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IN SALA

‘Un eroe -A hero’ liberarsi del passato per guardare avanti

Al cinema dal 3 gennaio la riflessione di Farhadi su ciò che delimita il confine tra ambiguità e integrità interiore. Gran Premio della Giuria a Cannes

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Vincitore del Gran Premio della Giuria e del Premio François Chalais all’ultimo Festival di Cannes, oltre a numerosi altri riconoscimenti internazionali, verrà distribuito il 3 gennaio da Lucky Red Un eroe,  il nuovo film di Ashgar Fahradi.

La pellicola  è la storia di un uomo costretto a lottare in ambiente ostile e a liberarsi del peso del passato come condizione necessaria per costruire il presente.

Detenuto per non aver aver rimborsato un debito all’ex cognato, il pittore e calligrafo Rahim, durante un permesso viene a sapere dalla sua donna Farkhodesh (anche logopedista del figlio), che ha ritrovato una borsa di monete d’oro, il cui valore potrebbe permettergli di saldare almeno in parte il suo debito. Rahim tuttavia rifiuta e cerca la proprietaria della borsa per restituirgliela.

La sua determinazione in tal senso gli vale la notorietà e la simpatia del pubblico, che raccoglie la somma necessaria alla sua liberazione.

Un eroe

Tornato a girare in patria dopo la parentesi spagnola di Tutti lo sanno (2018), Fahradi conduce di nuovo lo spettatore nel contesto iraniano dal quale esce uno spaccato quanto mai approfondito e lucidamente scandagliato, composto di famiglie allargate al cui interno covano gelosie e risentimenti spesso incancreniti da anni.

Il titolo diviene così emblematico dell’ambiguità di qualunque scelta fondata sul senso morale e sul concetto stesso di etica. Rimangono così volutamente senza risposta le domande su chi possa davvero esser definito un eroe e quali valori morali facciano di un individuo un cosiddetto ‘eroe’.

Ogni atto compiuto dai personaggi è connotato da una costante ambiguità, che,  se da un lato ne sfaccetta e ne approfondisce il carattere dall’altro li lascia sotto una luce ambigua che non permette allo spettatore una definizione chiara e netta su chi sia il vero eroe o almeno il personaggio realmente positivo.

Il biancore meridiano dominante negli interni e negli esterni, caratteristico dell’ambientazione mediorientale, fa da contraltare alle ombre e alle ambiguità interiori dei diversi personaggi, dai protagonisti ai comprimari.

Anche i legami affettivi, come quello fra Rahim e Farkhodesh, animati come sono dalle migliori intenzioni, possono involontariamente condurre ad esiti negativi e persino dannosi. Nel microcosmo descritto dal regista (oltreché soggettista e sceneggiatore), non esistono valori assoluti e tutto è dominato da un relativismo che mette costantemente in dubbio ogni cosa. Tale prospettiva complica e arricchisce lo spessore dell’opera che lascia lo spettatore privo di risposte e lo invita a formulare da sé il proprio giudizio, o almeno la propria opinione sulle azioni dei personaggi e il loro esito.

In un tale contesto, nulla è mai chiaro e definito, tanto meno univoco, e il concetto stesso di verità si rivela tanto sfuggente e inafferrabile da confondersi e diventare impossibile da definire.

Oscar 2022 film straniero:

I conflitti e le tensioni nel nucleo famigliare e nell’ambiente esterno offuscano la realtà e rendono labile il confine con la menzogna, all’insegna di quel relativismo che permea l’intera opera, privando lo spettatore di qualunque certezza e chiamandolo in causa in prima persona. Quasi fosse egli stesso un attore del dramma, al quale si chiede di formulare il proprio giudizio sulle scelte dei personaggi.

Funzionale a tale visione della realtà umana, è la sceneggiatura, costruita su meccanismi  di narrazione costrittivi che- non solo letteralmente come nel caso di Rahim-, imprigionano i personaggi obbligandoli a confrontarsi- come si diceva-, col proprio passato e a scandagliare a fondo la propria coscienza, quale passaggio necessario e inevitabile per costruire o ricostruire il presente.

Un eroe

Se è indispensabile per i personaggi approfondire la conoscenza di sé e della propria interiorità, altrettanto lo è confrontarsi con gli altri, con un mondo esterno connotato anch’esso da quell’ambiguità che del film costituisce un’ autentica cifra tematica.

L’essenzialità e la linearità della regia e della sceneggiatura conducono ad un finale che pare quasi obbligato nella sua ineluttabilità:  proprio l’inquadratura finale, col sapiente accostamento fra il bianco e il nero, la luce che proviene dall’esterno e ritaglia un rettangolo luminoso all’interno del quadro, diviene significante della compresenza nell’interiorità dei personaggi di pulsioni diverse e contrastanti, di quell’ambiguità di fondo su cui si è insistito.

L’ultima inquadratura assurge così al ruolo di piano emblematico, capace di contenere in sé il senso profondo dell’intera opera.

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Un eroe

  • Anno: 2021
  • Durata: 127'
  • Distribuzione: Lucky Red
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Francia/Iran
  • Regia: Ashgar Fahradi
  • Data di uscita: 03-January-2022