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Serie Tv News

Watchmen, in arrivo la serie tv targata HBO: tutto quello che c’è da sapere

È Damon Lindelof, produttore di The Leftovers e sceneggiatore di serie come Lost e Prometheus, a dare la notizia sul suo profilo Instagram. Watchmen, la storia creata da Alan Moore e Dave Gibbons, si farà, e sarà un adattamento seriale per la HBO.

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Watchmen è una miniserie a fumetti scritta dall’autore britannico Alan Moore e illustrata dal suo connazionale Dave Gibbons. È stata pubblicata in dodici albi mensili dalla statunitense DC Comics tra il 1986 e il 1987.

 

Day One.

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Nell’immagine, si vede la parte inferiore di una statua dorata con scritto “In gratitude”, un riconoscimento consegnato a Nite Owl, uno dei primi supereroi che, dopo anni al servizio della comunità, decide di tornare a essere un privato cittadino. Secondo alcune discrezioni, la serie tv non prenderà in considerazione quanto è avvenuto nella trasposizione cinematografica di Zack Snyder, che per primo nel 2009 propose sul grande schermo i principali eventi che riguardano gli uomini mascherati della DC Comics: i Minutemen, operativi in America durante il secondo conflitto mondiale e, successivamente, i Watchmen, nel dopoguerra. Il racconto seriale, quindi, sarà un vero e proprio reboot che ripercorrerà ex novo l’universo narrativo del graphic novel uscito nel 1986, con la possibilità, ancora non accertata, che possa attingere anche a Before Watchmen, una raccolta di fumetti pubblicata nel 2012 che illustra le loro precedenti avventure.

La notizia ha fatto il giro del mondo, con la gente davvero entusiasta all’idea di rivedere, in questo caso sul piccolo schermo, una ulteriore rivisitazione dell’opera di Moore e Gibbons. Il racconto è diventato un vero e proprio cult, tanto da entrare nella lista dei migliori 100 romanzi di tutti i tempi pubblicata dalla rivista Time. Perché un fumetto come Watchmen ha ottenuto un successo planetario non solo in termini di pubblico, ma anche di critica? Gli anni ’80 hanno in pratica rovesciato l’immaginario comune del supereroe di quartiere. Se si pensa ai protagonisti, tralasciando Mr Manhattan, l’uomo celeste non solo nel colore ma anche per quanto potenzialmente può influire sulla intera comunità, sono prima di tutto uomini che hanno preso a cuore le sorti della popolo. È l’essere umano il vero fulcro delle vicende dei diversi personaggi, con le sua altalenanti condizioni esistenziali.

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È possibile sprofondare nell’oscurità per gli innumerevoli errori commessi (il racconto si apre proprio con i detective che indagano sulla morte del Comico, caduto dal palazzo dove viveva), ma ci sono opportunità di rialzarsi e affrontarli (come il caso del secondo Nite Owl e di Silk Spectre nella parte centrale del racconto). I classici fumetti rappresentavano in maniera nitida una suddivisione strutturata e cristallina dei ruoli: c’è l’antagonista, che vuole portare caos e distruzione, e, infine, c’è l’eroe, che con i suoi poteri cerca di contrastarlo “con le buone”, e non con scorciatoie o con azioni al limite della legalità. Con Watchmen e con Batman: The Dark Knight Returns di Frank Miller vengono minate le fondamenta che tengono salde le ideologie convenzionali. Non esiste il bene o il male in assoluto, ma tutto appare disincantato.

Il contesto in questo caso aiuta molto la fantasia dei creatori. La guerra fredda spinge i due schieramenti, Stati Uniti e URSS, ad armarsi fino ai denti, con la paura che uno dei due Imperi sfoderino tutta la loro potenza per mezzo dell’atomica. La tensione è alle stelle, è tutte queste sensazioni, dall’oblio all’isolamento, sono percepibili in ogni singola vignetta. Moore e Gibbons per la prima volta inseriscono la realtà in un mondo essenzialmente di finzione, anche che si tratta di un’ucronia, un’insieme di eventi alternativi. Nixon è eletto per la terza volta, i Viet Cong vengono annientati, ma il resto della narrazione rispecchia una società complessa e variegata. Il marcio emerge dai quartieri della città in perenne deterioramento, una mutazione che avvolge inevitabilmente i suoi abitanti, nessuno escluso.

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Il graphic novel è inoltre un intreccio di stili e di racconti. Le vicende principali dei vari protagonisti vengono alternate da flussi narrativi aggiuntivi, come le parentesi nelle quali viene illustrato un giovane mentre legge un fumetto di pirati. In più, con il passare delle pagine si entra profondamente nel cuore della storia, dove la guerra nucleare in arrivo viene soppiantata da una riflessione sulla esistenza stessa del genere umano, con le parole illuminanti di Jon (Mr Manhattan) che riecheggiano quando si rivolge a Laurie Juspeczyk (Silk Spectre) su Marte (“Vedo lo spettacolo che ha generato i detriti. In confronto, la vita umana è breve e fugace”).

Il film riprende in parte la struttura del graphic novel. quando si rivolge al fumetto, riproduce fedelmente ogni singola scena, dalle inquadrature agli stessi dialoghi tra i soggetti. Le modifiche non sono mancate, dalla scelta di focalizzarsi sulle vicende centrali omettendone gli aspetti più variegati, fino ad alcuni cambiamenti narrativi più profondi che hanno portato non poche critiche da parte degli appassionati. Ciò nonostante, il regista riesce a garantire le sensazioni provate durante la lettura, dalle fasi caotiche di estrema violenza a quelle più delicate, ancora più apprezzate con le musiche dei Simon & Garfunkel (“The sound of Silence”) e dell’immenso Jimi Hendrix (“All Along The Watchtower”).

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