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IN SALA

Suite Francese

Di certo, Suite Francese non è “la più grande storia d’amore mai raccontata”, ma è senz’altro una travolgente riscoperta dell’amore in senso lato: quello tra un uomo e una donna, tra un civile e la sua terra, ma soprattutto l’amore di se stessi, al di là di qualsiasi identità imposta e comandata

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Sinossi: Lucile è una bellissima donna nella Francia del 1940. Come tante altre, vive attendendo la fine della guerra e il ritorno del marito partito per il fronte. Sua suocera è una donna sgradevole e autoritaria, che l’accoglie in casa e la costringe ad una quotidianità opprimente, in cui le ore sembrano non trascorrere mai. Quando i soldati tedeschi invadono la piccola cittadina in cui vivono, ogni famiglia è costretta ad ospitare un soldato tedesco e alla porta delle due donne a bussare è Bruno von Falk, un ufficiale raffinato e misterioso. Dopo un periodo di gelidi silenzi, con l’invasore nemico Lucile riscopre la passione e sentimenti che teneva rinchiusi da tempo, tra le pareti soffocanti della sua esistenza fatta di maschere.

RecensioneSaul Dibb torna dietro la macchina da presa, portando sul grande schermo il romanzo riscoperto di Irène Némirovsky, la cui storia meriterebbe d’essere raccontata oltre la storia che narra.

La scrittrice affidò i suoi quaderni alla figlia e alla sorella, ma solo negli anni ’90 quelle pagine furono lette e riga dopo riga ritrovata la prima parte di un romanzo che, pubblicato nel 2004, divenne un successo editoriale.

La vicenda della Némirovsky riacquista vita nella riscoperta di Suite Francese, sullo scenario di una guerra folle dove i protagonisti non indossano divise, ma sono gli uomini – semplici e imparziali – vestiti unicamente dei loro sentimenti, come la stessa Némirovsky che, da scrittrice già affermata e conosciuta, passò gli ultimi giorni della sua vita ad Auschwitz, in quella dimensione surreale in cui i ruoli si mischiano e s’invertono inesorabilmente.

Bruno e Lucile sono in costante lotta contro i nemici sul campo e le avversità interiori. In contrasto tra quello che sono e quello che devono essere, tra quello che vogliono e quello che possono avere.

Dalla sterile apparenza, l’evoluzione della loro battaglia non raggiunge il trionfo, ma si rivela in quello che noi stessi di loro riusciamo a vedere, all’inizio e alla fine del percorso.

Di certo, Suite Francese non è “la più grande storia d’amore mai raccontata”, ma è senz’altro una travolgente riscoperta dell’amore in senso lato: quello tra un uomo e una donna, tra un civile e la sua terra, ma soprattutto l’amore di se stessi, al di là di qualsiasi identità imposta e comandata.

La trasformazione di Lucile è il ritratto della guerra, che dal fronte si concentra nelle battaglie dell’animo e disegna il profilo di una protagonista, che dall’oscurità si afferma come donna e come entità politica.

L’insolita prospettiva da cui viene rivista la guerra prende forma attraverso un grande cast al femminile: Michelle Williams, Kristin Scott Thomas, Ruth Wilson interpretano le donne che attendono, soffrono, lottano e, alle volte, vincono. Il ritratto dei personaggi si definisce al di fuori degli stereotipi e dei ruoli storici ai quali siamo abituati e la passione dilaga perché non esplode, ma rimane un’idea, espressa sottovoce, trattenuta e poi sbocciata, come le pagine di un bellissimo libro, dimenticato per più di cinquant’anni.

Claudia Cicciotti

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  • Anno: 2015
  • Durata: 107'
  • Distribuzione: Videa - CDE
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Gran Bretagna, Francia, Canada
  • Regia: Saul Dibb
  • Data di uscita: 12-March-2015