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Ralph Spaccatutto- Festival Internazionale del Film di Roma – Alice nella città

Ralph Spaccatutto è stato proiettato lo scorso martedì per le scuole della capitale.

Pubblicato

il

Anno: 2012

Distribuzione: WaltDisney Pictures

Durata: 95′

Genere: Animazione

Nazionalità: USA

Regia: Rich Moore

Fiore all’occhiello della sezione Alice nella Città e importante valore aggiunto del Festival di Roma, Ralph Spaccatutto è stato proiettato lo scorso martedì per le scuole della capitale. A presentare il film di fronte alla sala gremita e impaziente di indossare gli occhialini per il 3D c’erano il regista Rich Moore e il produttore Clark Spencer, entusiasti di testare l’accoglienza del nuovo film di casa Disney con il pubblico di giovanissimi cinefili romani. Dopo la brillante carriera televisiva che lo ha coinvolto in progetti animati di successo quali I Simpson e Futurama, era arrivato per Moore il momento di dirigere un lungometraggio per Walt Disney Animation Studios e di lavorare con un produttore esecutivo da Academy Award del calibro di John Lasseter.

La storia di Ralph Spaccattutto ci porta letteralmente all’interno dei videogames. A parlare è Ralph, il cattivo del videogioco 8-bit Felix Aggiustatutto Felix. Sono ormai 30 anni che il gigante e forzuto Ralph rompe tutto con le sue immense mani, venendo eclissato dal buon Felix che puntualmente ripara con il suo martello magico ciò che Ralph distrugge. Quando si spengono le luci nella sala giochi, Ralph è solo nella sua dimora, una triste discarica, mentre gli altri protagonisti del gioco si riuniscono attorno all’eroe come una vera famiglia. Ralph è disperato e ghettizzato, neanche il ‘gruppo di cattivi anonimi’ riesce a consolarlo per il disagio provocato dal ruolo che è costretto a recitare e che non sente adatto al suo animo buono. Così si mette in testa che la conquista di una medaglia per un atto eroico può rendergli il rispetto e l’affetto negati dalla parte a cui è stato condannato, e per raggiungere tale obiettivo decide di partire in ‘missione’ verso un’avventura mozzafiato che lo conduce nel mondo invaso di Hero’s Duty e in quello candito di Sugar Rush, dove imparerà il significato dell’amicizia grazie all’eccentrico glitch Vanellope.

Dice Lasseter a proposito del film: “In un buon film animato come questo ci sono tre elementi che funzionano: una storia avvincente e imprevedibile che lascia gli spettatori con il fiato sospeso fino alla fine, personaggi memorabili e un mondo credibile. Una delle cose che amo di più in Ralph Spaccatutto è che contiene quattro mondi unici e distinti: uno è il mondo in 8-bit di Felix Aggiustatutto Felix, un altro è il mondo iperrealistico di Hero’s Duty, il terzo è il mondo caramellato di Sugar Rush arricchito del gusto delle anime giapponese e il quarto è la Game Central Station, ispirato alla Grand Central Station di New York”. Ralph Spaccatutto “è un film on the road” – come afferma lo sceneggiatore Phil Johnston – dove il protagonista vive un momento di sconforto e di sofferenza, sente di dover risolvere il suo dramma e per farlo dà il via a un viaggio formativo alla ricerca di sé dove l’incontro con i nuovi compagni d’avventura si rivela provvidenziale per il cambiamento di percezione all’interno del gruppo. Non mancano dure prove di coraggio e di astuzia, nemici spietati, momenti di avvilimento dove tutto sembra perduto, l’aiuto essenziale degli amici, la celebrazione della vittoria dei buoni sentimenti e la conquista del traguardo finale dove trionfano l’integrazione e l’amicizia.

La storia di Ralph è senza dubbio avvincente ma non eccezionalmente originale, mentre la grafica dei luoghi e dei quasi 190 personaggi originali – frutto di un meticoloso lavoro di studio, di ricerca e di lavorazione – finisce l’impatto visivo in termini strabilianti. Partendo dal mondo squadrato e povero di pixel di Felix e Ralph, passando per la stazione centrale di smistamento rappresentata come un vero e proprio snodo di bit e per il tratto hi-tech del gioco di ruolo Hero’s Duty dalla definizione pazzesca, si arriva al campo zuccherato dalle influenze nipponiche dove si gioca la battaglia di Ralph sempre nel rispetto di un principio, l’aderenza al reale per la creazione di un mondo fantastico ma fedele all’idea di credibilità.

Francesca Vantaggiato

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