Il 16 febbraio 2026 ci ha lasciati Frederick Wiseman, il “filosofo del reale” che ha trasformato il documentario in una forma d’arte pura e monumentale. La Biennale di Venezia, legata al regista da un sodalizio ultra-cinquantennale, ha voluto rendere omaggio alla sua memoria con un messaggio di profondo cordoglio, ricordandolo come una voce insostituibile del cinema indipendente.
Il legame indissolubile col Festival
Il rapporto tra Wiseman e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica è stato uno dei più longevi della storia del festival. Iniziato nel lontano 1969 con Law and Order, questo viaggio artistico si è concluso solo recentemente, nel 2023, con la presentazione di Menus Plaisirs – Les Troisgros.
In mezzo a questo mezzo secolo di storia, Wiseman ha portato al Lido ben 12 opere, tra cui i capolavori Hospital (1970), Ex Libris – The New York Public Library (2017) e il monumentale City Hall (2020). Il coronamento di questo legame è avvenuto nel 2014, quando la Biennale gli ha conferito il Leone d’Oro alla carriera, riconoscendolo come il massimo esponente del cinema “osservativo”.
Con la sua scomparsa, il cinema perde un autore che non ha mai smesso di essere curioso. Anche superati i novant’anni, Wiseman continuava a girare e montare con la precisione di un chirurgo, dimostrando che la realtà, se guardata con la giusta pazienza, è più avvincente di qualsiasi finzione.