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Berlinale

Berlinale nell’attesa dei premi ecco 3 film da vedere

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Mancano poche ore alla premiazione di questa settantaquattresima edizione della Berlinale e cominciano a girare i nomi dei favoriti.

I film in lizza quest’anno per l’Orso d’Oro e l’Orso d’Argento, sono 20.

Lupita Nyong’o, attrice messicana-keniana vincitrice dell’Oscar presiede la giuria composta dall’attore e regista americano Brady Corbet , la regista di Hong-kong Ann Hui, il regista tedesco Christian Petzold , il regista spagnolo Albert Serra, l’attrice e regista italiana Jasmine Trinca e la scrittrice ucraina Oksana Zabuzhko.

Non è stata una edizione memorabile per la qualità dei film, con alcune dovute eccezioni non ci sono stati film che hanno fatto innamorare il pubblico e la stampa. I film che sembrano essere stati più amati al momento sono tre

  1. My favorite cake de i registi iraniani Maryam Moqadam e Behtash Sanaeeha
  2. Dahomey della regista franco-senegalese Mati Diop
  3. Black Tea del regista mauritano Abderrahmane Sissako

A traveller’s needs del regista coreano Hong Sangsoo

L’outsider potrebbe essere Nelson Carlos De Los Santos Arias, regista dominicano che ha portato alla Berlinale Pepe, la storia di uno dei tre ippopotami portati in Colombia da Pablo Escobar.

Il nome del film nasce dal fatto che i cacciatori di Escobar si chiamavano Los Pepes; non è un film su Escobar ma una riflessione su come uscire da questo mondo colonialista in quanto la logica coloniale che noi pensiamo legata al passato è un qualcosa che attraversa il mondo contemporaneo.

Il fantasma di Pepe, voce narrante del film, deportato dell’Africa alla Colombia e poi ucciso ci trasporta in modo assolutamente innovativo ed originale mescolando documentario a fiction riporta in qualche modo al cinema di Miguel Gomez e potrebbe essere la sorpresa del festival.

Per quanto riguarda il leone d’oro al miglior attore Cillian Murphy sembra essere tra i favoriti per la sua interpretazione in Small Thinghs Like These insieme a Liv Lisa Fries per From Hilde With love del regista tedesco Andreas Dresen

Tutti i grandi festival cinematografici del mondo – e la Berlinale rientra tra i cinque festival più importanti – sono anche una celebrazione delle star e quest’anno l’evento più atteso è stata la consegna dell’orso d’oro alla leggenda del cinema mondiale Martin Scorsese.

Evento che ha visto le attese più lunghe (file di 3 ore per poter accedere alla conferenza stampa) che sono state ricompensate da un piacere profondo nell’ascoltare non soltanto un maestro, ma un uomo innamorato del cinema, divertente e profondo come pochi.

Il premio è stato consegnato a Scorsese dal regista tedesco Wim Wenders dopo una bellissima introduzione da parte di Carlo Chatrian e Mariette Rissenbeek i co direttori della Berlinale.

Nell’attesa dei premi principali sono arrivati quelli del pubblico per la sezione Panorama che è stato valutato attraverso 24000 schede consegnate agli spettatori alla fine delle varie proiezioni dei 31 titoli in competizione.

Il premio per il miglior lungometraggio è andato al film Memorias de un cuerpo que arde (Memorie di un corpo che brucia) di Antonella Sudasassi Furniss.

Il film No Other Land di Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham e Rachel Szor ha vinto nella categoria Documentari.

 

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