il film è su RaiPlay

Signore & signori (1966)

Altro titolo che si è dovuto contendere il premio con un altro film (Un uomo, una donna di Claude Lelouch), l’opera di Pietro Germi è uno dei più grandi esempi di commedia all’italiana. In un’imprecisata città veneta tutti tradiscono tutti, nascondendo, quindi, dietro un impeccabile perbenismo, una fitta trama di tradimenti. Tra i protagonisti anche una pazzesca Virna Lisi, giovane e bella cassiera di un bar.

Blow-Up (1967)

Film manifesto della Swinging London di fine anni ’60, il capolavoro di Michelangelo Antonioni è una sorta di giallo, ma molto atipico. Protagonista un fotografo di moda che pensa di aver visto un omicidio da un ingrandimento fotografico, interpretato da David Hemming. Al suo fianco la giovanissima e semi esordiente Vanessa Redgrave. Ma non si può non citare la splendida modella, icona dell’epoca, Veruschka. La domanda che sorge spontanea alla fine è: la realtà è quello che vediamo o non vediamo?

Gli anni ’70: dall’ex aequo a Ermanno Olmi

Il caso Mattei (1972) – La classe operaia va in paradiso (1972)

19 maggio 1972: Gina Lollobrigida e Alfred Hitchcock consegnano la Palma d’Oro (all’epoca ancora Grand Prix du Festival International du Film) ex aequo e assegnata all’unanimità a Francesco Rosi per Il caso Mattei e a Elio Petri per La classe operaia va in paradiso. Non era mai successo (e non succederà mai più) che due film dello stesso paese si dividessero il premio più importante del Festival di Cannes!

Il primo film, diretto da Francesco Rosi, è il massimo livello del cinema d’inchiesta politica. Un cinema che ricostruisce la parabola di Enrico Mattei, il presidente dell’ENI, a partire dalla sua misteriosa morte, il 27 ottobre 1962, quando il suo aereo cadde nella nebbia, nella campagna pavese…

  • Il film è su RaiPlay

Il secondo film, diretto da Elio Petri e interpretato da un iconico Gian Maria Volontè, racconta con toni grotteschi il quotidiano di Lulù, manovale in una fabbrica che, dopo un incidente sul lavoro, prende coscienza dei problemi della sua condizione lavorativa. Un film che, fin da subito, fece parlare di sé, come affermato dallo stesso Petri: «Con il mio film sono stati polemici tutti, sindacalisti, studenti di sinistra, intellettuali, dirigenti comunisti, maoisti. Ciascuno avrebbe voluto un’opera che sostenesse le proprie ragioni: invece questo è un film sulla classe operaia».

A unire i due titoli Gian Maria Volonté, protagonista di entrambi: per lui, quell’anno, una menzione speciale.

Padre padrone (1977)

Ispirato al romanzo autobiografico di Gavino Ledda, e diretto dai fratelli Paolo e Vittorio Taviani, racconta il riscatto di un giovane sardo. Un figlio che riesce a liberarsi dal padre che lo aveva strappato dalla scuola a 6 anni per fargli fare il pastore. Nonostante la vittoria, però, il film ricevette critiche fortemente negative, da molti sardi che si ritennero offesi dalla rappresentazione della loro terra. Piccola curiosità: nel cast anche un giovanissimo, e allora sconosciuto, Nanni Moretti.

L’albero degli zoccoli (1978)

Ambientato nelle campagne della bergamasca, il film di Ermanno Olmi racconta la vita di quattro famiglie contadine della fine dell’800.

In dialetto bergamasco (tanto da lasciare la giuria di Cannes a bocca aperta), ispirato alle storie che il regista ascoltava da bambino, interpretato da attori non professionisti, il film ebbe un successo mondiale nonostante le oltre tre ore di durata.

Film italiani vincitori della Palma d’Oro: l’ultimo è Nanni Moretti

Al momento l’ultimo film italiano che ha vinto l’ambito premio alla kermesse di Cannes è La stanza del figlio di Nanni Moretti, nel (ormai lontano) 2001.

La stanza del figlio (2001)

Il film di Nanni Moretti è uno dei suoi più toccanti e quasi certamente il suo più famoso a livello internazionale. È la storia di una famiglia borghese devastata dall’improvvisa morte del primogenito. Un film che, oltre a essere al momento l’ultimo vincitore della Palma d’Oro, ha anche lanciato una giovanissima, ma già molto promettente Jasmine Trinca.

  • Il film è su Prime Video

E adesso i titoli italiani vincitori della Palma d’Oro aumenteranno?

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