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L’amore e basta

Nove fidanzati a confronto, che confidano preoccupazioni, scommesse, dubbi e prospettive sul futuro e sul passato del loro rapporto di coppia, la propria famiglia. Fin qui tutto tranquillo, tutto “normale”. Quel che suona “diverso” è l’assortimento delle coppie: gay e lesbiche convinte, con rapporti invidiabili, pescati qua e là per l’Europa.

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Nove fidanzati a confronto, che confidano preoccupazioni, scommesse, dubbi e prospettive sul futuro e sul passato del loro rapporto di coppia, la propria famiglia. Fin qui tutto tranquillo, tutto “normale”. Quel che suona “diverso” è l’assortimento delle coppie: gay e lesbiche convinte, con rapporti invidiabili, pescati qua e là per l’Europa.

Il documentario di Stefano Consiglio, prodotto da Barbagallo e Occhipinti, scuote per le riflessioni a cui costringe: non solo in relazione alla costruzione dello stereotipo (di cui abbiamo un contributo poetico dalla voce di Luca Zingaretti e dalla penna di Aldo Nove), ma anche verso quella che è la vera percezione della normalità e dell’accettazione dell’altro. Senza conoscenza non c’è accettazione: per questo L’amore e basta ci invita a sbirciare nel mondo di gioie e timori di chi si sente comunque e sempre un essere umano con il proprio bisogno e istinto di amare. Malgrado l’opinione altrui.

Le immagini non parlano, sono davvero i protagonisti a dire tutto: ad aggiungere anche una nota politica, se dalla Spagna Maria e Marisol hanno tre bambini e Alessandro e Marco si rassegnano a non poter crescere una creatura nella realtà nazionale.

Tante questioni aperte in questa decisa piccola rappresentazione della purezza del sentimento, che dissacra il pregiudizio artificiosamente creato dalla mente umana. Tante questioni aperte che favoriscono tuttavia la scalfittura della tremenda diffidenza made in man.

Rita Andreetti

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