Presentato al Sundance Film Festival del 2011, The Future è ora disponibile su Mubi. Scritto, diretto e interpretato da Miranda July, è la seconda opera dell’autrice dopo Me and You and Everyone We Know. Il film, presentato anche al Festival di Berlino, segue le difficoltà di una coppia alle prese con una relazione stagnante, fra di loro e con la vita.
The Future: su Mubi un film sulla stasi dei trent’anni
The Future ci porta in un mondo che conosciamo, esplorato già da molto cinema indipendente. La coppia dei trentacinquenni Sophie (Miranda July) e Jason (Hamish Linklater) è in una fase di stallo. Lei è un’insegnate di danza per bambini frustrata, lui un operatore telefonico. Quando scoprono che la gatta che vorrebbero prendere in adozione potrebbe sopravvivere per anni, i due percepiscono il mese che li separa dall’adozione come una chance della vita. La scadenza comporta una presa di coscienza su cosa fare davvero del proprio tempo.
Inizialmente ciò ha il sapore di una libertà ritrovata: entrambi si licenziano, sono sorridenti ed eccitati da una nuova prospettiva sul futuro. Tuttavia, ben presto, questa libertà mostra i suoi limiti. July usa al meglio il linguaggio cinematografico per catturare quel senso di inadeguatezza intergenerazionale e fortemente legato ai momenti di passaggio. Così, il nuovo lavoro porta a porta di Jason non serve tanto a farci riflettere su come il mondo stia collassando su se stesso, quanto su come le nostre singole vite siano solo in parte legate alla nostra volontà.
Miranda July sfrutta al meglio le possibilità del cinema
Una verità amara, per un film amaro: The Future riflette sul tempo sin dal suo titolo e utilizza il personaggio di Paw Paw come pretesto narrativo. La gattina, che sarà una delusione, è un po’ l’allegoria del tempo che passa comunque, per quanto si cerchi di evitarlo. La relazione di Jason e Sophie è destinata a fallire non solo per problemi di comunicazione, ma perché ha fatto il suo corso. Le loro vite sono ancora giovani, ma July sembra voler dire che ciò che spesso manca è il coraggio di cambiare del tutto la propria esistenza.
Sophie, invidiosa della receptionist che riscuote grande successo con i balletti su YouTube, non riesce a crearsi una carriera simile, ma soprattutto non ci prova nemmeno. La vediamo fallire e fermarsi, statica come quando, all’inizio del film, Jason la rende immobile, come per magia, in una situazione di flashforward che preannuncia una svolta quasi surreale del film.
Rimanere immobili di fronte alla realtà
The Future sa ben utilizzare lo strumento del cinema nel rendere l’idea di un’immobilità pesante che si trasforma in realtà. Un esempio: l’ espediente del sommario con cui, in un campo-controcampo, Sophie si vede letteralmente crescere di fronte ai possibili figli delle migliori amiche, mentre lei resta sempre la stessa.
L’autrice ha sottolineato che la sceneggiatura ha seguito proprio quel senso di angoscia provato nel vedere un rapporto sgretolarsi fra le mani. Uno dei temi fondamentali della pellicola è quello dell’ invecchiamento percepito come minaccia per il desiderio di diventare famiglia. Mancano le sicurezze di base di un tempo. Senza un lavoro ben pagato, e spesso senza casa, se manca anche la fiducia nell’altro ecco che l’avvenire sembra davvero nebuloso.
July ha il merito di utilizzare tutta la sua creatività, di essere onesta e rischiare. Crea un dramma silenzioso e intenso che sa riferirsi bene anche alla società attuale, con le sue pressioni e i continui confronti.
Un indie classico, prigioniero di sé stesso
The Future, tuttavia, pecca di quello che potremmo definire un eccesso di straniamento. La gattina, doppiata con voce inquietante dalla stessa July, finisce per rappresentare una sorta di memento mori agghiacciante e alieno. I personaggi, portati in scena egregiamente dagli attori protagonisti, non sembrano compiere nessuna evoluzione. La loro presa di coscienza è talmente limitata da questa scelta low-profile da passare quasi in secondo piano. The Future ha certo il merito di porre degli interrogativi, e dimostra come il ruolo del cinema non sia quello di fornire risposte. Tuttavia, è difficile dire se gli stessi personaggi di July siano consapevoli di qualcosa in più rispetto all’inizio del film. La narrazione sembra fare emergere così qualcosa di già noto. Con tutto il bene e il male che questo comporta.