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Hellbound: la recensione della nuova serie da incubo. Su Netflix

Misteriosi mostri appaiono e scompaiono nel nulla per giudicare gli uomini malvagi: e la Nuova Freccia crea un culto religioso....

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Hellbound è la serie horror Netflix in sei episodi disponibile sulla piattaforma dal 19 novembre 2021.

Misteriose creature ultraterrene appaiono dal nulla e preannunciano l’esatto momento della morte di alcune persone: la setta de La Nuova Verità si afferma in mezzo al caos, sfruttando paura e incertezza, ma due poliziotti non ci vedono chiaro e decidono di indagare sulle attività sospette.

Dicendo che l’horror sia un genere congeniale alla cultura orientale non si scopre nulla di nuovo: il filone del J-Horror sembra non esaurirsi mai, e di volta in volta anzi si arricchisce di nuove suggestioni ed echi di nuove paure. Hellbound si rifà ad un webtoon (Hell), fumetti online tipici in Corea, e si impone da subito per la sua forza prorompente sia dal punto di vista visivo che da quello del contenuto: irriverente, feroce, dissacrante, la serie diretta da Yeon Sang-ho continua a legare l’horror all’attualità, lasciando fluire il fantastico dalla quotidianità, come già nel precedente, bellissimo e troppo poco celebrato Train To Busan.

Nell’eterno confronto tra Bene e Male tutti possono passare dal primo al secondo, sullo sfondo di un Paese storicamente spaccato e che ha conosciuto la legge marziale e una società alienata, facile preda di ogni leader carismatico pronto a cavalcare l’onda. Sang-ho non si perde in fronzoli per spiegare un contesto, comune a tante storie, ma quel che conta è la facilità e velocità con cui assolve le formalità narrative per gettarsi subito nelle danze macabre.

Così come Squid Game (con cui Hellbound non ha nulla in comune se non la provenienza), il ritmo della serie è lento come in poche altre produzioni di genere: la storia sembra perdersi nei silenzi poco frequentati dall’horror fracassone statunitense più diffuso e conosciuto, salvo riprendersi con accelerazioni improvvise che riagganciano l’attenzione e formando insieme alle pause un andamento sinuoso e un incedere elegante.

Hellbound parla di smarrimento e soffocamento contemporaneo, correndo parallelo alla descrizione del culto religioso come metafora della dimensione spirituale attuale (vedi Midnight Mass): manipolazione delle masse e follia fanatica, che avvicinano il tono e la rappresentazione agli zombie di Train To Busan, con la rabbia cieca -nata da diffidenza e paura- che trasforma le persone in mostri.

Cosa accadrebbe se scoprissimo che c’è davvero qualcuno che esamina le nostre azioni, e che soprattutto è pronto a punirci nel peggiore dei modi? Avrebbe senso il libero arbitrio? E in caso negativo, cosa caratterizzerebbe l’essere umano?

Sang-ho riflette su questo magma ribollente e compatto in maniera coerente e originale, anche se lungo il percorso non tutto viene spiegato come avrebbe potuto: la caratterizzazione di alcuni personaggi avrebbe meritato un diverso spazio, e la CGI non è sempre inappuntabile.

Resta che i sei episodi del mosaico di Hellbound sono sicuramente un nuovo tassello del puzzle più ampio che compone la ricostruzione della cultura orientale secondo il genere.

 

Hellbound è disponibile su Netflix.

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Hellbound

  • Anno: 2021
  • Durata: 1 stagione, 6 episodi
  • Distribuzione: Netflix
  • Genere: horror
  • Nazionalita: Corea Del Sud
  • Regia: Yeon Sang-ho
  • Data di uscita: 19-November-2021