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‘Primal’: una terza stagione che dona “nuova vita” alla serie

Nonostante i dubbi iniziali, la terza stagione di 'Primal' conferma le stesse qualità delle stagioni precedenti ed amplia gli orizzonti narrativi.

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Quella di Primal, serie animata di Genndy Tartakovsky uscita per la prima volta nel 2019 su Adult Swim, è diventata negli anni uno dei migliori prodotti del genere, capace di trascendere anche il target di riferimento e di rappresentare, a tutti gli effetti, un vero e proprio romanzo visivo sulla natura umana. Infatti, la serie del creatore di Samurai Jack e Il laboratorio di Dexter è il racconto di un viaggio che indaga la violenza intrinseca del mondo, non solo quella umana, che fa parte della sua esistenza fin da quando la vita esiste, raccontando allo stesso tempo una storia di adattamento e di umanità.

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Quest’ultimo fattore trova la sua carta vincente nei due protagonisti, Spear e Fang, rispettivamente un Neanderthal e un T-Rex: due figure agli antipodi che trovano nella loro perdita personale e nella furia reciproca il movente per attraversare questo mondo selvaggio e crudele.

Primal: un percorso ben delineato

Nel finale della seconda stagione si pensava che il loro viaggio fosse arrivato a una conclusione che, nonostante un sacrificio tragico, lasciava anche una speranza ottimistica per ciò che avevano seminato nel loro cammino. Questo non lasciava presagire una nuova stagione, se non eventualmente come passaggio di testimone a una nuova generazione pronta a raccoglierne l’eredità.

Tuttavia Genndy Tartakovsky sovverte le aspettative del pubblico e riesce a ridare nuovamente “vita” al personaggio di Spear, riportandolo nello stesso mondo che lo aveva “torturato” nelle precedenti puntate, ma facendogli vivere questa volta una nuova esperienza. Non si tratta più di sopravvivere a un mondo che rappresenta l’inferno in terra: qui l’inferno è reale. Il corpo ambulante di Spear deve affrontare una realtà ancora peggiore di quella che ricordavamo, con insidie sempre più feroci e creature pronte a disintegrarlo.

Primal: Il mito greco dell’anima

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Il viaggio del protagonista è simbolico: non è soltanto fisico. Il suo corpo ha oltrepassato la soglia della vita, ma sente ancora il peso delle ferite e delle lacerazioni mortali; è soprattutto spirituale. Questo aspetto è fondamentale per comprendere la terza stagione di Primal, che richiama simbolicamente la poetica di Platone.

Il celebre filosofo greco racconta, nel Fedro, il mito del carro e dell’auriga, spiegando il concetto di reminiscenza dell’anima: durante la reincarnazione emergono ricordi legati alla vita precedente. Il carro è trainato da due cavalli, uno bianco e uno nero: il primo rappresenta la parte irascibile, legata agli impulsi nobili e rivolta al mondo delle idee; il secondo incarna la parte concupiscibile, legata agli istinti più bassi. A guidarli vi è l’auriga, simbolo della ragione, che tiene insieme e governa entrambe le forze.

La lotta descritta da Platone è assimilabile a quella che percorre Spear per tutta la terza stagione, dove una parte di sé riscopre il suo passato e tutte le persone incontrate lungo il cammino. La terza stagione di Primal è un viaggio alla riscoperta della propria esistenza e della propria anima, che ci permette di comprendere le nostre azioni e ciò che abbiamo lasciato indietro.

Primal: tanta violenza e tanti silenzi

Ciò che ha sempre contraddistinto la serie di Tartakovsky è la sua narrativa “silenziosa”, in cui i dialoghi sono ridotti all’osso, fatti di grugniti e canti tribali. Il resto viene raccontato attraverso le immagini, le situazioni e le espressioni dei personaggi, che trascendono sia l’orrore sia la furia del racconto.

Tartakovsky, riprendendo lo stile di artisti come Richard Fleischer e Chuck Jones, attinge a piene mani anche dall’estetica adulta e “rozza” del maestro dell’animazione Ralph Bakshi. Opere come Fire and Ice rappresentano una delle principali fonti d’ispirazione di Primal, soprattutto per raccontare questo mondo preistorico e selvaggio, in cui crudezza e rabbia fanno da padrone, con risultati pienamente riusciti.

Conclusioni

La terza stagione di Primal non è soltanto un’ottima nuova annata della serie, ma anche un’opera animata di grande valore filosofico oltre che artistico. È uno dei pochi prodotti animati in cui si parla metaforicamente del concetto filosofico dell’anima, in particolare di ciò che vive dopo la sua “fine materiale”.

Un viaggio quasi dantesco in un “altromondo” più crudele di quello reale, che conferma la grandezza narrativa e visiva dell’autore russo. Con ogni probabilità anche i fan più scettici si ricrederanno, ritrovando un’altra stagione di grande qualità e confermando la potenza  di questo romanzo animato della preistoria.

Primal

  • Anno: 2026
  • Distribuzione: HBO Max
  • Genere: Animazione
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Genndy Tartakovsky
  • Data di uscita: 15-January-2026