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Prime Video Film

‘Catherine Called Birdy’, un’irriverente eroina femminista

Il film è un'originale commedia ambientata nel Medioevo. Nella vicenda l'emancipazione di genere, le regole sociali e l'ironia si fondono dando vita ad un'opera deliziosa.

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Il lungometraggio diretto da Lena Dunham, presentato al TIFF 2022, è stato acquistato per la distribuzione da Amazon Prime Video, dove è uscito il 7 ottobre 2022.

Catherine Called Birdy è tratto dal romanzo omonimo per bambini del 1994 di Karen Cushman. Il soggetto principale è un’adolescente dell’età di mezzo. La regista riesce a coniugare la sua sensibilità col tocco leggero del libro originale.

Su tutto l’eccellente cast, tra cui Andrew Scott e Joe Alwyn, brilla la protagonista, Bella Ramsey.

Catherine Called Birdy: la trama

Catherine (Bella Ramsey), detta Birdy, è la figlia più giovane di Lord Rollo (Andrew Scott) e Lady Aislinn (Billie Piper), il cui dominio incorpora il maniero e il villaggio di Stonebridge. La famiglia comprende anche due ragazzi più grandi, Edward (Archie Renaux), che la protagonista ritiene “più divertente della maggior parte dei monaci”, e il terribile Robert (Dean Charles Chapman).

La protagonista ha potuto godere di un’infanzia beatamente libera. Ha passato le giornate in compagnia del suo amico Perkin (Michael Woolfitt), che si prende cura delle capre, e della sua migliore amica Aelis (Isis Hainsworth), la figlia di un nobile locale. Birdy ha ora 14 anni, e vivendo nel 13° secolo, è già in età da matrimonio. Quindi il padre decide che, per risolvere i suoi problemi finanziari, la figlia debba sposarsi con qualche nobile ricco.

La ragazzina cercherà in tutti i modi di ribellarsi a questo destino, ingegnandosi di volta in volta con arguti escamotage.

Catherine Called Birdy: un quadro generale

Catherine è una giovane donna bianca benestante che si scontra con i confini di una società patriarcale. Nel mentre, è ignara di quanto sia migliore di tante persone attorno a lei. Nonostante abbia vissuto nell’Inghilterra del 1290, invece che nella Brooklyn del 2010, come le ragazze di Girls, è un’eroina dell’universo di Lena Dunham.

Questo è il secondo film diretto nello stesso anno (2022) dalla cineasta statunitense. Sebbene Catherine Called Birdy sia più mainstream rispetto a Sharp Stick, lascia il suo segno. La regista, nonostante abbia fatto un adattamento, riesce a creare un prodotto tenero e piacevole, benché pieno di elementi distintivi della sua poetica.

L’arguzia del personaggio di Birdy

Tutta la storia viene raccontata dal punto di vista di Catherine. La prospettiva di Birdy è accattivante e senza filtri, con incursioni nella narrazione da parte di voci fuori campo.

Interessanti sono gli inserimenti musicali, volutamente anacronistici, del pop anni ’90. Tra questi spiccano le piacevoli cover di Misty Miller di Alright dei Supergrass e di Fade into you di Mazzy Star.

La protagonista è una ragazza curiosa, brillante, sagace, che perde il senno per le mestruazioni o per altre problematiche quotidiane. Ciò che invece non smarrisce mai è la sua bussola morale, similmente al libro originale. La giovane non ha intenzione di lasciare casa, non vuole sposare aristocratici. Si comporta come un’adolescente di oggi. Nonostante le apparenze e il contesto, la vicenda è raccontata attraverso una sorta di diario.

Dal suo punto di vista, la quotidianità della vita medievale è piena di assurdità. La sua mente è quella di una ragazza contemporanea che vive in un mondo del XIV secolo. È immersa in un ambiente religioso, patriarcale, legato alle tradizioni (di feste, di riti) quando tutto ciò che vorrebbe è essere totalmente ribelle. Vedere questi contrasti raccontati in modo ironico è una delizia comica.

La scelta dell’attrice principale si è rivelata ottima. Bella Ramsey è conosciuta per l’interpretazione di Lyanna ne Il Trono di Spade, ma il suo talento è stato consacrato grazie al ruolo di Ellie nel recente The Last of Us. In Birdy fa un lavoro sorprendentemente unico e le sue abilità ironiche sono esemplari.

Uno studio dei personaggi non banale

Nonostante il film sia ambientato nel Medioevo, un periodo che il cinema ha mostrato in modo spesso brutale, quel mondo viene qui edulcorato.

Nonostante la presenza di alcuni elementi più duri e crudi, Dunham cerca di non crogiolarsi nella loro crudeltà, offrendo una prospettiva più umana.

Aislinn, nonostante i tanti figli morti, è di nuovo incinta e il marito teme per questo: il loro rapporto è difatti fondato su un matrimonio bello e forte. Rollo (il bravissimo Andrew Scott, “l’hot priest” di Fleabag) è furioso con Catherine per i suoi imbrogli, anche se in fondo adora la ragazza. Come in un dialogo famigliare dei nostri tempi, la madre comunica alla figlia tutta la sua preoccupazione, nonostante faccia sempre il tifo per lei.

I tanti pretendenti che la ragazzina tenta di sabotare sono ben rappresentati da Russell Brand e da Paul Kaye, che impersona magnificamente un rozzo signorotto.

Interessante è il rapporto con l’amato zio George (Joe Alwyn, noto per Parlarne tra amici e La favorita) che ha un ruolo ambiguo: da una parte sembra una persona saggia e dolce, dall’altra un abile calcolatore, che coinvolge nelle sue trame una donna più anziana (Sophie Okonedo).

La regista ha insomma fatto in modo che gli attori si divertano a giocare coi ruoli.

Un singolare romanzo di formazione

Questo gradevole coming of age è segnato dalla sceneggiatura di Lena Dunham. La regista riesce però a trovare uno sguardo diverso rispetto alla sua classica narrazione del mondo di oggi visto da New York.

Come detto, la storia è un’opera leggera e consapevole su un’adolescente che resiste all’età adulta nell’Inghilterra medievale.

La cineasta si diletta in giustapposizioni e anacronismi a ruota libera tra realtà storiche e commenti auto-consapevoli.

Per molti aspetti la storia sembra un classico romanzo di formazione, ma l’ambientazione singolare le dà una nota di freschezza. Le intuizioni dell’artista sono divertenti e accorte, permea una sensibilità femminista intelligente che non cade in cliché.

Alla base c’è un’osservazione profonda della realtà, presente e passata.

Il rischio era, visti i lavori precedenti di Lena Dunham, di far diventare tutto molto cinico, invece questa volta la sua arte ha mostrato un volto diverso.

La sua espressione in Catherine Called Birdy è quella di comunicare in modo diretto la gioia della protagonista e la freschezza della sua età, giocando con i tempi storici.

Il trailer

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Catherine Called Birdy

  • Anno: 2022
  • Durata: 108 minuti
  • Distribuzione: Amazon Prime Video
  • Genere: commedia, storico
  • Nazionalita: Regno Unito, USA
  • Regia: Lena Dunham
  • Data di uscita: 07-October-2022