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Conferenza stampa William Friedkin al Lucca Film Festival

Con questo articolo potete ascoltare la piacevole e stimolante chiacchierata che noi giornalisti abbiamo avuto con William Friedkin, il regista de L’esorcista. In coda all’articolo un breve video della conferenza stampa durante il quale Friedkin parla del suo rapporto con il Maestro Alfred Hitchcock.

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Sabato 2 aprile in occasione della nuova edizione del Lucca Film Festival si è tenuta la conferenza stampa del regista William Friedkin (Il braccio violento della legge, L’esorcista, Bug, Killer Joe). Nell’arco di un’ora il regista si è dimostrato alla mano, ironico e terribilmente lucido e disincantato.

Nel corso della conferenza stampa il regista americano ha detto di amare profondamente tutto il cinema di Fellini ed in particolar modo Amarcord (1973) e Otto e 1/2 (1963) che hanno influito sul suo modo di fare cinema. Il miglior regista americano di tutti i tempi, per l’autore, è Buster Keaton: definito fenomenale. I registi contemporanei che Friedkin, ha ammesso di stimare maggiormente sono i fratelli Coen, Paolo Sorrentino e Matteo Garrone.

Friedkin ha parlato del suo rapporto con la musica e con l’opera e di come abbia amato dirigere diverse opere italiane che lo hanno costretto a imparare a leggere l’italiano. Il regista ha scherzato col pubblico dicendo che gli riesce più facile leggere un libretto del grande compositore Verdi piuttosto che ordinare, in italiano, un hamburger in un bar.

Il regista ha spiegato a noi giornalisti che il cinema sia per lui un lavoro di squadra e che il regista, nonostante sia il titolare dell’opera, non possa fare niente senza una crew e che ha quindi la responsabilità di trovare dei collaboratori adatti.

Friedkin ha detto di essere rimasto folgorato dalla bellezza architettonica del nostro paese e ha commentato amaramente come gli americani, a differenza di noi europei non abbiano la cultura della “conservazione della salvaguardia del patrimonio artistico”. “Una qualsiasi strada di una città come Lucca, in America verrebbe messa in un museo. Qui, invece, voi potete godere liberamente di tutto ciò. Quello che per voi è scontato per noi americani è straordinario”.

Parlando di quello che forse è il suo film più famoso, L’esorcista (1973), il regista ha stupito tutti gli astanti quando ha detto che non aveva l’intenzione di realizzare un film horror. L’idea di realizzare il film nacque da un articolo di giornale che narrava la storia di un ragazzino posseduto. Terrorizzato dopo la lettura dell’articolo egli decise di dar vita ad un film che narrasse quella storia. Che volesse dar vita ad un documentario? Non si sa che genere di film volesse realizzare. Friedkin non l’ha chiarito, ha solo detto che non doveva essere un horror, ma che comprende come mai la gente lo consideri tale.

Parlando del cinema di paura, il regista sostiene che sia facile spaventare il pubblico ambientando di notte il film, con un’atmosfera notturna e ovattata. Ne L’esorcista egli cerca di far avanzare il male (la dicotomia bene-male è da sempre un tema caro a Friedkin) in piena luce ed è fprse questo che lo rende così spaventoso ancora adesso.

Il regista si è poi divertito a chiedere a noi giornalisti che ne pensiamo del presidente del consiglio Renzi. Tra una risata imbarazzzata e un colpo di tosse il regista ha poi proseguito sostenendo che Trump potrebbe diventare il nuovo presidente americano e che ha delle caratteristiche che lo accomunano con Silvio Berlusconi. Pur non comprendendo “il fenomeno Donald Trump” egli non si è detto troppo felice neanche degli altri contendenti alla Casa Bianca e che chiunque sieda nella stanza ovale, esiste il forte rischio di finire dalla padella nella brace.

Di seguito la registrazione audio dell’intero incontro tenutosi sabato mattina e immediatamente dopo un breve video che chiude la conferenza stampa.

Qui trovate alcune foto dell’evento.

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Il regista ha stupito tutti decidendo di sedersi sul tavolo e di fare da li la conferenza stampa

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Friedkin alla fine della conferenza stampa si è divertito a mettersi in posa per noi giornalisti.

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Foto in cortile.

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Vi sareste mai aspettati di vedere il regista dell’Esorcista fare una cosa del genere?

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Che occhi, che sguardo..

Andrea Bianciardi

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