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I come from Ikotun è il nuovo documentario di Wang Bing

In cerca di fondi per ultimare il budget previsto, I come from Ikotun di Wang Bing è il nuovo documentario del premiato regista che racconta della comunità africana del Guandong

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Wang Bing

I come from Ikotun di Wang Bing è attualmente in cerca dei finanziamenti che consentiranno a questa produzione di essere ultimata, dopo aver incrociato la pandemia nel pieno delle riprese. Il film è prodotto da Chinese Shadows, UniFrance e Wil Productions.

Wang Bing ha un passato di successi e di film fiume: dal suo celeberrimo esordio di nove ore Il distretto di Tiexi (2003), o il toccante Three Sisters (2012) fino a i più recenti e premiati Mrs. Fang (2017) e Dead Souls (2018), approfondita raccolta di testimonianze sulle condizioni nei campi di rieducazione della Cina di Mao negli anni Cinquanta.

I come from Ikotun di Wang Bing racconta di due famiglie nigeriane appartenenti alla comunità africana di Guangzhou (Canton), nella provincia del Guandong a sud della Cina. La comunità africana in queste zone è molto popolosa, ma ha subìto un gravissimo peggioramento delle condizioni di vita a seguito della pandemia.

I personaggi di Wang Bing

Kingsley arriva da Lagos, Nigeria, e lavora come barbiere a Guangzhou (Canton) nella provincia del Guandong, a sud della Cina. Kingsley lavora in completa illegalità, senza un permesso di lavoro o di residenza, perché con quello che guadagna non si può permettere di acquistare la licenza per il proprio negozio. Abita presso un McDonald’s.

Wang Bing lo segue anche in Nigeria, e qui filma la moglie, il figlio e gli altri componenti della famiglia allargata. Purtroppo la pandemia gli impedisce di rientrare a Guangzhou, così affitta una bancarella al mercato di Ikotun dove vende i prodotti che ha importato dalla Cina.

Nell’attesa di vederlo ritornare, Bing si dedica alla storia di Evelyn, anche lei dalla Nigeria. Evelyn è una madre single di una bimba di sei anni, in attesa del suo secondo figlio. Anche per lei le condizioni di vita a Guangzhou sono estremamente dure, inasprite da regole discriminatorie approvate durante il lockdown. Si trova in fretta senza un alloggio e impossibilitata ad affittarne uno. Senza cibo e sola.

Ho provato a non perdere la speranza anche se non avevo idea di che destino avrebbero avuto Kingsley, Evelyn e tutta la comunità Africana che quotidianamente lotta per sopravvivere in un contesto che è diventato sempre più difficile e ostile nei loro confronti.

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