Festival di Roma: “Prima del film” di Marco Chiarini e Mario Sesti

Il singolare incontro/confronto fra Marco Bellocchio, Ettore Scola e Paolo Virzì, ospitato dal Maxxi il 23 Ottobre, è stato fra gli eventi più seguiti della nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma.

La scoperta che i tre registi sono accomunati da una curiosa passione per il disegno, la stessa che già coltivava Federico Fellini, ha ispirato a Marco Chiarini (noto autore del film L’Uomo Fiammifero e del libro illustrato omonimo), insieme a Mario Sesti, prima l’allestimento di una mostra di 100 disegni originali firmati da Fellini, Scola e Virzì presso L’Arca di Teramo e poi la realizzazione del documentario Prima del film, che è stato presentato all’evento.

Nei 40 minuti dell’opera, i tre registi non hanno alcuna esitazione a disegnare davanti alla macchina da presa e si divertono a raccontare quest’attività che svolgono nei momenti e nei luoghi più vari, al bar o mentre parlano al telefono, quasi mai su degli album ma spesso e volentieri su supporti cartacei improvvisati come un tovagliolo o la busta di una bolletta. E’ un modo di passare il tempo, fra un film e l’altro, mantenendo allenata la propria reattività rispetto al mondo circostante. Una sorta di flusso di coscienza continuo.

Al contrario di come si potrebbe pensare, nessuno di loro sente la necessità di pre-visualizzare le inquadrature di un film o tracciare uno storyboard: in un Cinema autoriale e senza grandi effetti digitali come quello italiano è più importante parlare insieme agli attori direttamente sul set e realizzare un lavoro di squadra. Tuttavia, nelle fasi di preparazione di un film, i disegni possono aiutare il regista ad esprimere un’idea nel suo dialogo con il costumista o con lo scenografo. Addirittura, il disegno può riuscire a convincere un attore ad interpretare un ruolo: Virzì ha raccontato al pubblico che per il suo film N (Io e Napoleone) Daniel Auteuil era riluttante perchè non si sentiva somigliante al condottiero ma, dopo aver visto il proprio profilo tracciato a mano dal regista su una copia del ritratto di Bonaparte, si esaltò.

Prima del film ha il merito di documentare un’attività creativa che altrimenti andrebbe dispersa, visto che Bellocchio non dipinge più da quando ha intrapreso la carriera registica, Scola cestina quasi tutti i suoi disegni e Virzì regala le sue caricature alle persone ritratte. Ma questi “pupazzi” o “scarabocchi”, come qualcuno di loro li definisce, sono diversi dai personaggi dei film perchè sono indipendenti subito dopo essere scaturiti dalla mano degli autori. E “aiutano ad andare avanti- dice Scola -perchè ricordano che c’è sempre un lato buffo della vita, un lato buffo che prevale”.

Lucilla Colonna



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