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Il ritorno della Nova Vlna

“C’è stato un “prima della rivoluzione” anche lontano dalle Alpi, nella Praga raccontata da Bohumil Hrabal e da Milan Kundera. Ma, se pensando a Francia e Italia era quello il momento di preparare il terreno ai movimenti di liberazione del ’68, per quanto riguarda la Nova Vlna cecoslovacca si trattò invece di un’irripetibile ondata di giovani e iconoclasti cineasti poi spezzata bruscamente dall’invasione sovietica dell’agosto dello stesso ’68.”

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treni sorvegliati

C’è stato un “prima della rivoluzione” anche lontano dalle Alpi, nella Praga raccontata da Bohumil Hrabal e da Milan Kundera. Ma, se pensando a Francia (Nouvelle Vague) e Italia (Bellocchio e Bertolucci tra gli altri) era quello il momento di preparare il terreno ai movimenti di liberazione del ’68, per quanto riguarda la Nova Vlna cecoslovacca si trattò invece di un’irripetibile ondata di giovani e iconoclasti cineasti poi spezzata bruscamente dall’invasione sovietica dell’agosto dello stesso ’68 e dalla “normalizzazione” censoria che ne seguì.

Il Cinema Trevi ha recentemente proposto in una esaustiva rassegna i titoli più rappresentativi di quella stagione di metà anni ’60 in cui lo humour boemo seppe mescolarsi al grottesco e al surrea, e in cui le più cupe suggestioni kafkiane si incrociarono con le volontà di rivalsa sociale poi culminate nei moti della Primavera di Praga.

Debuttarono in quegli anni autori come Milos Forman, Vera Chytilova, Jiri Menzel, Jan Nemec, Jaromil Jires, portando sugli schermi una poetica nuova (frutto della collaborazione con i già citati scrittori Hrabal e Menzel), in aperta polemica con gli stereotipi del realismo socialista, e vicini piuttosto al cinéma-vérité francese, quello fatto di attori non professionisti, di suono in presa diretta e di riprese in location che rifuggivano la claustrofobia dei teatri di posa.

Premiate anche con l’Oscar (Treni strettamente sorvegliati di Menzel, 1968, e prima Il negozio al corso di Kadar e Klos, 1996) ed elogiate dalla critica, le pellicole di questa generazione d’autori in lotta contro il potere, dopo il ’68, furono ostracizzate dal regime socialista (soprattutto film considerati “dissidenti” come I Diamanti della notte, esordio di Jan Nemec del ’64 e Lo scherzo di Jaromil Jires, 1969) e subirono un oscuramento durato fino al 1990.

Salvatore Insana


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