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IN SALA

“Un figlio”: dalla Tunisia un potente dramma familiare

In sala l’opera prima di Mehdi M. Barsaoui, racconto universale sulle contraddizioni dei sistemi patriarcali. Distribuito da Valmyn e I Wonder Pictures, in collaborazione con Fondazione Culturale Niels Stensen.

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Chiunque di noi, dovendo salvare la vita a un bambino, con poco tempo a disposizione per farlo, non vorrebbe certo trovarsi a dover sbrogliare problematiche etico-religiose e politiche, ma cercherebbe di concentrarsi sul mettere in atto, rapidamente, tutto quanto è in suo potere per far sopravvivere quel bambino, tanto più se si tratta del proprio figlio. Ma nella storia incredibile, raccontata nel film Un Figlio, debutto cinematografico del regista tunisino Mehdi M. Barsaoui – formatosi in Italia al DAMS di Bologna – accade tutto il contrario: burocrazia e legacci moralistici di un sistema patriarcale sembrano voler rallentare a tutti costi la soluzione del problema. Il film, teso come un thriller e ispirato al cinema di Asghar Farhadi, esce nelle sale italiane grazie alla distribuzione di Valmyn e I Wonder Pictures, in collaborazione con Fondazione Culturale Niels Stensen.

Un figlio

Nella prima parte del film viene volutamente evidenziata la serenità di una famiglia tunisina, apparentemente moderna, formata da tre componenti: il padre Fares (nel ruolo l’attore Sami Bouajila, insignito di numerosi premi per questa interpretazione), la madre Meriem (Najla ben Abdallah) ed il figlio Aziz, di dieci anni. Fares e Meriem sono una coppia felice ed il figlio è la gioia dei loro occhi. Le loro giornate trascorrono felici e spensierate, ma la tragedia è dietro l’angolo. Al ritorno da un fine settimana trascorso con amici a Tataouine la loro auto cade in un’imboscata, Aziz viene colpito per errore: questo evento sconvolgerà le loro vite per sempre, facendo emergere un segreto inconfessabile. La primavera araba, che porta con sé la speranza di un futuro migliore per la Tunisia, si traduce in un incubo senza fine per una famiglia.

Dilemmi etici

Fino a che punto è lecito spingersi per salvare il proprio figlio? Questa una delle tante domande che pone la visione del drammatico e potente film Un figlio, molte altre riflessioni si avvicendano nella mente dello spettatore: l’ingiustizia del coinvolgimento di vittime civili innocenti in una guerriglia o guerra di qualunque genere, il moralismo religioso anteposto alla vita umana, lo sfruttamento di bambini orfani da parte di bande criminali come donatori di organi, venduti a caro prezzo a chi ha necessità di cure o operazioni urgenti (in questo caso un trapianto di fegato), il ruolo della donna alla quale non è concesso alcun errore o alcuna forma di infedeltà pena l’allontanamento o la ‘gogna’.

UN FIGLIO

Tra contraddizioni e modernità

La storia proposta dal film Un Figlio è profondamente connotata dalle contraddizioni della Tunisia attuale e focalizza tematiche e pone interrogativi di significato universale. L’intreccio fra una cultura patriarcale e l’irrompere della modernità, il conflitto tra ciò che sarebbe tecnicamente e idealmente possibile per salvare una giovane vita e ciò che risulta di fatto oggettivamente impossibile scuotono le nostre coscienze in un crescendo di interrogativi sul senso della genitorialità, sull’inattesa frattura tra la realtà della biologia e quella della biografia. E il dramma di una famiglia obbligata a decidere si inscrive in uno scenario dove alla speranza si sostituisce progressivamente la violenza e l’orrore di una indicibile mercificazione.

 Finale aperto

Girato in maniera concitata, fra il thriller psicologico e l’atmosfera claustrofobica dell’ospedale, che ben rispecchia il senso di impotenza e angoscia della coppia genitoriale, il film tocca le corde più profonde delle emozioni umane, molte delle quali attraversano la vita di tutti noi, come esseri umani e come genitori. La forza del film è legata anche all’interpretazione magistrale di Sami Bouajila, che gli è valsa il premio come Migliore Attore nella sezione Orizzonti del festival di Venezia, ai César 2021 e ai Lumiere Awards 2021. Il finale si apre alla speranza: un lungo sguardo tra una madre e un padre in lotta per la vita del figlio ci apre a un tempo futuro dove guarire significa anche rifondare le relazioni umane, individuali e collettive, su valori ben più forti di quelli genetici.

Un figlio – Trailer Italiano Ufficiale | HD – YouTube

Un Figlio Le contraddizioni della Tunisia moderna

 

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Un Figlio

  • Anno: 2019
  • Durata: 96'
  • Distribuzione: Valmyn e I Wonder Pictures
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Tunisia, Francia, Libano, Qatar
  • Regia: Mehdi M. Barsaoui
  • Data di uscita: 21-April-2022