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CHIAMI IL MIO AGENTE: la serie tv francese che piace a tutti

Il mondo del cinema e dello spettacolo visto attraverso gli affanni dell'agenzia di spettacolo ASK: scrittura brillante e interpreti eccellenti, oltre a guest star celebri

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Il lavoro si intrufola nella vita private che si intrufola nel lavoro: all’agenzia per attori e registi ASK, a Parigi, i quattro agenti senior (Mathias, Andrèa, Arlette e Gabrièl) devono fare i conti con la morte del titolare e riuscire a non far naufragare l’agenzia.

Quello che BORIS è stato per il set (indifferentemente se cinematografico o televisivo), CHIAMI IL MIO AGENTE!DIX POR CENT in originale- è per quel mondo, nascosto e sommerso ma fondamentale, degli agenti dello spettacolo: ovvero coloro che trovano lavoro per attori e registi, che li coccolano, li seguono e li difendono dai set e dalle intemperanze della vita.

 

È uscita il 24 gennaio su Netflix la quarta stagione di CHIAMI IL MIO AGENTE!, una delle produzioni di maggior successo della tv francese che lentamente e legittimamente sta conquistando anche l’Italia.

Infatti, anche se pare che questa sia l’ultima stagione, si rincorrono le voci su un film sequel, su una prosecuzione seriale (o reboot) negli stati Uniti e soprattutto di una serie ambientata in Italia con attori tutti nostrani.

 

CHIAMI IL MIO AGENTE

E allo stesso modo come la serie ideata da Luca Manzi e sorretta dalla penna scorretta di Torre, Marengo, Ciarrapico e Vendruscolo, era declinata in salsa grottesca, DIX POR CENT di Fanny Herrero utilizza la commedia francese per dare uno sguardo al dietro le quinte dello sfavillante mondo del cinema: con l’ambizione di scoperchiarne i segreti, i capricci e le stravaganze per arrivare alla fine alla solitudine che circonda gli artisti, senza moralismi e senza facilonerie.

Perché anche se il tono è leggero, la traccia è profondissima: la miscela di soap, satira e realtà restituisce un documentario sopra le righe eppure straordinariamente aderente al vero. DIX POR CENT (il senso del titolo risiede nella battuta di uno dei personaggi nella prima stagione, “il 10% è la nostra maledizione: noi agenti siamo identificati solo con quella percentuale”) ha una brillantezza nei dialoghi che la avvicina alla perfezione patinata di FRIENDS o THE BIG BANG THEORY, ma riesce a portare a compimento la ricognizione esistenziale non solo di una classe professionale, ma dell’essere umano.

CHIAMI IL MIO AGENTE

Attraverso il ritratto, esasperato, di varie tipologie umane: sono tanti gli attori celebri che hanno accettato di mettersi in gioco (da Monica Bellucci a Jean Dujardin, da Charlotte Gainsbourg a Fabrice Luchini, da Cecile De France a Isabelle Adjani, e così via) mettendo alla berline le idiosincrasie degli artisti.

Ma quello che importa è che le dinamiche interpersonali e sociali interne all’agenzia ASK diventano alla fine le stesse quelle di qualunque ufficio, qualunque famiglia, qualunque agglomerato umano: si litiga, ci si odia, ci si tradisce, ci si ama e ci si odia.

CHIAMI IL MIO AGENTE

L’elemento caratterizzante di DIX POR CENT sono allora i dialoghi, che trasformano le sequenze in piccoli siparietti di vita quotidiana: giocando con la commedia ma restando sempre e comunque verosimigliante, in un gioco al massacro che si svolge a ritmo frenetico,

il mondo del cinema è fatto i ritardi, slittamenti, disastri produttivi e catastrofi umane; registi e attori cambiano idea all’interno di un mestiere che dà respiro all’estro ma contemporaneamente, per sua natura, anche all’imprevedibilità e alla volubilità dell’essere umano – per opere (i film) che dipendono da un fattore altrettanto aleatorio e inafferrabile come i soldi.

CHIAMI IL MIO AGENTE

Il risultato è una condizione -professionale ma anche umana- precaria dove la certezza non esiste.

La cosa straordinaria allora -che parte dalla scrittura e arriva diretta alla recitazione- è che lo svolgimento degli episodi scorre diretto fino alla fine, mini film (la lunghezza media è di 50 minuti) dove i toni sono perfettamente bilanciati, il ritmo non cade mai e la tensione emotiva sale fino alla fine, che sia per le riprese di un film da chiudere o per una relazione da perfezionare.

Il materiale umano, insomma, è vasto e variegato: insieme alla scrittura brillante, è questo il motivo per cui non si può non restare affascinati dalla divertente malinconia che rimane dai granelli di polvere di stelle.

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CHIAMI IL MIO AGENTE!

  • Anno: 2015
  • Durata: 4 stagioni, 24 episodi
  • Distribuzione: Netflix
  • Genere: commedia
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: aavv