Dall’8 al 15 novembre ad Aosta la quindicesima edizione del FrontDoc – Festival Internazionale del Cinema di Frontiera, dedicato al cinema del reale inteso come mezzo e risorsa per raccontare in immagini le storie di confine.
Nato nel 2008 da un’idea di Luciano Barisone e Carlo Chatrian, con la direzione di Nora Demarchi e Gian Luca Rossi, organizzato dall’Associazione Promozione dell’Audiovisivo Valle d’Aosta ETS, FrontDoc mira a raccontare il presente con coraggio tra l’etica dei discorsi sulla frontiera e l’estetica del cinema, con un concorso internazionale di 27 film suddiviso in tre categorie: lungometraggi, cortometraggi e da quest’anno, la sezione F(r)iction dedicata ai lavori di finzione e d’animazione sulla frontiera, fisica e mentale che sia.
Ad arricchire la programmazione del FrontDoc anche la sezione Frontiera Italia, sui film più interessanti del panorama nazionale, e le opere Fuori Concorso, alla presenza degli autori. Ci saranno, in tal senso, nomi di rilievo come Claire Simon che presenterà il suo ultimo film Scrivere la vita – Annie Ernaux raccontata dalle studentesse e dagli studenti, fresco di anteprima alle Giornate degli Autori a Venezia 82.

Il festival si aprirà l’8 novembre con il concerto della cantante valdostana Maura Susanna che pregusta i toni del film di apertura Canone effimero dei fratelli Gianluca e Massimiliano De Serio. In sezione Forum alla Berlinale 75, compone un collage di diverse realtà italiane attraverso gli strumenti musicali che contraddistinguono ognuna di esse.
Ci sarà spazio, il 9 novembre alle 18.30, anche per un’altra nuova frontiera del cinema come la realtà virtuale, con l’istallazione La belle au bois dormant di Giuliana Cunéaz, opera intessuta sul dialogo tra parole, emozioni e tracciati algoritmici.
A proposito dei nuovi confini audiovisivi, il 10 novembre sarà il giorno della presentazione del podcast originale RaiPlay Sound 9999. Una grande vita lunga con Giovanni Cioni e Giovanni Farina; quest’ultimo ex ergastolano sopravvissuto alla condanna del “Fine Pena Mai”. Poi verrà presentato il lavoro collettivo Nella colonia penale di Gaetano Crivaro, Silvia Perra, Ferruccio Goia e Alberto Diana.
Durante il FrontDoc, poi, non mancherà uno sguardo sulle contaminazioni tra cinema e intelligenza artificiale in seno alla post-verità del nostro tempo. Il turco Alkan Avcıoğlu presenterà infatti il suo POST TRUTH: primo film realizzato interamente con l’intelligenza artificiale che si interroga su quel che resta della fede in uno sguardo puramente documentario.
Sul tema della migrazione e dell’esilio spiccano invece lavori come El Principe de Nanawa di Clarisa Navas, vincitore di Visions du Réel 2025, oltre a The Guest di Zvika Gregory Portnoy & Zuzanna Solakiewicz, Premio per la migliore fotografia a IDFA 2024.
Oltre alla migrazione fisica e globale c’è tutto un cinema giocato sui conflitti taciti e invisibili. È il caso di Mr. Nobody Against Putin diretto da David Borenstein e Pavel Talankin. Premio Speciale della Giuria al Sundance 2025, si fa sguardo totalmente immerso nella società russa oltre le cronache di guerra.

Mr. Nobody against Putin di David Borenstein e Pavel Talankin – foto di Pavel Talankin – materiale stampa fornito da Made in Copenaghen
Sul discorso del potere e della violenza collettiva si muove invece 1001 Frames dell’iraniana Mehrnoush Alia, che dirige un film ibrido sull’abuso di potere nel mondo dello spettacolo e lo presenta al FrontDoc in anteprima italiana.
Dall’oppressione politica si passa a quella sociale con un filone di lavori che indagano la discriminazione attorno alla comunità LGBTQ+ come A Thing About Kashem di Bijon Imtiaz, ibrido di thriller psicologico, dramma intimo e critica sociale e La Moto di Matteo Giampetruzzi: apprezzatissimo a Venezia82, guarda alla scoperta del desiderio in età adolescenziale.
Il Festival FrontDoc, oltre alla cura della programmazione, darà spazio a numerose attività ancillari come il FrontLab, in collaborazione con Film Commission Vallée d’Aoste, laboratorio dedicato ai giovani professionisti del cinema e l’appuntamento con Il cinema di frontiera incontra le scuole (12-13-14 novembre), con una serie di matinées dedicate agli studenti valdostani sul tema delle migrazioni e delle nuove frontiere fisiche e digitali.
Come ogni anno poi, dal 9 all’11 novembre, si terrà anche la tappa finale di Itineranze Doc, percorso di formazione e training dedicato a giovani registi e ai loro progetti di cinema del reale in fase di sviluppo. Ideato da Luciano Barisone, Itineranze nasce dalla collaborazione tra storici festival italiani lungo tutto lo stivale: il Bellaria Film Festival, Festival dei Popoli di Firenze, Perugia Social Film Festival, FrontDoc e Sole Luna Doc Fest a Palermo. Ad Aosta, momento conclusivo del percorso, i partecipanti presenteranno il pitch dei loro progetti durante l’Industry Day di FrontLab.
“Dopo quindici anni, il concetto di frontiera resta al centro della nostra ricerca – dicono del FrontDoc i direttori artistici Nora Demarchi e Gian Luca Rossi – ma oggi lo intendiamo come un territorio fluido, in continua mutazione, dove i confini si dissolvono e si ridefiniscono costantemente. Viviamo in un presente liquido, in cui lo stesso concetto di realtà viene messo in discussione dalle nuove tecnologie e dalle forme di ibridazione che attraversano culture, identità e percezioni. FrontDoc nasce per esplorare questi margini instabili del reale, le voci invisibili e i gesti di resistenza che attraversano il nostro tempo. In questo contesto, il cinema rimane il linguaggio più libero e umano per raccontare ciò che cambia e ciò che resiste, tracciando nuove geografie di senso“.