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38° Torino Film Festival: al via la nuova edizione, online dal 20 al 28 novembre

Si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del tradizionale e rinomato appuntamento cinematografico della città piemontese: il Torino Film Festival, quest’anno si sposta online e non cede alla pandemia

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38° Torino Film Festival

Sono 133 le opere che saranno presentate al 38° Torino Film Festival, punta di diamante del movimento cinematografico torinese, che in questa situazione straordinaria si sposta, come già altri festival prima di lui, sui canali online dal 20 al 28 novembre.

Le proiezioni verranno ospitate dalla piattaforma MyMovies, mentre il nutrito programma di conferenze, Q&A e Master Class sarà visionabile tramite Youtube nel canale ufficiale del festival. Il pubblico avrà accesso all’accurata selezione di film dal 20 al 28 novembre, con modalità differenziate (biglietti singoli, carnet 10 ingressi o abbonamenti), ciascuno film a partir dalle ore 14 e per 48 ore.

Sebbene nella consapevolezza generale dell’imprescindibilità del cinema dalla sala cinematografica, il TFF non si è sottratto alla sfida: accompagnerà il proprio pubblico in questa nuova modalità di fruizione, dopo aver riadattato il programma, ma anche tutto lo staff, per far fronte all’offerta tutta digitalizzata. La contingenza ha reso evidente che

realizzare e guardare storie si è rivelato essenziale per la vita.

Caibro 9 di Tony d'Angelo

Caibro 9 di Tony d’Angelo

38° Torino Film Festival: le sezioni

Dodici sono i film in concorso nella sezione Torino 38, di cui 11 sono opere prime. Spicca Alessandro Grande tra i selezionati, unico italiano in lista, con la sua Regina. Dopo la corsa gli Oscar con Bismillah, c’è grande attesa per la sua opera lunga d’esordio. Accanto a lui,  convivono produzioni europee e internazionali, come Sin Señas Particulares (Identifying Features) di Fernanda Valadez quale film di apertura; e…inaspettati esordi nigeriani (Eyimofe This Is My Desire di Arie & Chuko Esiri).

Incuriosiscono sia la proposta di dodici selezionatissimi cortometraggi (sezione a cura di Daniele De Cicco), che la grande fucina del Fuori Concorso, dove convergono novità e restauri doc. Qui infatti, trova posto l’attesa nuova opera di Tony D’Angelo, Calibro 9; Il buco in testa  di Antonio Capuano, ispirato ad una storia vera, di confronti e perdono; ma anche il restauro di In the mood for love, l’indimenticabile opera di Wong Kar-Wai.

Personalmente citato dal direttore del festival Stefano Francia di Celle come il film da non perdere, un’opera tailandese inserita nella sezione più sperimentale del festival, Le stanze di Rol. Il film è Aninsri Daeng / Red Aninsti; Or Tiptoeing On The Still Trembling Berlin Wall di Ratchapoom Boonbunchachoke. 

Importantissima e sempre stimolante la sezione di documentari, che anche quest’anno spazia dal breve al lungo.

Red Aninsti

Red Aninsti; Or Tiptoeing On The Still Trembling Berlin Wall di Ratchapoom Boonbunchachoke

38° Torino Film Festival, parità di genere e sfide per il futuro

Alla presenza del carismatico direttore Francia di Celle, la vicedirettrice Fedra Fateh, grazie agli interventi di tutti i selezionatori e il direttore del Museo del Cinema Domenico di Gaetano, il festival si preannuncia stimolante e al passo con la nuova sfida a cui è sottoposto. La Mole Antonelliana si tramuterà in uno studio televisivo, pronta ad accogliere i numerosi appuntamenti con autori connessi per via telematica, e Masterclass stimolanti (giustizia, eguaglianza di genere ed educazione i macrotemi).

Il 38° Torino Film Festival ha sposato con entusiasmo la proposta già la lanciata dal Toronto Film Festival, di rendere veramente l’equità di genere garantendo la presenza al 50% di registe donne. Nonché di supportare attivamente le proposte dell’agenda 2050 delle Nazioni Unite. Insomma un festival impegnato, che nel suo centinaio di film trova delle tendenze comuni chiaramente ancorate alla realtà che stiamo vivendo: come lo smarrimento e un difficile percorso di ricerca dell’identità che si riflette più in grande nella diffusa crisi della democrazia.

Francia di Celle ha concluso così, ricordando il rispetto del cinema e delle sue professioni, in questo periodo infelicemente maltrattate:

Non si tratta di mettere i film online, ma di promuovere la cultura cinematografica e valorizzarla.

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