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‘True Story’, su Netflix la perdita d’innocenza di un comico buono

In streaming la miniserie con protagonista Kevin Hart

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Disponibile dal 24 novembre 2021 su Netflix, la miniserie True Story è un dramma in 7 parti con forti connotati crime-thriller. Prodotta da Grand Electric e Hartbeat Production, è stata creata da Eric Newman. È la prima produzione TV dove Kevin Hart non interpreta se stesso in un ruolo da protagonista. Oltre a Hart, che ne è anche il produttore esecutivo, vi recitano, tra gli altri, Wesley Snipes, William Catlett, Paul Adelstein, Lauren London, Tawny Newsome, Theo Rossi, Chris Diamantopoulos e John Ales.

True Story – Il trailer

True Story – La storia

Kid è un‘autentica celebrità della stand-up comedy, nonché supereroe al cinema all’apice del suo successo. I suoi spettacoli dal vivo riempiono gli stadi, i suoi film mandano in delirio i giovani. Il suo patrimonio personale ammonta a svariati milioni di dollari. Durante un tour che lo riporta a Philadelphia, sua città natale, riceve in albergo la visita del fratello Carlton, ora in libertà dopo diversi anni passati in carcere. Carlton induce Kid a concedersi subito momenti di distrazione dalla sua frenetica attività nello show business e organizza per lui un festino a base di alcol e donne, il cui tragico epilogo è l’inizio per. Kid di una serie di casini che gli stravolgono l’esistenza minacciando le sue conquiste.

Il comico solo, al centro dell’Universo

Nonostante al centro dell’universo di True Story ci sia il mondo della stand-up comedy, la comicità è qui qualcosa di presente ma invisibile. Come un buco nero che divora la materia intorno a sé, il mondo di. Kid divora la sua stessa comicità. E ce la restituisce trasfigurata sotto forma di continua preoccupazione per le cose assurde che gli stanno capitando, e che lo fanno sentire ancora più solo di quanto lui si possa già sentire in partenza. Sempre lontano da casa e dai suoi veri affetti (il figliolo Christian), Kid è circondato da un mondo rutilante che non gli fa mancare nulla ma che esercita nello stesso tempo la continua immanente minaccia di portargli via tutto.

I guai di Kid, il cui accidente istitutivo è quello di perdere l’innocenza per mano di un amore fraterno distorto, inducono subito, se non a un sentimento di vera empatia, a una forte simpatia. E non c’è sentimento più azzeccato quando dobbiamo parlare di qualcuno il cui mestiere è far ridere gli altri, ricavandone immense fortune e l’amore incondizionato del suo pubblico.

La stretta progressiva attorno al collo

Quando i fatti si complicano e si attorcigliano attorno alla vita dei personaggi fino a fargli mancare il respiro, sarà proprio l’estremo atto d’amore del più devoto dei fan che metterà. Kid sulla via della salvezza.

Il mondo dei fan (parola che, ricordiamolo, non è altro che la forma abbreviata di fanatico) è raccontato nella sua verità distorsiva, quella che trasforma i comuni mortali in divinità contemporanee o, all’occorrenza, dei (super)eroi della modernità.

Senza averne mai la ben che minima coscienza, Gene, il più tenace di tutti i suoi fan, dai tratti psicologici al confine con la psichiatria, diventa l’aguzzino interiore di Kid. E Kid fa scattare, per salvarsi, una sorta di sindrome di Stoccolma pilotata, lo asseconda e lo ricambia di attenzioni a profusione. È a quel punto che Gene, a sua volta finito in un vicolo cieco, piuttosto che salvarsi la pelle a spese di. Kid, compie un atto estremo di sacrificio, anteponendo la vita del suo dio alla propria.

Orfani dell’amore fraterno

La gestione della fama non è il tema più importante del racconto. È quello però in cui gli autori collocano la soluzione dei problemi del protagonista.

Oltre alla già citata perdita dell’innocenza, altro tema che pervade per intero il racconto è quello delle relazioni di sangue, dei rapporti tra fratelli. In True Story questo rapporto appare da subito orfano del sentimento principe che in genere unisce i fratelli: l’amore.

Già dai primi minuti in cui vediamo assieme Kid e Carlton si intuisce che c’è qualcosa di torbido nel loro passato, qualcosa che Kid non può perdonare, ma che forse può lasciar passare sotto stretta sorveglianza. Il loro è un rincontro che dovrebbe dare una seconda chance al loro rapporto. Eppure, nonostante i momenti d’intesa e anche di solidarietà o addirittura di malinconica rievocazione della loro infanzia, Kid lascia sempre uno spazio vuoto, una zona cuscinetto tra lui e il fratello. Questo spiega anche a noi quanto nocivo possa essere Carlton per Kid. E questo distacco aiuterà Kid nella scelta finale che porrà fine a tutti i suoi incubi.

Il lato oscuro dei sentimenti raccontato senza ombre

Nonostante la struttura del racconto di True Story sia lineare, lucida e cristallina, al punto che crediamo fermamente che quello che vediamo sia realmente successo, gli autori nascondono abilmente lungo la storia delle quinte invisibili, da cui scaturiscono almeno un paio di colpi di scena dall’effetto sorpresa garantito, su uno dei quali si fonda molto del valore drammaturgico di questa storia. A conti fatti, nonostante in qualche momento avanzato del racconto sorga il dubbio che dopo i primi due promettenti episodi il resto vada a sgonfiarsi, True Story tiene fino alla fine, regalandoci momenti di buon intrattenimento e anche occasioni di riflessioni meno scontate.

Netflix Novembre 2021

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