‘The Sandman’ 2: la stagione finale ha preso il via su Netflix
Dopo il debutto acclamato della prima stagione, 'The Sandman' 2 arriva con nuove storie, vecchi demoni e un epilogo che promette di segnare la fine di un’era
A quasi tre anni dal debutto della prima stagione, The Sandman 2è arrivato su Netflix con la seconda parte del suo viaggio onirico. La serie, basata sull’omonimo capolavoro di Neil Gaiman per DC Comics, si è fatta attendere, ma il risultato non ha deluso: è già entrata nella Top 10 globale di Netflix, confermando l’attenzione e l’affetto del pubblico per l’universo creato da Gaiman.
Questa nuova stagione, divisa in due volumi e arricchita da un episodio speciale, si presenta come il capitolo più maturo e introspettivo dell’intera serie. Le storie sono tratte da alcuni degli archi narrativi più amati dei fumetti originali, come Season of Mists e Brief Lives, e portano in scena nuove ambientazioni, personaggi memorabili e scelte narrative che cambieranno profondamente il destino del Signore dei Sogni e del suo regno.
Dove ci aveva lasciato il Regno del Sogno?
La prima stagione aveva visto Sogno (o Morfeo) liberarsi dalla sua prigionia ultracentenaria, ricostruire il suo regno e affrontare vecchi nemici. Ma il ritorno non è mai facile per un Eterno.
Con il primo blocco di episodi della seconda stagione,The Sandman2 alza subito il tiro: Sogno si ritrova davanti a decisioni che potrebbero cambiare per sempre l’equilibrio tra sogno e realtà. Il passato torna a bussare con forza, e ogni scelta sembra avere un prezzo altissimo. In questo nuovo capitolo, il nostro Signore dei Sogni si muove tra alleanze inaspettate, minacce sempre più oscure e figure divine dal potere incalcolabile.
La serie continua a portarci nel cuore di un universo tanto poetico quanto pericoloso, in un viaggio che resta fedele allo spirito dell’opera di Gaiman, ma allo stesso tempo, non smette mai di sorprendere. E non è finita: il volume 2, in uscita il 24 luglio, è stato anticipato da un teaser mozzafiato. Il gran finale, un episodio speciale ispirato alla miniserie Death: The High Cost of Living, è atteso per il 31 luglio e promette di chiudere la storia con un tocco profondo e memorabile.
Morfeo e il sogno di un adattamento
Dietro le quinte, la squadra è quella delle grandi occasioni: Neil Gaiman stesso supervisiona ogni dettaglio creativo, affiancato da David S. Goyer e Allan Heinberg, che torna come showrunner. La produzione è targata Warner Bros. Television e DC Entertainment. Protagonista assoluto è ancora una volta Tom Sturridge nei panni di Sogno, con un cast corale che include Gwendoline Christie (Lucifer), Kirby Howell-Baptiste (Morte), Vivienne Acheampong (Lucienne) e Boyd Holbrook (il Corinzio).
The Sandman 2 – Volume 1: il ritorno che stavamo aspettando
I primi sei episodi della seconda stagione di The Sandman ci riportano in un mondo affascinante e profondo. Già dalla prima puntata si percepisce che qualcosa è cambiato. La narrazione è più matura, meno legata all’introduzione dell’universo e più concentrata sulle sue crepe. Lo stesso Sogno è cambiato: è sempre il Signore dei Sogni, ma stavolta con lati più umani e fragili. L’ombra del rimpianto aleggia ovunque, e ogni personaggio sembra muoversi in bilico tra ciò che era e ciò che potrebbe essere.
L’impianto visivo, da sempre uno dei punti forti della serie, continua ad affascinare: ogni scena è curata nei minimi dettagli, con immagini che sembrano uscite da un sogno. L’atmosfera resta magica, malinconica e un po’ inquietante, proprio come ce la ricordavamo. Ma qui non è solo estetica: l’uso dello spazio, della luce, delle architetture impossibili, diventa narrazione pura. Il Regno del Sogno si deforma con l’umore del suo Signore, si spezza, si ricompone. Tutto vive e respira con lui. La sensazione è sempre quella di fluttuare tra ciò che è reale e ciò che si teme, tra simbolismo e verità come nei migliori momenti del fumetto originale.
Tom Sturridge è sempre più convincente nel ruolo di Sogno, confermando l’impressione già lasciata nella prima stagione: con uno sguardo fermo o una battuta trattenuta, riesce a incarnare l’idea stessa di un’entità eterna, stanca e fragile. Attorno a lui, il cast lavora in equilibrio perfetto tra intensità e misura, con alcuni nuovi personaggi capaci di lasciare il segno in poche scene, e ritorni che aprono ferite mai chiuse.
Se c’è una cosa che questa seconda stagione fa davvero bene, è non cercare scorciatoie. Non semplifica, non addolcisce le cose. Al contrario, va dritta al punto, con sincerità e un tocco poetico, raccontandoci come il tempo che passa e i legami possono cambiarci.
In questo primo volume, The Sandman non cerca più di dimostrare cosa può essere. Lo è già. È un’opera che ha trovato il suo ritmo e la sua voce, che sa quando alzare il tono e quando sussurrare.
Un addio sognato: il congedo perfetto per l’universo di Sandman
Nonostante l’ottimo riscontro di pubblico e critica, Netflix ha già messo le carte in tavola: questa sarà l’ultima stagione di The Sandman. Una decisione che non arriva per caso, ma dalla volontà del team creativo di chiudere la storia nel modo giusto, restando fedeli all’opera originale di Neil Gaiman, senza trascinarla oltre il necessario.
Questa seconda stagione, infatti, va dritta al cuore di quello che Sandmanha sempre voluto raccontare: il potere delle storie. Lo ha detto chiaramente Tom Sturridge, in una recente intervista:
“Il punto di Sandman è che si tratta di narrazione, e quindi di molti, molti tipi diversi di storie. E il modo per accedervi, attraverso queste storie, sono i sogni. E ciò che unisce tutti noi, chiunque siamo, da dove veniamo, qualunque cosa ci siamo trovati ad affrontare nella nostra vita, è che tutti sogniamo”
Un’idea che si riflette in ogni episodio: sogno e realtà si fondono per parlare a ognuno di noi, toccando corde profonde e universali. Anche Neil Gaiman si è detto soddisfatto di come si è concluso il progetto, sottolineando quanto sia stato importante per lui proteggere la sua creatura:
“Per oltre 30 anni, il mio ruolo negli adattamenti di Sandman è stato solo quello di cercare di impedire che accadessero quelli brutti. E fortunatamente, ci sono sempre riuscito”
Sulla stessa linea anche Allan Heinberg, showrunner della serie, che ha voluto ricordare l’equilibrio cercato tra fedeltà e sorpresa:
“Abbiamo voluto restare fedeli all’opera originale, ma sorprendere comunque chi già conosceva ogni svolta. È il nostro modo per dire addio a questo universo.”
Un addio, sì, ma fatto come si deve: con cura, rispetto e tutto l’amore possibile per un opera, o meglio un sogno, che ha cambiato il modo di raccontare.