Anche quest’anno la Redazione di TaxiDrivers ha espresso le proprie preferenze tra i film usciti nelle sale italiane. La selezione comprende pellicole che non solo riflettono una preferenza artistica individuale, ma mirano anche a suscitare un senso di responsabilità collettiva, in un anno segnato da eventi drammatici a livello internazionale.
Un anno, il 2025, segnato da un cinema politico e morale, attraversato da domande su identità, colpa, giustizia e sopravvivenza. Molti dei film più apprezzati rifiutano il buonismo e scelgono la complessità, parlando di individui travolti dalla Storia e da comunità che faticano a rialzarsi.
È un cinema che chiede attenzione e partecipazione, spesso scomodo, ma necessario.
I Migliori film del 2025
1. Una battaglia dopo l’altra
Regista:Paul Thomas Anderson Con:Leonardo DiCaprio
Trama Bob Ferguson è un ex militante radicale che ha lasciato la sua vita di violenza politica e vive sotto falso nome con sua figlia Willa. Quando un nemico del passato riappare e sua figlia scompare, Bob è costretto ad affrontare nuovamente il caos che aveva cercato di lasciare alle spalle.
«La musica di Jonny Greenwood è sempre unica e speciale… la tensione è palpabile, una combinazione di azione e sottile dramma familiare.»
Paul Thomas Anderson costruisce un racconto sul fallimento delle utopie e sulla violenza che sopravvive alle ideologie. Il protagonista, ex militante rivoluzionario, non è un eroe ma un relitto: la sua battaglia non è più politica, è privata, familiare, disperata. Il film alterna grottesco e tragedia, trasformando la paranoia americana in una riflessione sul presente.
«Gli antieroi di Anderson sono ridicoli e pericolosi allo stesso tempo: umani prima che simboli, persi in una rivoluzione che non sanno più nominare.»
2. Il seme del fico sacro
Regista: Mohammad Rasoulof
Con Missagh Zareh
Trama
Iman ha appena ottenuto l’ambita promozione a giudice istruttore presso il Tribunale rivoluzionario di Teheran quando un’ondata di proteste popolari inizia a scuotere il Paese. A casa, le sue due figlie Rezvan e Sana, studentesse, sono forti sostenitrici delle proteste, mentre la moglie Najmeh cerca di conciliare gli schieramenti.
Un film che lavora per metafore e silenzi. La crescita del fico sacro diventa immagine di resistenza, ma anche di ambiguità morale. Il cinema qui è gesto politico implicito: ogni scelta dei personaggi riflette un compromesso con il potere o con la paura.
Trama Basato su fatti reali, il film segue i soccorritori della Mezzaluna Rossa nella loro lotta per salvare una bambina intrappolata nell’auto in mezzo a un conflitto armato. La narrazione si concentra sull’intensità emotiva dell’attesa e sulla voce reale della bambina come elemento centrale.
Un’opera durissima che rifiuta qualsiasi forma di spettacolarizzazione del dolore. Il film si affida quasi esclusivamente alla voce, al tempo reale, all’assenza di immagini consolatorie. È cinema come atto di testimonianza, che mette lo spettatore di fronte a una responsabilità etica.
Trama Un incidente stradale apparentemente banale riporta alla luce traumi irrisolti: un gruppo di ex detenuti crede di riconoscere nel responsabile il proprio torturatore.
Da un evento minimo nasce una riflessione enorme su vendetta e giustizia. Il film interroga lo spettatore: è possibile riconoscere il male? E cosa significa punirlo? Il racconto procede per dubbi, non per certezze, evitando ogni giudizio netto.
Trama Tre amici attraversano la Pianura Padana in una notte di vagabondaggio alla ricerca di un improbabile “tesoro”, tra dialoghi, pause, incontri e una malinconia sospesa.
Un road movie notturno e minimale, in cui la Pianura Padana diventa spazio mentale prima che geografico. Il film cattura l’immobilità, la stanchezza emotiva di una generazione sospesa, con uno stile asciutto e profondamente italiano.
Trama Un architetto sopravvissuto ai traumi estremi della storia tenta di ricostruire la sua carriera e la sua vita negli Stati Uniti, affrontando compromessi artistici, morali e umani. Un film potente su identità e memoria storica.
Monumentale e rigoroso, il film racconta l’America come promessa tradita. L’architettura diventa metafora del trauma: costruire significa sopravvivere, ma anche deformarsi. Un’opera ambiziosa che chiede tempo e attenzione.
Trama Teddy Gatz, aiutato dal cugino neurodivergente Don, rapisce Michelle Fuller, CEO dell’azienda farmaceutica Auxolith; la donna viene imprigionata nel seminterrato della casa rurale dove abitano i due. Teddy, convinto teorico della cospirazione, crede che Michelle appartenga in realtà a una specie aliena, gli Andromediani, infiltratasi ai vertici della popolazione mondiale allo scopo di sfruttare gli esseri umani per i propri esperimenti.
Cinema disturbante e paranoico, che riflette sul controllo, sulle ossessioni complottiste e sulla fragilità della percezione contemporanea. Un film volutamente destabilizzante, che divide ma lascia il segno.
Trama Rita Mora Castro, bistrattata praticante di uno studio legale di Città del Messico, fa vincere al suo capo una causa importante, convincendo la giuria che il loro cliente, un uomo importante, non sia colpevole di aver ucciso la moglie come effettivamente ha fatto, bensì che la donna si sia suicidata.
Un’opera ibrida e audace: musical, crime movie e melodramma convivono in un racconto di trasformazione identitaria. Il film sfida i generi e mette in scena il corpo come campo di battaglia politico.
Trama La dodicenne Bailey vive con suo fratello Hunter e suo padre Bug in una casa occupata abusivamente nel nord del Kent. Siccome Bug non ha molto tempo per loro, Bailey, che si avvicina alla pubertà, comincia col cercare attenzioni altrove.
Un racconto di formazione ruvido, fatto di corpi giovani, margini urbani e desiderio di fuga. La regia privilegia l’istinto e la fisicità, restituendo un’adolescenza senza romanticismi.
Trama 1995, Cina. Con la politica del figlio unico in pieno vigore, i genitori delle piccole Yun e Mei decidono di tener segreta la seconda per evitare denunce. Fin da bambine, le due figlie sono educate alle arti marziali.
Un noir urbano che usa lo spazio cittadino come luogo di esclusione e conflitto. Il film lavora sui confini – geografici e morali – mostrando come la città possa diventare una gabbia invisibile.