Stasera in tv alle 23 su Rai Movie Ultimo tango a Parigi, il film che consacrò Bernardo Bertolucci

Una storia d'amore impossibile e disperata. Un urlo straziante della borghesia. Una sfida, distillata nell'eleganza e nella conoscenza della Settima Arte, alle convenzioni accomodanti del cinema dei padri

  • Anno: 1972
  • Durata: 132'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Bernardo Bertolucci

Stasera in tv alle 23 su Rai Movie Ultimo tango a Parigi, un film del 1972 diretto da Bernardo Bertolucci, con protagonista Marlon Brando, interpretato assieme a Maria Schneider, Jean-Pierre Léaud, Maria Michi e Massimo Girotti. La sceneggiatura fu scritta da Bernardo Bertolucci, Franco Arcalli e Agnès Varda (dialoghi aggiuntivi), e adattata da Robert Alley. La fotografia è di Vittorio Storaro. Le musiche jazz del film furono composte da Gato Barbieri, arrangiate e condotte da Oliver Nelson. Fu la pellicola che diede notorietà a Bernardo Bertolucci, a seguito di film come Prima della rivoluzione e Il conformista, oltre ad essere stata un’opera molto discussa. Considerato oggi un classico del cinema erotico, Ultimo tango suscitò scandalo alla sua uscita, a causa del forte impatto emotivo causato dalle numerose scene scandalose; la censura avviò un procedimento penale contro la pellicola che sfociò nella condanna al rogo del film, decretata il 29 gennaio 1976, per poi essere riabilitata nel 1987. Ultimo tango a Parigi, nonostante le numerose noie censorie, ebbe un enorme successo di pubblico, che portò il film a piazzarsi secondo negli incassi della stagione 1972-1973 in Italia e poi, una volta riabilitato nel 1987, a divenire il più grande incasso di sempre per il cinema italiano con circa 87 miliardi di lire incassati, record detenuto fino al 1997 con l’uscita nelle sale de La vita è bella di Roberto Benigni. Al 2016 il film di Bertolucci risulta essere il film italiano di maggior successo della storia in Italia per numero di biglietti staccati con ben 15.623.773 spettatori paganti. A 46 anni dalla sua realizzazione, il film è tornato nelle sale cinematografiche nel maggio 2018 nella versione in lingua originale restaurata in 4K a cura della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia, con la supervisione di Vittorio Storaro per l’immagine e di Federico Savina per il suono. La prima ha avuto luogo a Bari nel corso del Bari International Film Festival (Bif&st) alla presenza del regista Bernardo Bertolucci.

Sinossi
Interamente ambientato in una cupa Parigi degli anni ’70 il film vanta una trama particolare: un uomo di mezz’età, disilluso e lacerato interiormente, incontra una giovane donna in un appartamento vuoto, con la quale ha un improvviso rapporto amoroso. I due a quel punto decidono di dare il via a una relazione surreale fatta soltanto di rapporti intimi, ignorando tutto dell’altro partner compresi i nomi e i dati anagrafici, e trovando nel sesso l’unica risposta possibile anche se non definitiva al conformismo del mondo circostante. La relazione diverrà via via sempre più inverosimile fino a terminare in tragedia.

Due dipinti di Francis Bacon sui titoli di testa, un uomo (Uomo in decomposizione) e una donna nella loro solitudine, figure distorte da una contrazione dolorosa, smarrite nell’angoscia, una sdraiata su un letto, l’altra seduta su una sedia. Parte la musica di Gato Barbieri, un sax che graffia fin dai primi accordi. L’ultimo tango, ossia l’ultimo rituale erotico prima della fine, dello smarrimento e della morte: il rapporto non trova incontro e realizzazione tra l’uomo e la donna, se non nel solo atto sessuale, la conoscenza non arriva e fa paura quando si intravede. Il grande, oltraggiato successo di Bertolucci si regge sul fascino della relazione, sui protagonisti (uno desolato che ritrova la speranza, l’altra selvaggia e alla fine sfuggente), sul rapporto il cui universo è un appartamento quasi vuoto e in disordine (che è insieme teatro e finestra sulla città, camera oscura in penombra, nuovo habitat illusorio e nuovamente impotente, proiezione dell’io), sulla fotografia ovattata di Vittorio Storaro, sulle musiche da melodramma jazz di Gato Barbieri, sui movimenti di macchina danzanti. L’assurdità del quotidiano di un mondo già invecchiato. Nouvelle-vagueiano atto di Resistenza. Morte del Cinema, rinascita tramite il peccato, la più grande e la più vera bugia, come un nascondersi dietro le tende, o l’allontanarsi dietro uno specchio opaco che consegna solo sagome sformate: la desolazione baconiana dei corpi deformati, coricati o seduti su una sedia, come un uomo e una donna nell’atto più assurdo, forse proprio vivere e negarsi di vivere. Ultimo tango a Parigi risente fortemente delle contestazioni del ’68 e degli influssi della Nouvelle Vague, è una pellicola che “guarda al futuro” che esprime attraverso le frenesie sessuali dei due personaggi: la volontà delle nuove generazioni di lasciarsi alle spalle i comuni stereotipi, di sperimentare, di dar vita a qualcosa di nuovo dissacrando il passato e creando un nuovo presente. Plasmando un’opera che si configura come una vera e propria provocazione, che getta le basi per il cinema moderno, Bertolucci consacra la propria fama e mostra al mondo la propria capacità di “precorrere i tempi”, mostrando uno degli atteggiamenti più comuni nella società contemporanea, il sesso come forma di contestazione sociale, come unica alternativa, via di fuga nei confronti del conformismo vigente, il sesso come denuncia, rifiuto nei confronti della realtà e delle sue regole, il sesso come (fallito) tentativo di trasformare se stessi, fuggendo e celando il proprio vero io. Ultimo tango a Parigi deve la sua fortuna, la sua bellezza, la sua forza coinvolgente alla capacità di parlare con un’attualità disarmante, di solitudine, di incomunicabilità tra i sessi, di malinconia, di rimpianti, errori passati, speranze future, tracciando un ritratto quanto mai attuale nella sua drammaticità della società contemporanea, dove le avventure erotiche di Paul e Jeanne sembrano non destare più scalpore, ma quasi affascinare, intrigare lo spettatore, ma dove parlare di autentici sentimenti sembra essere pressoché impossibile.



Condividi