37 Bergamo Film Meeting: The Raft of Medusa di Karpo Godina

In anteprima nazionale al Bergamo Film Meeting, la personale completa di Karpo Godina: The Raft of Medusa o la commedia lacrimosa.

  • Anno: 1980
  • Durata: 100'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Jugoslavia, Serbia, Slovenia
  • Regia: Karpo Godina

The Raft of Medusa prende il titolo dall’omonimo dipinto a olio su tela di Theodore Gericault, che introduce l’opera di Karpo Godina; etichettato dallo stesso regista durante la sua presentazione del film al 37 Bergamo Film Meeting come “commedia lacrimosa che piace alle donne”, Splav Meduze affronta un tema caro a Godina: il rapporto tra arte e società, qui mostrato dal confronto tra arte d’avanguardia e comunismo.

Nella Jugoslavia degli anni ’20, due giovani insegnanti, una slovena e l’altra serba, lasciano il loro villaggio per unirsi a un gruppo di artisti d’avanguardia nel loro viaggio per le desolate campagne jugoslave allo scopo di diffondere le idee rivoluzionarie alle popolazioni contadine, devastate dalla Prima Guerra Mondiale. Siamo in un periodo storico ed artistico fondamentale; la Rivoluzione d’Ottobre, travalicando i confini, ha cambiato il volto di queste regioni europee, e movimenti d’avanguardia come dadaismo e futurismo si sviluppano in Jugoslavia con la nascita dello Zenitismo serbo. In questo preciso contesto storico politico ed artistico, si colloca la storia di The Raft of Medusa: la ribellione condotta dalle protagoniste, non a caso insegnanti, e quindi deputate in fieri alla diffusione della cultura e avulse da ogni dogmatismo che la limiti (ne sarà il simbolo, se pur ambientato in tutt’altro contesto, l’insegnante di letteratura dell’Attimo Fuggente, quel professor Keating interpretato da un eccezionale Robin Williams che risveglia le coscienze dei suoi allievi), una ribellione che si sviluppa attraverso l’arte, è animata, infatti, contemporaneamente da un insopprimibile desiderio di fuga e dalla necessità di una ricollocazione esistenziale.

Il finale è in tal senso simbolico: la protagonista, superstite di questo viaggio per la libertà, troverà il suo posto ancora nell’insegnamento, in una scuola per ragazzi ciechi. Perché non si vede bene che con il cuore; l’essenziale è invisibile agli occhi, come insegna il piccolo principe di Saint- Exupèry.

Michela Aloisi

Utlima modifica: 25 marzo, 2019



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