Strange Teen Spirit, titolo originale L’Étrange Humeur Adolescente, scritto e diretto da Frank Ternier viene presentato al Figari International Short Film Festival.
Il cortometraggio fin da subito si contraddistingue in parte per una rabbia visiva e narrativa che colpisce, dall’altra per il tema raccontato che tuttavia non aggiunge nulla di nuovo agli innumerevoli film o corti che trattano di ribellione adolescenziale.
Stranger Teen Spirit di Frank Ternier
Rabbia e ribellione in Stranger Teen Spirit
Anton ha circa 15 anni. Osserva. Da solo. Una scia verde fosforescente scende dagli altipiani rocciosi e si riversa sulla città. Nessuno se ne accorge, nemmeno Kata e la sua banda, che corrono, fanno graffiti, cantano e urlano. Anton sogna di unirsi a loro.
Ternier affronta un tema ormai ampiamente esplorato: il disagio adolescenziale, la solitudine e il bisogno di sentirsi accettati. Il corto segue il punto di vista di un ragazzo che vive ai margini del proprio ambiente sociale, osservando da lontano gli altri e cercando un modo per entrare in relazione con loro. L’idea di raccontare questa fase della vita come un momento di confusione, isolamento e ricerca della propria identità è sicuramente interessante, ma in questo caso il film non riesce a svilupparla in modo originale.
Il problema principale è la sensazione di “già visto” che accompagna tutta l’opera. Il corto ripropone dinamiche e simboli tipici del racconto adolescenziale senza aggiungere un vero punto di vista personale. La solitudine del protagonista, il desiderio di appartenenza e la distanza dal gruppo sono elementi presenti in moltissimi film e cortometraggi, ma qui rimangono poco approfonditi e finiscono per risultare prevedibili. Anche gli elementi più metaforici della storia sembrano suggerire significati profondi senza però riuscire a trasformarsi in qualcosa di realmente incisivo.
Stranger Teen Spirit di Frank Ternier
A rendere meno efficace il risultato contribuisce anche il comparto tecnico. La parte visiva punta molto sull’atmosfera e sulla creazione di immagini evocative, ma lo stile non riesce a sostenere il peso emotivo della narrazione. L’animazione appare spesso poco coinvolgente e alcune scelte estetiche sembrano più concentrate sulla ricerca di un effetto particolare che sulla costruzione di un racconto solido. Il ritmo, inoltre, risulta lento e non sempre giustificato, con sequenze che non aggiungono abbastanza alla crescita del protagonista o allo sviluppo della storia.
Nel complesso, Stranger Teen Spirit è un cortometraggio che parte da un argomento ricco di possibilità, ma che poi non riesce a trasformarlo in un’esperienza davvero significativa. L’opera ripete temi già affrontati molte volte senza trovare una chiave nuova, e anche la realizzazione tecnica non riesce a compensare questa mancanza di originalità. Rimane quindi un’opera più interessante nelle intenzioni che nel risultato finale.