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FILM DA VEDERE

La ragazza di Bube, il film di Luigi Comencini tratto dal romanzo di Carlo Cassola, con Claudia Cardinale

Tratto piuttosto fedelmente dall'omonimo romanzo di Carlo Cassola, La ragazza di Bube di Luigi Comencini ha il pregio di porne in evidenza il sottile filo conduttore, il senso e la prospettiva amara e sfiduciata. La regia è attenta nel ricostruire ambienti e atmosfere. Una delle migliori interpretazioni di Claudia Cardinale (David di Donatello)

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La ragazza di Bube, un film del 1963 diretto da Luigi Comencini, tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Cassola. L’atmosfera del film differisce da quella del romanzo, in quanto i due protagonisti del romanzo, Mara e Bube, sono degli adolescenti, mentre il film viene interpretato da attori giovani, ma in piena età adulta. Per il resto la trama del romanzo viene rispettata più o meno fedelmente, fatta eccezione per pochi adattamenti indispensabili: la storia del libro è infatti complessa e ricca di particolari. Il romanzo di Cassola provocò aspre critiche da parte degli intellettuali marxisti, i quali interpretarono La ragazza di Bube come la descrizione del fallimento degli sforzi intrapresi da parte della Resistenza, in particolare della sua componente comunista. Questa lettura del romanzo è oramai superata. L’opinione corrente sul romanzo è che non abbia scopi politici, né abbia primariamente l’obiettivo di documentare fatti storici. Ciononostante, è inevitabile che tra le righe si scorga la delusione personale vissuta in prima persona dall’autore nei confronti del comunismo. Il film vinse un David di Donatello, due Nastri d’Argento (al produttore Franco Cristaldi e alla protagonista Claudia Cardinale) e una Grolla d’Oro (Claudia Cardinale). Fotografia di Gianni Di Venanzo; montaggio di Nino Baragli: musiche di Carlo Rustichelli; scenografia di Piero Gherardi. Con Claudia Cardinale, Georges Chakiris, Marc Michel, Emilio Esposito.

Sinossi
Subito dopo la guerra, in Toscana, Mara (Cardinale) si innamora di Bube, un giovane ex partigiano costretto a nascondersi perché implicato in un omicidio politico. A lungo separata dall’uomo che ama, mentre i compagni tentano di organizzare la sua fuga all’estero, Mara trova lavoro in città e conosce Stefano, un bravo ragazzo che le propone di sposarlo. Lei sta per accettare, quando riceve la notizia che Bube è stato arrestato. Comencini racconta senza retorica i drammi del dopoguerra, l’amarezza degli ex partigiani delusi nelle speranze politico-sociali.

Dal romanzo Premio Strega 1960 di Carlo Cassola, il racconto di una formazione sociale e sentimentale di una ragazza toscana, Mara, nell’immediatissimo dopoguerra, che si innamora di un partigiano detto “Vendicatore”. Nelle pagine del libro, il personaggio di Mara manteneva una condizione esistenziale di importanza fondamentale, che ne esaltava il comportamento disilluso, l’atteggiamento candidamente maturo, le azioni tolleranti. È proprio Mara ad essere meglio trasportata dalle parole nella messinscena filmica, anche grazie a una Claudia Cardinale splendida (non doppiata), che sarà pure poco probabile come toscanella, ma si impegna molto e va a segno nel ritratto dolce e tenero della sua ragazza di Bube (il partigiano è il vigoroso George Chakiris). Per il resto, Marcello Fondato trae una riduzione corretta e diligente del romanzo e Luigi Comencini dirige con sensibilità e partecipe distacco. Prende le parti (come già Cassola fece) di Mara, schierandosi contro i furori estremisti dei comunisti post-resistenza, realizzando al contempo un film profondamente antifascista, sia nello spirito che nell’allestimento. C’è chi ha contrapposto il qualunquismo di Comencini all’impegno di Cassola e chi s’è rammaricato che la materia del romanzo originario sia finita nelle mani di un regista “disimpegnato”. In realtà, in un impianto solidamente realista – la fa da padrone un paesaggio contadinesco, selvaggiamente postbellico e pre-pasoliniano, fotografato benissimo – la storia di formazione di Mara può essere vista come una metafora dell’Italia, o degli italiani, che maturano la convinzione di dover restare fedeli ad un ideale, nel caso specifico quello comunista, tralasciando il riformismo socialista e le sue seduzioni borghesi. Molte scene sono da ricordare (merito, spesso e volentieri, della potenza vigorosa e giovane della Cardinale), ma forse le più struggenti sono i vari addii con Bube e l’epilogo, sette anni dopo la fine del flashback, dove avviene l’incontro con un uomo che avrebbe potuto essere il compagno di una vita. Ecco, l’epilogo è amaro per molte ragioni, sia sentimentali, che politiche, ma anche malinconiche.

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La ragazza di Bube

  • Anno: 1963
  • Durata: 111'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Luigi Comencini