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BERLINALE

‘Ballad of a White Cow’ il cinema iraniano alla Berlinale

Un film sulla battaglia di una donna iraniana contro il sistema giuridico e culturale del suo Paese

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Ballad of a White Cow (Ghasideyeh gave sefid) è un film di Behtash Sanaeeha e Maryam Moghaddam (da loro anche scritto insieme a Mehrdad Kouroshnia), interpretato dalla stessa Maryam Moghaddam (Mina) e da Alireza Sanifar (Reza).

La pellicola, prodotta da Filmsazan Javan, Caractères Productions e Totem Films, è in concorso alla Berlinale Summer Special che si terrà in digitale fino al 20 giugno 2021.

Di cosa parla Ballad of a White Cow

Il film racconta la vicenda di Mina, una vedova iraniana. Vedova perché un tribunale le ha portato via suo marito, giustiziato per un crimine che non ha commesso. Il sistema invia alla donna scuse ufficiali e un risarcimento economico. Mina madre di Bita, una bambina sordomuta di sette anni, non si arrende al solo risarcimento e inizia una battaglia contro il sistema della giustizia iraniano, regolato, come molti aspetti della vita, dalla legge della Sharia. La sua lotta è però soprattutto contro la complessa questione della discriminazione di genere in Iran. Il contesto della caotica Teheran, in Ballad of a White Cow, resta invece solo di sfondo alla storia struggente di questa donna sola.

Sola non fino in fondo, in realtà, perché alla sua porta busserà Reza che le offre del denaro come adempimento di un debito, sostiene,  di avere con il defunto marito di Mina. Reza nasconde una verità che avrà influenza sull’equilibrio della donna e della sua nuova vita.

Ballad of a White Cow (2020) - IMDb

Di genere neorealista, “Ballad” può essere brutale, ma Moghaddam e il co-regista Behtash Sanaeeha (che per primo ha collaborato a “Risk of Acid Rain“) la vedono anche

come una storia di resilienza in una società che pone enormi limiti alle donne.

Da un lato, il film rivisita un territorio familiare quando si tratta della società iraniana: la posizione delle donne e dei diritti maschili, la legge della Sharia, le istituzioni burocratiche, i lavori paralizzanti e disumanizzanti. Ma da un altro lato, molto più importante, tratta argomenti universali come il dolore, la genitorialità, il bisogno di giustizia, la colpa, la redenzione e il perdono.

Ballad of a White Cow: i registi

I registi di Ballad of a White Cow sono entrambi iraniani. Sanaeeha è ingegnere di formazione e nel cinema ha lavorato a cortometraggi, spot, animazione e documentari. Moghaddam, nata a Teheran, ha mosso i primi passi nel mondo artistico in Svezia: lì si è diplomata alla Performing Art School e ha lavorato come attrice in diversi teatri. Nel cinema iraniano ha recitato in Closed Curtain di Jafar Panahi e Kambuzia Partovis vincitore di un Orso Argento alla Berlinale.

I due registi hanno diretto insieme nel 2018 un documentario, The Invincible Diplomacy of Mr Naderi, in cui compare Maryam Moghaddam che interpreta se stessa.  Raccontano la storia di un uomo iraniano che tesse un grande tappeto persiano per simboleggiare l’auspicata pace e riconciliazione tra Iran e USA e quindi con il resto del mondo.

L’altro regista di Ballad of a White Cow, Behtash Sanaeeha, ha girato invece nel 2015 Risk of Acid Rain, la storia di un uomo solo, con un solo amico, la cui madre ha sempre desiderato si sposasse mentre lei era ancora in vita. Un’altra storia di solitudine contro il mondo che gira attorno lasciando il vuoto tra sé e il personaggio. Anche in questo caso il cast vede la presenza di Maryam Moghaddam.

Guarda il trailer di Ballad of a White Cow

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Ballad of a White Cow

  • Anno: 2020
  • Durata: 105'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Iran, Francia
  • Regia: Behtash Sanaeeha, Maryam Moghaddam