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Approfondimenti

L’altra faccia della Cina – 15 film da vedere prodotti ad Hong Kong e Taiwan

Città piovose immerse nella notte, luci al neon, arti marziali, storie d'amore senza tempo e tanto tanto ancora. Una guida completa per introdursi nel magico mondo "dell'altro cinema cinese", quello di Hong Kong e Taiwan. Tra storia e politica, la grande rivalsa degli orfani di Pechino dagli anni '80 a oggi.

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L’Ex Colonia Britannica di Hong Kong, in quanto tale e non direttamente dipendente dalla Cina, a fine degli anni ‘80 ha avuto un exploit clamoroso nell’ambito cinematografico. La libertà produttiva e artistica di cui godevano i registi di Hong Kong li portò a esprimere uno stile e una qualità ancora oggi difficili da ritrovare in altre cinematografie. L’estetica di registi come Wong Kar-Wai o John Woo è diventata parte indelebile della storia del cinema, in anni in cui Hong Kong era dietro solo ad Hollywood e Bollywood come mole di produzioni.

Discorso simile si può fare per le opere prodotte nell’isola di Formosa, Taiwan. Una cinematografia che fa dei silenzi, delle atmosfere e degli splendidi luoghi la colonna portante di ogni film. Due assoluti maestri di questo cinema dal fascino infinito sono Edward Yang e Hou Hsiao-Hsien. Impossibile metterli in classifica. Questa guida non vuole esserlo e non lo sarà. Va vissuto piuttosto come un viaggio all’interno di una delle cinematografie più affascinanti e misteriose di sempre.

Rebels of the Neon God (Tsai Ming-Liang, 1992)

rebels of the neon godA Taipei, il solitario e laconico studente Hsiao-kang, in urto con la famiglia (specie col padre, un burbero tassista dai modi molto spicci), decide di abbandonare gli studi tenendo i genitori completamente all’oscuro, per poi perdersi per le strade e le persone della città, inseguendo una vita e una felicità che non troverà mai.

I ribelli del Dio neon, questo il titolo Italiano, ma bellissimo in qualsiasi lingua, del primo lungometraggio di uno dei registi più influenti, ancora oggi, di Taiwan. Tsai Ming-liang si fa conoscere da subito anche in Europa, come interprete dello stile classico Taiwanese di Osservazione alla ricerca del senso di quello che sta raccontando. Il regista è celebre anche per Vive L’amour (1994), The Hole (1998), Goodbye, Dragon Inn (2003), Stray Dogs (2013) o il recentissimo Days (2020).

Made in Hong Kong (Fruit Chan, 1997)

Made In Hong Kong

Autumn Moon, un ragazzo sbruffone che lavora per la Triade, è incaricato del recupero crediti. Un giorno il giovane incontra la bella Ping, un’adolescente che necessita di denaro per un urgente trapianto di rene. Moon finisce per innamorarsene e si promette di cambiar vita e rimettersi sulle retta via, facendo di tutto per salvare l’amata. Ma il suo carattere impetuoso rischia di complicare le cose.

Dagli opprimenti appartamenti della periferia di Taipei passiamo a una storia di criminalità, amore tossico e rapporti famigliari complicati. Un cult del cinema d’azione “Made in Hong Kong”. Il film porta alla fama l’autore, Fruit Chan, considerato tra i più eclettici registi del movimento, è ricordato anche per Hollywood Hong Kong (2001) e Dumplings (2004), tratto dall’omonimo episodio di Three… Extremes (2004) co-diretto con due mostri sacri del cinema Sudcoreano (Park Chan-wook) e Giapponese (Takashi Miike).

Better Days (Derek Tsang, 2019)

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Come detto, il momento d’oro di Hong Kong è stato tra gli anni 80 e 90. È vero, però, che esistono esempi recenti di come lo stile di narrazione ed estetica di allora è ancora attualissimo e perfettamente applicabile, anche in un’ambientazione diversa come una città parte della repubblica cinese. Better Days è questo e altro; è un film educativo, moderno e tecnicamente impressionante.

Nel 2011, a Chongqing, la studentessa Chen Nian è a poche settimane dall’esame di ammissione all’università. L’intera scuola è in fermento per l’importanza del traguardo, per il quale i ragazzi sono soggetti a enorme pressione. Un’amica di Chen Nian, tormentata per mesi dai compagni di classe, si suicida nel cortile della scuola. Mentre la polizia indaga sul caso senza troppo successo, Chen conosce e in seguito si affida alla protezione di Liu, giovane delinquente della zona.

Il film è stato candidato all’ultima edizione degli oscar rappresentando Hong Kong e ha avuto un successo enorme in tutto il territorio cinese, tanto che il romanzo da cui è tratto è stato pubblicato anche in versione cartacea diventando un vero e proprio best seller. Altri esempi di pellicole recenti di grande qualità prodotte ad Hong Kong sono: Nina Wu (2019), Limbo (2021), Hand Rolled Cigarette (2020), The Way We Weep dancing (2020) e Detention (2019). È vero, non è più come un tempo, ma talvolta accadono ancora piccoli miracoli!

Taipei Story (Edward Yang, 1985)

Taipei Story

Quando si parla di Edward Yang si fa riferimento a uno dei principali maestri del cinema Taiwanese, e Taipei Story ne è forse la vera pietra miliare. Una giovane donna cerca di navigare il labirinto della Taipei contemporanea alla ricerca di un futuro possibile. Spera che il suo fidanzato Lung sia la chiave per sopravvivere al naufragio metropolitano, ma è disorientato tanto quanto lei, insieme provano ad abitare un mondo lontano che si sforzano ancora di chiamare casa.

Una storia di spazi, sguardi e cambiamenti, raccontata con lunghi piani statici che non danno mai respiro ai protagonisti. L’uso dell’architettura, non solo come elemento scenografico, ma come vera e propria protagonista del film, i colori, i riflessi. Una poetica rappresentazione dello smarrimento degli abitanti dell’isola nel momento di massima modernizzazione. Dettaglio non da poco, l’attore protagonista è l’altro grande regista del tempo, Hou Hsiao-Hsien, in coppia con la futura moglie di Yang, la cantante Tsai Chin.

The Terrorizers

Yang ha affrontato i temi della famiglia e dell’industrializzazione anche in The Terrorizers (1986) in foto, YiYi (2000) campione d’incassi del nuovo cinema Taiwanese e vero capolavoro della tecnica, e In Our Time (1982) film episodico che si svolge nel corso di 30 anni della storia di Taiwan.

A Brighter Summer Day (Edward Yang, 1991)

A Brighter Summer DayImpossibile scegliere un solo film di Edward Yang per questa lista, ma soprattutto, è impossibile non inserire A Brighter Summer Day. Pellicola memorabile per diversi motivi. Si svolge nei drammatici anni ’60 dell’isola di Taiwan, segnati dalla politica del governo locale e dai difficili rapporti tra nativi e gli immigrati dalla Cina Popolare. Si concentra su un giovane, S’ir. Figlio di un padre intellettuale proveniente da Shanghai e incapace di adattarsi alla nuova realtà di Taiwan.

“Perché il mondo è così diverso da come pensavamo che fosse? Se chiudo gli occhi… il mondo che vedo, è bellissimo!

Un’epopea di quasi 4 ore con oltre 100 attori coinvolti, per lo più non professionisti, composto d’immagini perfette una di seguito all’altra. Tra i lavori registici più impeccabili mai visti, occupa attualmente il 12esimo posto nella classifica dei 250 lungometraggi di finzione meglio valutati su Letterboxd (di Yang è presente anche YiYi, al 14esimo) ed è stato selezionato dall’Academy come Miglior Film alla 64° edizione degli Oscar. Nonostante ciò non fu nominato. Altri film di Edward Yang a tema sociopolitico degni di nota sono A Confucian Confusion (1994) e Goodbye South, Goodbye (1996).

Lussuria – Seduzione e Tradimento (Ang Lee, 2007)

Lussuria Seduzione e TradimentoDurante la Seconda Guerra Mondiale, un agente segreto deve sedurre e assassinare un ufficiale che lavora per il governo giapponese a Shanghai. La missione della donna viene però intralciata dai sentimenti che comincia a provare per l’uomo che deve uccidere. La pellicola è tratta dal celebre romanzo di Eileen Chang.

Lussuria è un film difficile da categorizzare, così come il suo autore Ang Lee, di certo il regista che ha avuto più successo a occidente tra quelli in lista. Le opinioni a riguardo differiscono proprio su questo punto. Si tratta di un vero autore o semplicemente di un buon interprete degli stilemi che altri hanno fatto prima di lui? Come si suol dire la verità sta nel mezzo, e il “mezzo” è proprio questo film, declassato spesso a clone pompato di In The Mood For Love, di fatto ne condivide solo il protagonista, quel Tony Leung elegante e sofferente, grazie al quale Lussuria è ormai considerato un sinonimo di film romantico Orientale, alla pari di altre pellicole come Blue Gate Crossing (2002) e Miao Miao (2008).

Comrades: Almost a Love Story (Peter Chan, 1996)

Comrades Almost a Love Story

Jun arriva ad Hong Kong dal centro della Cina, sperando di essere in grado di guadagnare abbastanza denaro per sposare la sua donna, rientrando a casa. Incontra Qiao, una donna che conosce tutti i trucchi per sopravvivere in una grande metropoli, e diventano amici. L’amicizia si tramuta ben presto in amore.

Senza dubbio l’opera più importante di Peter Chan, un film dall’eleganza irresistibile, un fattore che lo differenzia e lo eleva rispetto alle altre pellicole di genere prodotte ad Hong Kong dagli anni ’80. Comrades analizza i sentimenti nel tempo che essi richiedono, rendendo la narrazione a tratti lenta a tratti troppo veloce, ma assolutamente intima e vera. Come detto per Lussuria, anche in questo caso può pesare nel giudizio la presenza di una star come Maggie Cheung, indiscussa regina del cinema di Hong Kong, al suo fianco Leon Lai (Fallen Angels, City of Glass).

The Killer (John Woo, 1989)

The KillerFrank è un sicario, forse il migliore nel suo campo, che ha incidentalmente reso cieca la donna di cui è innamorato, la cantante Jenny. Quando accetta l’ultimo lavoretto prima di ritirarsi e dedicarsi alla sua amata, è vittima di un’imboscata.

Dopo i film d’amore, quelli d’azione, e se si dovesse trovare un regista simbolo dell’action thriller made in Hong Kong, non si può che fare il nome di John Woo. Autore molto prolifico, ha unito la qualità tecnica e stilistica tipica di questo cinema con storie avvincenti. Film divertenti, capaci di portare il grande pubblico al cinema, ottenendo un successo economico maggiore di qualunque altro regista del tempo. Grazie al sodalizio con l’attore Chow Yun-Fat ha realizzato successi del calibro di A Better Tomorrow (1986), Hard Boiled (1992) e Once a Thief (1991). I suoi film hanno ispirato tutto il cinema d’azione di Hong Kong dagli anni 2000 a oggi, pellicole memorabili come Infernal Affairs (2003).

Ancora oggi Woo è attivo, nonostante lunghe pause e un periodo passato ad Hollywood, lavorando a produzioni di successo come Face/Off (1997) e Mission: Impossible II (2000). È ora in lavorazione il suo prossimo film, quello del ritorno alla regia di un Action Hollywoodiano: Silent Night con protagonista Joel Kinnaman.

Police Story (Jackie Chan, 1985)

Police StoryTxan è un sergente della polizia di Hong Kong che si ritrova a proteggere Selina, la fidanzata di un capo della Triade finché, incastrato per la morte di un poliziotto corrotto, è costretto a fuggire per riuscire a dimostrare la propria innocenza e salvare la ragazza.

Vere e proprie istituzione nel cinema d’azione di Hong Kong. Jackie Chan e Bruce Lee, volti dello Star System orientale e simboli delle arti marziali. Due personaggi profondamente uniti seppur diversi, hanno portato il genere alla ribalta prima nel territorio cinese poi nel mondo. Police Story è tra i film che l’ha permesso, ma ce ne sono stati innumerevoli altri degni di nota, giusto per citarne alcuni: Dalla Cina Con Furore (1972), I 3 Dell’operazione Drago (1973), Ip Man (2008) e The Grandmaster (2013).

Lanterne Rosse (Zhang Yimou, 1991)

Lanterne Rosse

Nel 1920 nella Cina del Nord la diciannovenne Songlian, in contrasto con la matrigna, lasciata l’università accetta di sposare il cinquantenne Chen Zuoqin, signore di un’antica casata. L’uomo ha già tre mogli, ciascuna delle quali aspetta che davanti alla propria porta vengano appese le lanterne rosse che stanno a significare che il marito passerà la notte con loro e potranno disporre di certi privilegi per i giorni successivi, fino a che le lanterne non si accenderanno di nuovo.

Una storia potente e poetica raccontata attraverso colori sgargianti, campi larghi, virtuosismi registici e musicali. Lanterne rosse, come anche La Foresta Dei Pugnali Volanti (2004), è una pellicola di uno dei cineasti più influenti della Cina. Zhang Yimou ha deciso di sfruttare la libertà che poteva avere solo ad Hong Kong e Taiwan per produrre alcuni dei suoi migliori lavori, a dimostrazione di come gli artisti venivano spesso attirati dal fascino di questo modo di fare cinema.

The Boys From Fengkuei (Hou Hsiao-Hsien, 1983)

Boys From FengkueiTre ragazzi di Fengkeui, un tranquillo villaggio di pescatori delle isole Penghu, ingannano la noia compiendo risse e furtarelli, sempre in fuga dalle responsabilità e dai genitori. Dopo l’ennesimo scontro con la banda rivale, partono per Kaoshiumg dove uno dei ragazzi ha parenti e dove aspettano la chiamata per il servizio militare. L’impatto con la grande città mette alla prova la loro amicizia e li mette di fronte alla difficoltà di crescere.

È arrivato il momento di parlare dell’altro regista più importante e influente del nuovo cinema di Taiwan, Hou Hsiao-hsien, presentato con il suo lungometraggio d’esordio. I ragazzi di Feng Kuei affronta la tematica del passaggio di un gruppo di diciottenni dall’adolescenza all’età adulta. Il film di formazione è un altro dei temi toccati dai cineasti del movimento Taiwanese; Hsiao-Hsien dimostra da subito la capacità di raccontare le storie in maniera imparziale, ma allo stesso tempo emozionante e con uno stile ben preciso. Altri esempi di coming of age e storie di ragazzi alle prese con il mondo dei grandi possono essere Lonely Fifteen (1982), Growing Up (1983) e A Moment of Romance (1990).

Millennium Mambo (Hou Hsiao-hsien, 2001)

Millenium Mambo

Vicky, una ragazza taiwanese, vive una burrascosa convivenza con Hao-Hao, un ragazzo conosciuto in una discoteca. Il rapporto tra i due si distingue per i litigi e per gli eccessi di una vita basata su alcol e uso di stupefacenti. Ma i ragazzi sono legati da un profondo malessere e un insostenibile senso di vuoto che caratterizza le loro giornate. Solo Vicky tenterà di uscire dallo squallore delle loro vite, fuggendo lontano.

Nei primi anni del 2000 Hsiao-Hsien decide di raccontare in un film il disagio, le paure e i dubbi dei giovani durante l’ingresso nel nuovo millennio. Una pellicola sporca, ultra colorata, caratterizzata da lunghi piani sequenza, flashback e addirittura ralenti. Dal punto di vista tecnico c’è tutto, nel contenuto ancora di più. Un’opera che è l’attestato di una filosofia di vita. Da vedere con attenzione sin dalla sequenza iniziale, arte.

Hsiao-Hsien parla della vita e della morte anche in Le Passate Cose Dell’Infanzia (1985) e Città Dolente (1989).

Chungking Express (Wong Kar-Wai, 1994)

Hong Kong express

Un giovane poliziotto, numero di matricola 223, abbandonato dalla sua fidanzata, incontra e si innamora di una misteriosa donna dalla parrucca bionda, implicata in un traffico di droga. Un altro poliziotto, numero di matricola 663, anche lui appena lasciato dalla sua donna, un’hostess, fa la conoscenza di una ragazza, Faye, che lavora nel chiosco di un fast food.

Due storie impossibili, due momenti inafferrabili nel tempo, per quello che è probabilmente il film più importante di tutto quanto il cinema di Hong Kong. Wong Kar-Wai gira questo film quasi per caso durante una pausa dalle riprese di Ashes of Time (1994) con una sceneggiatura ancora da completare, il secondo episodio del film è stato scritto in un giorno e doveva essercene un terzo, tagliato e usato come base per la creazione del seguito spirituale di Hong Kong Express, Fallen Angels (1995).

Il risultato è un’opera praticamente perfetta che ha creato quella che a oggi è vista come l’estetica tipica di Hong Kong. Le riprese in step printing, Faye Wang e Tony Leung, i neon, la città. Un cinema ricco ed elaborato che si poteva vedere già a uno stato embrionale in As Tears Go By (1989) l’impressionante esordio di Wong e in Days of Being Wild (1990) piccolo capolavoro spesso dimenticato.

In The Mood For Love (Wong Kar-Wai, 2000)

In The Mood For Love

Tra due vicini di casa si crea un forte legame quando entrambi cominciano a sospettare di attività extraconiugali dei rispettivi coniugi. Tuttavia, sono d’accordo nel mantenere il loro legame platonico per non commettere lo stesso errore. La cosa non è semplice, ma i due continuano a passare il tempo insieme vivendo l’illusione di un amore impossibile.

“Quando ripensa a quegli anni lontani, è come se li guardasse da un vetro impolverato: il passato è qualcosa che può vedere, ma non può toccare; e tutto ciò che vede è sfocato, indistinto”

Da molti considerato il miglior film romantico di sempre, In The Mood For Love è la perfezione stilistica di Wong Kar-Wai a uno stato superiore, ogni elemento tipico della sua cinematografia è dosato magistralmente, la musica è un sinuoso tutt’uno con le immagini che scandiscono il passare del tempo, rendendolo a tratti il vero protagonista del film, un’entità viva e tangibile. Da non dimenticare anche il suo seguito 2046 (2004) e la storia d’amore più cruda mai raccontata da Wong, Happy Together (1997).

Farewell My Concubine (Chen Kaige, 1993)

Farewell My Concubine

Dieyi, omosessuale, ama il suo amico d’infanzia Xiaolou, che ha sposato una ex prostituta. Disperato e suicida, Dieyi si getta tra le braccia di un mecenate, il maestro Yuan, e sprofonda nella droga. Ma l’amicizia e il teatro li fanno riunire.

Per chiudere questa guida non poteva mancare un film divenuto leggenda come Addio Mia Concubina; Palma d’oro a Cannes nel ’93, la pellicola è tratta dall’omonimo romanzo del 1993 e si colloca in un limbo tra più generi e influenze, principalmente quelle teatrali, essendo in principio un’opera della drammaturgia classica cinese di fine ‘800 e solo dopo reinventata e divenuta un cult del cinema di Hong Kong ed LGBT. La presenza del compianto Leslie Cheung nella migliore interpretazione della sua carriera vale il proverbiale prezzo del biglietto.

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