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‘Jane by Charlotte’ al cinema il ritratto di una madre e di sua figlia

Il primo film di Charlotte Gainsbourg

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jane by charlotte

Arriva in sala grazie a Wanted Cinema il primo film di Charlotte GainsbourgJane by Charlotte.

Jane by Charlotte in sala

Un’icona intramontabile come Jane Birkin viene raccontata senza veli dalla figlia, l’attrice e musicista Charlotte Gainsbourg in un intimo e personalissimo documentario.

Due icone a confronto, due donne, madri, artiste: una conversazione profonda, composta da racconti, ricordi, aneddoti, rivelazioni.

Quando vederlo al cinema

Si tratta di un’opera prima che appassionerà il pubblico di tutta Italia, e che, dopo essere stato al Torino Film Festival, sarà disponibile al cinema dal 16 giugno in sala.

Il trailer di Jane by Charlotte

Charlotte Gainsbourg prima del debutto da regista

La Gainsbourg ha alle spalle una lunga e prolifica carriera da attrice. Ha lavorato con molti registi, tra cui Claude Miller (La piccola ladra), Franco Zeffirelli (Jane Eyre), Alejandro González Iñarritu (21 grams), Michel Gondry (L’arte del sogno), Todd Haynes (I’m non sono qui), Gaspar Noé (Lux Aeterna), Arnaud Desplechin (I fantasmi d’Ismael) e soprattutto Lars von Trier, con il quale ha girato Antichrist, per cui ha vinto il premio come Migliore attrice al Festival di Cannes, Melancholia (2011) e Nymphomaniac (2013). Jane par Charlotte, che segna il suo debutto come regista, è stato presentato a Cannes.

Le parole della regista

«Penso che inizialmente Jane fosse un po’ in ansia per via del mio approccio. Era terrorizzata dall’idea che scavassi in aree per lei troppo personali. Volevo entrare nel nostro rapporto madre-figlia e questo l’ha colpita. Dopo le riprese in Giappone ci siamo incontrate a Parigi e le ho chiesto come avremmo dovuto procedere. Avevo programmato di girare a New York, ma lei ha detto che voleva interrompere. Era rimasta scioccata dalle sequenze in Giappone. […] Abbiamo così accantonato il progetto e nel frattempo sono passati due anni. Il rapporto con mia madre non è cambiato, ma ho perso lo slancio nel fare il film. Non riuscivo nemmeno a guardare le cose girato in Giappone e mi sono detta che forse avevo sbagliato qualcosa. Poi Jane è venuta a trovarmi a New York e le ho suggerito di guardare insieme il girato per vedere quale fosse il problema. Dopo aver guardato le immagini, ci siamo rese conto che non c’era niente di scomodo; l’intervista era molto dolce, rispettosa, ben ripresa, e Jane non riusciva nemmeno a ricordare perché avesse reagito così male. A quel punto ha accettato di continuare a fare il film».

JANE PAR CHARLOTTE Lettera d’amore di una figlia alla madre

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