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Rome Independent Film Festival

‘Una’ di Ludovica Clemente: la forza muta di chi sceglie di reagire

Un viaggio notturno tra paura e libertà: il debutto di Ludovica Clemente, in concorso al Rome Independent Film Festival, dà voce al silenzio delle donne.

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“È normale correre di notte se sei donna”:  questa la risposta che riceve la protagonista dal suo psicologo quando racconta la sua fobia di uscire la sera da sola, ed è sempre questa la risposta che molte donne ricevono quando raccontano lo stesso timore.

Una, cortometraggio scritto, diretto e interpretato da Ludovica Clemente, in concorso al Rome Indipendent Film Festival trova così la sua voce: quella di un cinema capace di raccontare la paura e la resistenza delle donne in una società che troppo spesso resta muta davanti alla violenza quotidiana.

Una. Un linguaggio visivo fatto di silenzi e tensione

Prodotto da Alcor Film e distribuito da Premiere Film, Una (2025) è un’opera prima che sorprende per la sua essenzialità registica e intensità narrativa. La trama, solo apparentemente semplice, segue una ragazza che torna a casa da sola una sera. Lungo il tragitto, incontra un gruppo di ragazzi che inizia a infastidirla. Il mondo intorno resta indifferente, ma lei sceglie di reagire — non con parole o con gesti prevedibili, bensì a modo suo. In questo gesto muto e potente si condensa il senso profondo del film: la rivendicazione di una libertà personale e la denuncia di un sistema sociale che ancora non sa ascoltare.

Una

La regia di Ludovica Clemente si distingue per la capacità di trasformare le sue paure più profonde in linguaggio visivo. I lunghi silenzi, la camera che segue passo passo ogni movimento della protagonista, la fotografia di Alain Parroni, fredda e tagliente come il neon notturno di una città indifferente, costruiscono una tensione che non si scioglie mai del tutto.
Il montaggio di Chichi Taddeucci e il suono di Francesco Cucinelli contribuiscono a creare un’esperienza sensoriale intensa, dove il non detto — i respiri trattenuti, i passi nel buio — diventa il vero centro della narrazione.

Una notte qualunque, una paura universale

“Nella notte buia, io non ho paura, anche se la sera guardo giù per terra, perché, sai, non sembra, ma qui c’è una guerra” canta la cantautrice romana Margherita Vicario in Mandela (2019), denunciando la condizione di timore che molte donne provano quando rientrano a casa da sole. Il brano nasce anche come risposta a un grave fatto di cronaca avvenuto a Firenze nel 2017, quando due carabinieri in servizio abusarono di due studentesse statunitensi, approfittando del loro stato di ubriachezza.

Le fobie raccontate in Una assumono così un respiro universale, ma Ludovica Clemente evita ogni retorica o compiacimento morale: sceglie invece di rappresentare, in un silenzio urlato, il disagio profondo e radicato nell’animo femminile, frutto di una società e di un sistema educativo profondamente patriarcale. Fin dall’infanzia, infatti, si insegna alle ragazze che “è pericoloso uscire la notte”, invece di educare gli uomini all’affettività e al rispetto.

Finché questa sarà la base del sistema sociale, sarà perciò necessario ribellarsi — anche solo ballando freneticamente, in mezzo alla strada, una canzone di Chappell Roan, nel silenzio generale, se è quello che serve per farsi sentire.

Un cinema che non ha paura di guardare

Con Una, Ludovica Clemente mette in scena un racconto necessario e personale, ma soprattutto umanamente condiviso: il diritto di ogni donna a camminare senza paura, il peso del silenzio sociale e la forza, silenziosa ma dirompente, di chi sceglie di non essere più una vittima.
Un cortometraggio breve ma incisivo, capace di trasmettere la tensione, la rabbia e la speranza di un cinema che non teme di guardare in faccia la realtà.

Una

  • Anno: 2025
  • Durata: 10'
  • Distribuzione: Premiere Film
  • Genere: Cortometraggio
  • Nazionalita: Italiana
  • Regia: Ludovica Clemente
  • Data di uscita: 21-November-2025