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CANNES

‘Titane’ una vittoria inattesa per il film vincitore della Palma d’Oro 2021

Un film di genere, fantasy splatter, con Vincent Lindon, si aggiudica il premio più ambito del Festival.

Publicato

il

Thierry Fremaux

Julia Ducournau, la regista di Titane  probabilmente non si aspettava di vincere la Palma d’Oro al Festival di Cannes.

É la seconda cineasta donna ad ottenere questo riconoscimento ed appartiene a quella scuola francese di filmakers di genere che iniziano ad avere successo anche all’estero.

Rivelatasi alla Semaine de la Critique nel 2011 con il cortometraggio Junior, la Ducournau ha poi confermato il suo talento nel 2017 con Grave, ottenendo, fra gli altri, il Premio Fipresci. L’annuncio della vittoria della Palma d’Oro, che ha spiazzato tutti i pronostici, è stata suggellata da una gaffe di Spike Lee, presidente della Giuria del Concorso che, per errore, si è lasciato sfuggire il titolo del film vincitore a metà cerimonia, scusandosi poi con tutti “per il pasticcio combinato”.

Titane;: Palma d’ oro a Cannes al film di Julia Ducournau. Lo anticipa Spike Lee

Titane: una Palma d’Oro davvero inusuale

Titane è un film bizzarro, in parte provocatorio e metaforico, sicuramente poco digeribile a chi non ama il genere, con gran dispendio di sangue/succo di pomodoro/olio del motore, sequenze di morti infilzati da uno spillone senza un vero perché, fughe verso caserme dei pompieri e improbabili ricongiungimenti, bambini nati in placente di titanio.

Ci saranno ottimi e dotti motivi se la Giuria della competizione, presieduta da Spike Lee (notoriamente amante delle sorprese) ha deciso di assegnare la Palma d’Oro proprio a Titane: sarà interessante leggere le motivazioni relative a questa scelta (sperando non siano di carattere produttivo o di mercato).

 Placche al Titanio

Una bambina fa i capricci in automobile, il padre si gira per imporre alla figlia di mettere la cintura e, proprio in quel momento, un camion arriva nella corsia opposta: a causa dell’inevitabile incidente, alla ragazzina verrà impiantata una placca di resistentissimo titanio sulla testa. Da qui, crescendo, Alexia, la nostra eroina, si trasformerà in una cubista serial killer, con un’attrazione fatale per le autovetture, con le quali intrattiene rapporti ‘sessuali’, per così dire. Dopo l’ennesima strage, la giovane cercherà rifugio presso una caserma di pompieri, fingendosi il figlio maschio, scomparso dieci anni prima, del comandante in capo (l’immarcescibile Vincent Lindon), un tipo muscoloso e direttivo ma piuttosto triste, che vuole credere a tutti costi al ritorno del figliol prodigo. Finché a quest’ultimo non comincia a crescere il pancione di una inattesa quanto abnorme gravidanza.

L’interprete principale, dal volto e corpo mascolini, è Agathe Rousselle, modella,  giornalista, fotografa e creatrice di moda, molto brava nella parte della killer/replicante: del suo personaggio, però, non si comprende bene la motivazione deviante, se non con l’installazione della placca al titanio, forse sarebbe stato necessario un piccolo sforzo di sceneggiatura, mentre vengono in mente con nostalgia film come Blade Runner.

Mostri al Festival di Cannes

Certamente avrebbero meritato questa Palma d’Oro molti altri film del Concorso, ma probabilmente Titane ha voluto segnare una rottura assoluta con film politicamente più corretti, premiando l’audacia visiva, la trasgressione e la contemporaneità cannibalica di una storia che la regista definisce “un film sulla paternità” e, si potrebbe aggiungere, sull’incontro fra solitudini ed alienazioni di grado differente.

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«Il mio film non è perfetto – ha affermato Julia Ducornau piangendo all’annuncio ufficiale, seguito a quello maldestro di Spike Lee, della vittoria del suo film – ma forse nessun film lo è. Crescendo mi sono resa conto che la perfezione è una strada chiusa, che non porta da nessuna parte. Grazie per aver fatto entrare al festival i miei ‘mostri’ e grazie agli attori che si sono dati completamente alla storia. Ringrazio anche i miei genitori per l’aiuto che mi hanno sempre dato, regalandomi la libertà».

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  • Anno: 2021
  • Durata: 108'
  • Genere: Noir/Fantasy
  • Nazionalita: Francia, Belgio
  • Regia: Julia Ducournau